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La guerra di Putin all’Ucraina e all’ordine mondiale liberale, la collocazione internazionale dell’Italia, la sua politica estera e gli italiani raccontati a un amico.

Dopo aver aggredito un paese sovrano con l’obiettivo di cancellarlo dalla carta geografica violando i principi fondamentali dello statuto delle Nazioni Unite, in questi giorni Vladimir Putin ha minacciato ancora una volta il ricorso ad armi di distruzione di massa, ha annunciato una mobilitazione parziale che richiamerà in servizio 300mila riservisti e sta organizzando un referendum farsa per annettere i territori occupati: un’altra violazione del diritto internazionale.

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ARRIVEDERCI!

Tra qualche giorno, il 22 marzo, si conclude la mia attività parlamentare e con essa termina anche l’invio dell’abituale newsletter con il resoconto del lavoro svolto e delle scelte compiute, gli articoli che ho scritto e le opinioni che ho sostenuto.

Continuerò, ovviamente, a battermi per le mie idee, ma il mio impegno politico e culturale continuerà in forme e sedi diverse.

Tutto il materiale pubblicato (gli interventi svolti in Parlamento o in altre sedi pubbliche, i disegni di legge, gli articoli, le interviste, i commenti, ecc.) resta disponibile su questo sito.

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La pacchia è davvero finita – Il Foglio, 3 novembre 2022

Lombrello americano non funziona più. Se vuole proteggere i propri interessi, lUnione europea deve accelerare il decollo della Difesa comune. In ballo c’è anche leuropean way of life, e non è poco

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Maran: “La guerra di Putin è contro di noi, abbiamo il dovere di aiutare l’Ucraina” – Il Messaggero Veneto e Il Piccolo, 2 novembre 2022

di Maurizio Cescon

“Nello specchio dell’Ucraina”. È il titolo di un libro scritto dal politico gradese Alessandro Maran, ex senatore del Pd, che sarà presentato, per la prima volta in regione, sabato 5 novembre nella sala civica di Cormons. In quell’occasione l’autore dialogherà con la giornalista del Messaggero Veneto Luana de Francisco. Maran ha voluto impostare il suo lavoro come una lettera ad un amico sulla libertà la pace, sulla collocazione dell’Italia nel mondo e sugli italiani.

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PDEXIT – L’identità, 30 ottobre 2022

Il partito di Letta è stretto tra la sinistra di
Conte e il riformismo di Calenda e Renzi.
Il punto di vista dell’ex senatore Maran

di Domenico Pecile


Pd a rischio estinzione. Lo spettro della fine dei socialisti francesi, mangiati da Macron e da Mélenchon, incombe sui dem stretti tra Conte che punta a rappresentare lo spazio della protesta, “la Sinistra redentiva”, e Calenda e Renzi che puntano rappresentare lo spazio centrale, “la Sinistra riformista”.

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GIORNALI2021 IN PRIMO PIANO

Governare? Sì, dal centro. La lezione americana. Il test di Biden, il percorso del Pd – Il Foglio, 22 agosto 2022

Con i mostridella politica, come Calenda e Renzi, o Joe Manchin in America, bisogna fare i conti, perché senza di loro non si costruisce una big tentaperta alla maggioranza degli elettori

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GIORNALI2021 IN PRIMO PIANO

Maran striglia il centrosinistra. “Una grande occasione persa” – Il Piccolo, 25 luglio 2022

Si era messo a disposizione. Alessandro Maran era pronto a candidarsi sindaco, a patto di allargare il “recinto” e tentare così di vincere la sfida con Rodolfo Ziberna. Poi come si ricorderà le cose si misero in tutt’altro modo. Maran, di fronte ai temporeggiamenti del Partito democratico, ritirò la sua disponibilità e il centrosinistra trovò la quadratura del cerchio sull’ex senatrice Laura Fasiolo la quale, nonostante un risultato importante, non è riuscita a sbarrare la strada al centrodestra.

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Il sonno della memoria (e l’aggressione dell’Ucraina) – Il Riformista, 29 aprile 2022

L’Italia ha condannato se stessa ad una singolare patologia, ha scritto Barbara Spinelli in un bel libro di diversi anni fa: quella della “smemoratezza patteggiata” o della “reminiscenza vendicativa”: “D’un tratto il ricordo fa ritorno, ma solo perché in quella particolare circostanza torna utile”, scriveva Spinelli, cosicché “per natura calcolatrice, la memoria nazionale si accende e si spegne come una lampadina che è sempre sul punto di bruciarsi. Le parole stesse, le esperienze di cui esse sono la traduzione, perdono ogni rapporto con la realtà evocata”.

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Il discorso perfetto di Mattarella su come si difende la democrazia – Il Foglio, 27 aprile 2022

Al direttore – Il 23 aprile 1999, i capi di stato e di governo dellAlleanza si riunirono a Washington per celebrare il 50esimo anniversario della Nato. Allora toccò a Massimo DAlema rendere omaggio, nella stessa sala in cui venne firmato il Trattato Nord Atlantico, a un risultato eccezionale: cinque decenni di pace e di sicurezza in Europa. DAlema, in quelloccasione, si soffermò sulla sfida difficile” che allora stava affrontando lalleanza: Estato necessario ed è ancora necessario usare di nuovo la forza in Europa per costruire una pace giusta”. Raccontò di aver visitato il confine tra Kosovo e Albania e di essere stato con i volontari italiani che in loco accoglievano e assistevano i rifugiati: Con i miei occhi ho visto i trattori, ho visto le donne, i bambini e gli anziani, ho visto queste persone ferite nei loro corpi, private di tutto, non solo dei loro cari, ma perfino dei documenti di identità, le targhe automobilistiche erano state strappate dalle loro auto in modo da cancellare qualsiasi collegamento con la loro patria e le loro case. Non avremo pace finché queste persone non saranno in grado di ritornare a casa in pace e serenità, come rispettati cittadini del loro paese, e non avremo pace finché i soldati che li hanno mandati via non saranno respinti”. Questo è il nostro impegno e per questi obiettivi e valori lItalia svolgerà il suo ruolo allinterno dellAlleanza. Sarà un alleato forte e sincero, capace di assumersi le proprie responsabilità”, concluse. Allora DAlema era il capo del governo e indossava i panni atlantici che poi ha dismesso (il DAlema blairiano e liberale è durato poco). Si tratta, tuttavia, di un discorso che, vista laria che tira, vale la pena di leggere. Non è male, direbbe Mr. Pickwick, accendendosi un altro sigaro.
Alessandro Maran

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Maran: “La politica deve svegliarsi. Va colta l’occasione della Pipistrel” – Il Piccolo, 29 marzo 2022

Non si candiderà. Che non correrà per sindaco è arcinoto ma Alessandro Maran non farà parte nemmeno della “squadra Fasiolo”. Perché due erano le condizioni per mettersi in gioco: acquisire la consapevolezza della gravità della crisi che attanaglia Gorizia e, proprio per questo, unire le forze “oltre i vecchi schieramenti” per reagire al declino. E nulla di tutto ciò sta avvenendo, soprattutto nella metà campo di centrosinistra.

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Putin’s people”: la bottega del “macellaio” – Il Riformista, 29 Marzo 2022

Parlare di libri, ha scritto Claudio Giunta, “mi sembra un bel modo, un modo civile di parlare” (“Parlarne bene, cioè bene o male ma sempre con una certa ampiezza, argomentando con precisione, magari soprattutto di libri che sono usciti da un po’, non necessariamente quelli appena usciti, e piuttosto saggi che romanzi. C’è tanto bisogno, lo vedo coi miei studenti…”). Anch’io parlo soprattutto di libri (e ogni tanto di jazz: l’altro giorno, a proposito, Sarah Vaughan avrebbe compiuto 98 anni. Ascoltatela in questo brano tratto da uno degli album più significativi della sua carriera) e, soprattutto, trovo che parlare di libri sia un bel modo di parlare.

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