GIORNALI2009

Il Piccolo, 26 novembre 2009 – Maran: «Pd unito per l’alternativa»

«La mia elezione? È avvenuta mentre ero in volo al rientro da una missione parlamentare a Belgrado…». Il Pd completa l’ufficio di presidenza alla Camera. E Alessandro Maran diventa, seppur ”in contumacia”, vice di Dario Franceschini. Il deputato goriziano, nel giorno in cui Ettore Rosato viene confermato tesoriere e Debora Serracchiani applaude al peso rafforzato del Pd del Friuli Venezia Giulia, si prepara al nuovo compito avendo ben chiara la priorità assoluta: «Unire le forze e costruire l’alternativa a Silvio Berlusconi per fare le riforme che l’Italia attende da vent’anni».
Il Pd ha eletto tre vicecapigruppo a Montecitorio: uno per mozione. Che significa? Che la ”tregua” regge?
Significa che il Pd, dopo un’estate in cui non si è risparmiato nulla, archivia la discussione, raccoglie le energie e si struttura per costruire l’alternativa: i gruppi parlamentari, in tal senso, sono uno strumento decisivo.
Decisivo per cosa?
Per rendere evidente che c’è un futuro diverso da quello che Berlusconi si limita a promettere. L’Italia ha problemi serissimi – la giustizia, la scuola, le infrastrutture – ma il premier affronta solo i suoi problemi. Alcuni li ha risolti, gli altri scandiscono l’agenda di governo.
Come il processo breve e il nodo della giustizia?
Il processo breve non centra nulla con la giustizia. Centra solo con la vicenda personale di un premier ossessionato dai suoi processi.
In queste condizioni quali sono gli spazi per il dialogo?
Il Pd, non da oggi, avanza proposte che si propongono di modernizzare il Paese e rendere più efficiente il sistema. E il Pd, non da oggi, è disponibile al confronto: un’intesa è necessaria, dobbiamo smetterla di litigare sempre, ma finché Berlusconi antepone i suoi problemi al resto, è difficilissimo uscirne.
La ”bozza Violante” può aiutare?
Evidenzio che si parla, non a caso, di una ”bozza Violante” a dimostrazione che il Pd ha un’iniziativa incalzante e coerente sulle riforme.
Ma l’intesa è possibile? Il Pd è pronto a fare la sua parte?
Trovo curioso che si chieda sempre all’opposizione di fare qualcosa. Certo, il Pd è pronto a concorrere. Ma Berlusconi, intanto, che fa? Perché non propone riforme vere, avendo una maggioranza numericamente fortissima, anziché tentare di scassare il sistema per mettersi al riparo dai suoi guai?
Governo e maggioranza sono sempre più litigiosi. Quanto dureranno?
Continueranno all’infinito… È un film già visto nella legislatura del 2001: la maggioranza apparentemente solidissima è bloccata dalle vicende del capo, è incapace di proporre alcunché, ma va avanti.
Gianfranco Fini, però, si smarca sempre più spesso. È di queste ore lo stop alla fiducia sulla Finanziaria…
Fini gioca a smarcarsi. Ma fa parte di questa maggioranza e infatti, grazie al ruolo ricoperto alla Camera, sinora ha consentito il ricorso alla fiducia.
Qual è il banco di prova del Pd a guida Pierluigi Bersani? Le regionali?
Le regionali sono un appuntamento importante. Ma la scommessa di Bersani e di tutto il Pd sono le politiche del 2013.

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