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Il Foglio, 9 aprile 2014 – Altro che tagli, alle forze dell’ordine serve una ristrutturazione drastica

Roma. Risparmiare sulle forze dell’ordine? Non solo con la spending review, ma attuando il piano, nel cassetto da anni, di accorpare Polizia e Carabineri? Razionalizzare almeno le forze speciali, visto che perfino la Guardia di finanza dispone di reparti antisommossa? Secondo Alessandro Pansa, capo della Polizia, i suoi uomini hanno già dato: “Prevediamo un 2014 con nessun taglio e, anzi, un aumento di risorse”, ha detto ieri. Eppure il commissario alla spending Carlo Cottarelli il problema lo ha posto, chiedendo cautamente al Viminale sinergie per 800 milioni l’anno prossimo e 1,7 miliardi nel 2016. In effetti sul tavolo del ministro dell’Interno Angelino Alfano c’è il progetto di chiudere 300 presidi di Polizia ferroviaria, postale, stradale, alcuni commissariati e 50 squadre nautiche. Anche i Carabinieri, che dipendono dalla Difesa, sostengono di essere al lavoro con le forbici. Il comandante generale Leonardo Gallitelli ipotizza la chiusura di 17 stazioni e sette compagnie.

Ma si tratta di un lifting, non di una riforma strutturale, e stavolta i primi a dirlo sono i sindacati, in passato contrari a qualsiasi intervento. Come il Sap, sindacato autonomo polizia: “Servono scelte coraggiose. Almeno l’integrazione tra Polizia e Carabinieri, che poi assorbano gli altri corpi, Finanza, Forestale e Penitenziaria. Una direzione unitaria al Viminale, sale operative comuni e centrale unica degli acquisti. Risparmieremmo due miliardi l’anno”. L’Italia ha oggi 95 mila agenti di Ps, 105 mila carabinieri, 60 mila finanzieri: 260 mila che nel giro di due anni dovranno ridursi di 20 mila unità. Nel marzo 2013, con il governo di Mario Monti, un’analisi della spesa fu presentata dal ministro dei rapporti con il Parlamento Piero Giarda. Ne risultano 6,7 miliardi nel 2011 per l’Arma dei carabinieri e 7,2 per la Polizia, compresi i corpi specializzati della stradale, postale, ferroviaria e di frontiera.

Il rapporto, ricco di analisi, equazioni, conclusioni, non prende però in esame né la Guardia di finanza né la Forestale. Però individua una contraddizione generale: “Le spese per la sicurezza di polizia e carabinieri sono più alte nei territori a maggiore pericolosità. Ma poi una frazione elevata della variabilità nella spesa per abitante nelle diverse province o regioni non trova spiegazione statistica. Non è riconducibile né a fattori di costo né di domanda o fabbisogno”. Insomma Giarda non trovò spiegazioni plausibili. E neppure Luisa Giuriato, della Sapienza di Roma che analizzò i tre corpi specializzati, riuscì a spiegarsi per esempio come mai la polizia di frontiera spendesse per immobili, utenze e pulizia a Massa, Lecce, Oristano, Cosenza e Ravenna, senza un solo agente; mentre Parma indicava un milione di spese di personale, sempre senza alcun poliziotto di frontiera. Né perché per la stradale la spesa per affitto di immobili fosse a Crotone di 45 mila euro per agente, contro la media nazionale di 2.500. Il minuzioso rapporto Giarda però ha volutamente girato alla larga dal problema principale.

“E cioè – si chiede Alessandro Maran, senatore di Scelta civica – perché in Italia abbiamo sei corpi di polizia, mentre tutti i paesi Ocse e dell’Unione europea ne hanno sostanzialmente due: per il controllo del territorio, e per la lotta alla grande criminalità. E se parliamo di benchmark europei, con i corpi municipali e provinciali sommiamo il maggior numero di addetti in rapporto alla popolazione, spendendo il 30 per cento più della Germania”. Maran ha presentato un emendamento alla legge di stabilità 2014 assieme ali colleghi Linda Lanzillotta e Luigi Marino. Oggi, come allora, Maran pensa che “se vogliamo stare in Europa e essere ‘più europei’ non abbiamo bisogno della solita retorica e neanche di ripetere a noi stessi che siamo una eccezione, che poi è un modo per mantenere lo status quo. Semmai facciamo eccezione perché colpevolmente non ci siamo mai adeguati agli standard d’efficienza comuni agli altri paesi partner”.

A proposito delle riforme significative sono state fatte in Francia, che ha la Police Nationale nei centri maggiori e la Gendarmerie nelle zone extraurbane. In Gran Bretagna con l’Ispettorato di Sua Maestà per l’Inghilterra e il Galles (a Londra è Scotland Yard) e l’Home Office per il crimine organizzato, e dalla Germania con una polizia federale di frontiera, una polizia federale contro la grande criminalità (45 mila uomini in tutto) e forze territoriali dipendenti dai land. Insomma, quanto basta.

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