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Tra qualche giorno, il 22 marzo, si conclude la mia attività parlamentare e con essa termina anche l’invio dell’abituale newsletter con il resoconto del lavoro svolto e delle scelte compiute, gli articoli che ho scritto e le opinioni che ho sostenuto.

Continuerò, ovviamente, a battermi per le mie idee, ma il mio impegno politico e culturale continuerà in forme e sedi diverse.

Tutto il materiale pubblicato (gli interventi svolti in Parlamento o in altre sedi pubbliche, i disegni di legge, gli articoli, le interviste, i commenti, ecc.) resta disponibile su questo sito.

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GIORNALI2021 IN PRIMO PIANO

Maran striglia il centrosinistra. “Una grande occasione persa” – Il Piccolo, 25 luglio 2022

Si era messo a disposizione. Alessandro Maran era pronto a candidarsi sindaco, a patto di allargare il “recinto” e tentare così di vincere la sfida con Rodolfo Ziberna. Poi come si ricorderà le cose si misero in tutt’altro modo. Maran, di fronte ai temporeggiamenti del Partito democratico, ritirò la sua disponibilità e il centrosinistra trovò la quadratura del cerchio sull’ex senatrice Laura Fasiolo la quale, nonostante un risultato importante, non è riuscita a sbarrare la strada al centrodestra.

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Il sonno della memoria (e l’aggressione dell’Ucraina) – Il Riformista, 29 aprile 2022

L’Italia ha condannato se stessa ad una singolare patologia, ha scritto Barbara Spinelli in un bel libro di diversi anni fa: quella della “smemoratezza patteggiata” o della “reminiscenza vendicativa”: “D’un tratto il ricordo fa ritorno, ma solo perché in quella particolare circostanza torna utile”, scriveva Spinelli, cosicché “per natura calcolatrice, la memoria nazionale si accende e si spegne come una lampadina che è sempre sul punto di bruciarsi. Le parole stesse, le esperienze di cui esse sono la traduzione, perdono ogni rapporto con la realtà evocata”.

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Il discorso perfetto di Mattarella su come si difende la democrazia – Il Foglio, 27 aprile 2022

Al direttore – Il 23 aprile 1999, i capi di stato e di governo dellAlleanza si riunirono a Washington per celebrare il 50esimo anniversario della Nato. Allora toccò a Massimo DAlema rendere omaggio, nella stessa sala in cui venne firmato il Trattato Nord Atlantico, a un risultato eccezionale: cinque decenni di pace e di sicurezza in Europa. DAlema, in quelloccasione, si soffermò sulla sfida difficile” che allora stava affrontando lalleanza: Estato necessario ed è ancora necessario usare di nuovo la forza in Europa per costruire una pace giusta”. Raccontò di aver visitato il confine tra Kosovo e Albania e di essere stato con i volontari italiani che in loco accoglievano e assistevano i rifugiati: Con i miei occhi ho visto i trattori, ho visto le donne, i bambini e gli anziani, ho visto queste persone ferite nei loro corpi, private di tutto, non solo dei loro cari, ma perfino dei documenti di identità, le targhe automobilistiche erano state strappate dalle loro auto in modo da cancellare qualsiasi collegamento con la loro patria e le loro case. Non avremo pace finché queste persone non saranno in grado di ritornare a casa in pace e serenità, come rispettati cittadini del loro paese, e non avremo pace finché i soldati che li hanno mandati via non saranno respinti”. Questo è il nostro impegno e per questi obiettivi e valori lItalia svolgerà il suo ruolo allinterno dellAlleanza. Sarà un alleato forte e sincero, capace di assumersi le proprie responsabilità”, concluse. Allora DAlema era il capo del governo e indossava i panni atlantici che poi ha dismesso (il DAlema blairiano e liberale è durato poco). Si tratta, tuttavia, di un discorso che, vista laria che tira, vale la pena di leggere. Non è male, direbbe Mr. Pickwick, accendendosi un altro sigaro.
Alessandro Maran

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Maran: “La politica deve svegliarsi. Va colta l’occasione della Pipistrel” – Il Piccolo, 29 marzo 2022

Non si candiderà. Che non correrà per sindaco è arcinoto ma Alessandro Maran non farà parte nemmeno della “squadra Fasiolo”. Perché due erano le condizioni per mettersi in gioco: acquisire la consapevolezza della gravità della crisi che attanaglia Gorizia e, proprio per questo, unire le forze “oltre i vecchi schieramenti” per reagire al declino. E nulla di tutto ciò sta avvenendo, soprattutto nella metà campo di centrosinistra.

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Putin’s people”: la bottega del “macellaio” – Il Riformista, 29 Marzo 2022

Parlare di libri, ha scritto Claudio Giunta, “mi sembra un bel modo, un modo civile di parlare” (“Parlarne bene, cioè bene o male ma sempre con una certa ampiezza, argomentando con precisione, magari soprattutto di libri che sono usciti da un po’, non necessariamente quelli appena usciti, e piuttosto saggi che romanzi. C’è tanto bisogno, lo vedo coi miei studenti…”). Anch’io parlo soprattutto di libri (e ogni tanto di jazz: l’altro giorno, a proposito, Sarah Vaughan avrebbe compiuto 98 anni. Ascoltatela in questo brano tratto da uno degli album più significativi della sua carriera) e, soprattutto, trovo che parlare di libri sia un bel modo di parlare.

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Putin vuole circondare Kiev, il mondo intero deve circondare Putin – ilcaffeonline, 24 marzo 2022

Quella di oggi di Joe Biden in Europa è senza dubbio una delle visite più importanti di un presidente americano dai tempi della Guerra fredda. Così importante che mi è tornato in mente un libro di qualche anno fa di Joe Scarborough, “Saving Freedom”.

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La Russia di Putin e il nostro “dovere morale”- Il Riformista, 14 Marzo 2022

Torna in libreria oggi, pubblicato da Adelphi nella traduzione di Claudia Zonghetti, “La Russia di Putin” della giornalista moscovita Anna Politkovskaja, uccisa da due sicari a Mosca nel 2006. Nell’incipit c’è già tutto: “Questo libro parla di un argomento che non è molto in voga in Occidente: parla di Putin senza toni ammirati”. “A scanso di equivoci – prosegue Politkovskaja –, spiego subito perché tale ammirazione (di stampo prettamente occidentale e quanto mai relativa in Russia, dato che è sulla nostra pelle che si sta giocando la partita) faccia qui difetto. Il motivo è semplice: diventato presidente, Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione”.

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Kallas: “Putin cercherà di metterci alla prova e sì, dovremo resistere” – Il Riformista, 11 Marzo 2022

Kaja Kallas è la prima donna premier dell’Estonia. Ex europarlamentare e leader del Partito riformatore, Kallas è figlia d’arte: suo padre è l’ex primo ministro Siim Kallas, che è stato anche commissario europeo dei Trasporti. Sua madre Kristi, che all’epoca aveva sei mesi, fu deportata dai sovietici in Siberia con la madre e la nonna su un carro bestiame. È diventata premier all’inizio del 2021 e, da allora, è alle prese con due crisi internazionali: la pandemia e la crisi in corso con Russia.

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“Putin è uno spettro del passato in due universi che collidono” – Il Foglio, 28 febbraio 2022

Claudio Cerasa ha ragione: Putin non è un pazzo, è un nostalgico dell’impero sovietico (di lingua russa) che sogna di ricreare. Lo ha spiegato benissimo l’ambasciatore del Kenya alle Nazioni Unite, Martin Kimani, che lunedì scorso ha pronunciato un discorso contro l’aggressione russa che è diventato virale.

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Giudici e PM: meglio distinguere – Il Riformista, 18 febbraio 2022

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile un importante quesito referendario in materia di giustizia sulla distinzione delle funzioni.

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