IN PRIMO PIANO

ARRIVEDERCI!

Tra qualche giorno, il 22 marzo, si conclude la mia attività parlamentare e con essa termina anche l’invio dell’abituale newsletter con il resoconto del lavoro svolto e delle scelte compiute, gli articoli che ho scritto e le opinioni che ho sostenuto.

Continuerò, ovviamente, a battermi per le mie idee, ma il mio impegno politico e culturale continuerà in forme e sedi diverse.

Tutto il materiale pubblicato (gli interventi svolti in Parlamento o in altre sedi pubbliche, i disegni di legge, gli articoli, le interviste, i commenti, ecc.) resta disponibile su questo sito.

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

L’EDIFICIO RIFORMISTA. Le ragioni del crollo e i pilastri della ricostruzione – Assemblea nazionale di Libertà Eguale. 14-15 luglio 2018 Orvieto, Fondazione Centro Studi, Piazza Corsica

Nelle riunioni preparatorie abbiamo discusso, per stare al titolo «terrificante» proposto da Enrico Morando, delle ragioni del crollo e dei pilastri della possibile ricostruzione. Da diversi punti di vista. Ora, se ci riesco, cercherò di stimolare quella “conversazione con il mondo” che secondo Giovanni Cominelli, è l’essenza della politica. Manco a dirlo, distogliendo, per un momento, lo sguardo dallo psicodramma di un partito, il Pd, che continua a parlare in modo ossessivo di sé stesso e del passato.

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

«Non è certo con le formule del secolo passato che si sconfiggerà il fronte sovranista» – Il Foglio, 15 giugno 2018

Il «marxismo evangelico» che si strugge nella giustizia, così caro a Cuperlo, non è una credibile alternativa a chi oggi ci governa

«Non è di maggio questa impura aria», si saranno detti nelle scorse settimane dalle parti di Repubblica. È da un pezzo, infatti, che il giornale che ispira e guida la sinistra, forse ripensando ai versi di Pier Paolo Pasolini che dialoga con le spoglie di Gramsci, descrive un maggio autunnale («In esso c’è il grigiore del mondo, / la fine del decennio in cui ci appare / tra le macerie finito il profondo / e ingenuo sforzo di rifare la vita»), molto diverso da «quel maggio italiano che alla vita aggiungeva almeno ardore» nel quale il giovane Gramsci delineava «l’ideale che illumina» il silenzio del presente.

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

«Da Roma a Caracas» – Il Foglio, 23 maggio 2018

“Guardare l’Italia e il Venezuela per capire come può crescere rigogliosa la pianta populista”

 

Potremmo chiamarlo «esperimento Venezuela». Da un pezzo infatti, «per capire come la pianta populista può crescere rigogliosa in forme diverse ma tra loro legate da tratti comuni», il prof. Loris Zanatta ha suggerito l’analisi di due casi «all’apparenza agli antipodi dal punto di vista storico e geografico», l’Italia e il Venezuela: «Paesi assai diversi tra loro per molteplici aspetti storici, sociali, politici ed economici, ma entrambi diventati da alcuni lustri in qua tra i più ricchi laboratori del nuovo populismo». In tutti e due i paesi, scrive Zanatta, «il populismo ha colto il suo trionfo sviluppandosi sulle rovine del sistema politico tradizionale, imperniato su Democrazia cristiana e Partito comunista in Italia e su Copei (Comité de Organización Politica Electoral Independiente) e Acción Democrática in Venezuela, partito di ispirazione cattolica il primo e di filiazione socialista il secondo». Benché diversi tra loro, «ciò che tali populismi rivelano è l’aspetto traumatico assunto in Italia e in Venezuela dal crollo della mediazione politica tradizionale e la vitalità che sotto la sua coltre conservano antiche e radicate concezioni del mondo»; e sia in Italia che in Venezuela, il populismo si inserisce e prospera in uno spazio già di per se fertile «dato il debole radicamento dell’ethos liberale nella cultura politica di entrambi i paesi e stante nell’uno e nell’altro caso la diffusa pervicacia di un immaginario politico diffidente verso la rappresentanza liberale, portato a ‘sentire’ la democrazia come attributo delle relazioni sociali ma non altrettanto della sfera politica».

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

“Il primo governo ‘siamo contrari alla legge di gravità’ e la crisi delle élite” – Il Foglio, 15 maggio 2018

È andata come doveva andare. Il governo populista, questo «premier gouvernement ‘antisystème’», come scrive Le Monde, è, in fondo, l’esito necessario del voto del 4 marzo. E non soltanto per mere considerazioni aritmetiche. Dietro la scelta compiuta dalla maggioranza degli italiani si nascondono molti ingredienti. Ci sono certamente la lotta contro l’immigrazione e la moralizzazione della vita pubblica, ma anche «l’inganno consapevole delle opinioni pubbliche» di cui ha parlato il presidente Mattarella (con la conseguente avversione alle regole di finanza pubblica e alle alleanze internazionali alle quali abbiamo aderito, il trionfo degli estremismi, il fatto che ciò che è percepito è più importante di ciò che è reale, ecc.). Inoltre, c’è sicuramente una robusta tradizione culturale di rigetto del reale in nome dell’illusione (che il poeta peruviano Augusto Lunel ha definito mirabilmente: «Siamo contrari a tutte le leggi, a cominciare dalla legge di gravità»), ma c’è anche un altro grande collante: il no, grande come una casa, a ciò che in molti considerano il compiaciuto moralismo della classe politica tradizionale (specie in relazione all’immigrazione e all’Europa); cioè il no a quell’atteggiamento paternalistico per cui i governanti attuano politiche che, pur tendendo con sollecitudine paterna al benessere dei governati, li considera però, quasi fossero dei bambini, incapaci di decidere in modo autonomo e responsabile.

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

Ripartire dalla sconfitta del 4 dicembre – Il Foglio, 1 maggio 2018

E’ possibile oppure no un governo tra populisti e sinistra? Anche con chi è nemico della democrazia rappresentativa? E un accordo Pd-M5s sarebbe un dramma o un’opportunità? Continua il girotondo d’opinioni sul Foglio. Il mio intervento:

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

IL TRACOLLO DEL PD IN FRIULI – IL FOGLIO, 17 APRILE 2018

di Alessandro Maran

Sembra tutto in discesa per Massimo Fedriga. Nonostante Forza Italia sia in caduta libera, più di venti punti separano nei sondaggi l’ex capogruppo alla Camera della Lega dal candidato del Pd che è avanti di un soffio sui grillini. Se le cose stanno così, il 29 aprile prossimo, il Friuli Venezia Giulia dovrebbe aggiungersi alle regioni del Nord in mano alla Lega.

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

I 3 punti della svolta a destra europea e i puntini da connettere del Pd – Il Foglio, 11 aprile 2018

Ora che anche Viktor Orban, teorico della «democrazia illiberale» e modello per tutti i populisti d’Europa, ha stravinto le elezioni politiche in Ungheria, non sarebbe male tornare, con un respiro più ampio, sulle tendenze di fondo emerse nelle elezioni italiane.

Sarà anche tutta colpa di Renzi, sarà che la sinistra deve «tornare tra la gente», ma a ben guardare, più di ogni altra cosa, le elezioni del 4 marzo scorso che hanno trasformato l’Italia nel «cuore della rivoluzione» bannoniana, hanno registrato, come un sismografo, i grandi cambiamenti che si stanno propagando rapidamente in tutti i traballanti sistemi politici europei.

Le tendenze più importanti sono tre anche nella variante italiana dei movimenti tellurici in corso.

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

L’epoca degli imperatori

Oggi in Russia si vota per le elezioni presidenziali e c’è un solo favorito: Putin, che si avvia verso la quarta riconferma. Nei giorni scorsi l’Assemblea del Popolo, il massimo organo legislativo del paese, ha rieletto Xi Jinping presidente della Cina per il secondo mandato. Solo che stavolta Jinping (che è anche segretario del Partito comunista e capo delle forze armate) può restare in carica per tutta la vita, grazie alle modifiche alla Costituzione che ha appena fatto passare.

È, per dirla con Ivan Krastev (presidente del Center for Liberal Strategies e autore del recente «After Europe»), il «momento dell’Imperatore».

Leggi Tutto
IN PRIMO PIANO

“Los redentores” – Il Foglio, 13 marzo 2017

Al direttore – LItalia che redime ha battuto lItalia riformista. Era nellaria. Il populismo è un fenomeno che ha il vento in poppa un podovunque e non è certo da oggi che in Italia los redentoressi contendono i fedeli. I grillini, si sa, sono una pagina dellalbum di famiglia della sinistra italiana, ma anche la destra non si è mai fatta mancare nulla: oggi Berlusconi è certo molto meno antisistemico e ben più costituzionalizzato di un tempo, ma ne è passata di acqua sotto i ponti; e perfino gli schiamazzi populisti della Lega sono sussurri rispetto a quando si parlava del Veneto come se fosse lUlster. Insomma, dal tramonto della Prima Repubblica sul nostro paese si sono abbattute violente ondate populiste. Al punto che la lotta politica tra soggetti che si riconoscono legittimità ha ceduto il passo alla guerra di religione tra tra popoli omogenei (dal Popolo viola allEsercito di Silvio) trasformando il bipolarismo degli ultimi ventanni in una guerra di trincea tra nemici convinti di possedere il monopolio della virtù. A soffrirne è stato il tessuto istituzionale del paese, esposto ai feroci colpi degli uni e degli altri.

Leggi Tutto
1 2 3 35