GIORNALI2009

Il Piccolo, 14 settembre 2009 – Maran: no a un Grande Centro Sì al rilancio con Franceschini

«Una vittoria di Franceschini confermerebbe l’aspirazione del Pd a guidare il Paese. Con Bersani si tornerebbe a rappresentare le minoranze». Alessandro Maran, deputato Pd, chiarisce subito perché sta dalla parte del segretario in carica. E fa capire che, se Debora Serracchiani diventasse segretario regionale, toccherebbe a lei la candidatura per le regionali del 2013. Quanto all’importanza dell’Udc, il deputato del Pd minimizza: «Quello che conta è far valere le ragioni del cambiamento».
Onorevole Maran, il dibattito verso il congresso del Pd è costruttivo o prevalgono troppi veleni?
Il pericolo è di una partita giocata tutta nella nostra metà campo.
Avrebbe preferito Chiamparino ma ha dovuto optare per Franceschini. Perché?
Da una parte c’è chi pensa che il bipolarismo sia stato una sciagura e ritiene che l’unica strategia per partecipare a un futuro governo sia quella della creazione di un centro indipendente con il quale il Pd possa allearsi. D’Alema non per caso vuole introdurre la legge elettorale alla tedesca, che significa il ritorno al proporzionale e ai governi che si fanno e si disfano in Parlamento. Dall’altra c’è chi ritiene invece che questa eventualità sarebbe una disgrazia: gli elettori non sarebbero più in grado di scegliere e si tornerebbe ai problemi della prima Repubblica. Ho scelto di stare da questa parte.
E’ una competizione tra «vecchio» e «nuovo»?
No, ma quel che manca al centrosinistra italiano è la piena consapevolezza dell’esaurimento di un ciclo storico e del bisogno di cercare strade diverse. In Francia o in Inghilterra nessuno si illude di risollevarsi con le stesse idee e lo stesso personale politico degli ultimi 15 anni.
Che succede nel Pd se vince Franceschini? E se invece vince Bersani?
Nel primo caso uscirebbe confermata l’aspirazione a dotarsi di un progetto autonomo, di un profilo politico e di una leadership buona per rappresentare la maggioranza del popolo. Con Bersani si tornerebbe all’illusione di poter contrastare il centrodestra facendo il mestiere di sempre: rappresentare minoranze.
Crede che Berlusconi possa cadere?
Chi può dirlo? Oggi la sua credibilità è diminuita, un po’ per gli scandali e soprattutto per la distanza tra promesse e realizzazioni. Ma il Pd non riesce ad approfittarne perché sembra più preoccupato di rappresentare minoranze minacciate dagli interventi confusi del governo che di rappresentare la maggioranza degli italiani, almeno potenzialmente interessata a un cambiamento ispirato ai suoi valori. Da qui il confuso discutere di alleanza politiche.
C’è il rischio nel frattempo di perdere pezzi importanti? Rutelli non esclude di allearsi con Casini, se non con Fini..
Il rischio è proporre uno schema in cui al Pd dei Bassolino e dei Loiero si sommano un pezzo di sinistra e l’Udc dei Cuffaro…
Che partita sta giocando Gianfranco Fini?
Ho l’impressione che stia costruendo il profilo di una leadership diversa, pronta per il giorno della successione.
Debora Serracchiani: più brava o più fortunata? Secondo Machiavelli, in politica servono virtù e fortuna.
Nel caso vincesse lei, sarebbe l’automatica candidata alle regionali del 2013?
In buona parte dei Paesi europei si fa così.

You may also like
Il Piccolo 22 febbraio 2009 – Maran: «All’assemblea è mancato il coraggio»
Messaggero Veneto, 24 maggio 2009 – Maran (Pd): una bocciatura prevedibile, tutela non significa bilinguismo spinto
Europa, 11 dicembre 2009 – Cosentino, non era pregiudizio