GIORNALI2004

Messaggero Veneto, 12 settembre 2004 – Welfare, la scommessa di Illy

Un primo bilancio della giunta Illy a un anno dal suo insediamento. Immettere nel programma idee inedite per il welfare regionale.

«Welfare, la scommessa di Illy»

di DOMENICO PECILE.

GORIZIA. Fu uno dei primi nel Pci a essere recalcitrante di fronte all’ingessatura delle alleanze, quando il pentapartito imponeva l’omologazione come una camicia di forza. La dimensione degli enti locali palesava la crisi di un intero sistema politico. Gli andava stretta anche il Pci, perché sognava una collocazione del sua partito nella socialdemocrazia europea.BR/I/BCome si definisce allora politicamente Alessandro Maran?BRUn socialdemocratico. Considerato che oggi la socialdemocrazia è già, e da molto tempo, un compromesso liberal-socialista.BRVale a dire?BRChe i programmi dei partiti socialdemocratici europei contemporanei sono tutti compromessi, leggermente diversi fra loro, tra principi socialisti e quelli liberali.BRBene, e chi sono i partiti socialdemocratici in Italia?Due, entrambi percepiti come ex di ciò che furono nel secolo scorso (i Ds e lo Sdi), fanno parte dell’Internazionale Socialista e del Pse. Ma, in Italia, il campo di forze sociali di cui nei principali paesi europei sono espressione e interpreti le grandi forze del socialismo democratico, è lo stesso che si riconosce nell’Ulivo.BRDue partiti soltanto, ma un campo di forze molto più vasto. Quindi, ritiene l’Ulivo la vera scommessa socialdemocratica?In Italia solo la costruzione del soggetto politico Ulivo può dar luogo ad una forza che svolga la stessa funzione politica che in Europa svolgono i grandi partiti del Pse. Per questo l’Ulivo va consolidato e strutturato in una vera e propria federazione dei diversi riformismi italiani.BRAntonaz, Bertinotti e Cossutta, allora…?BRUn’area esplicitamente comunista in Europa non esiste o è inglobata in grandi partiti socialdemocratici pluralisti. Ma se l’Ulivo è solido e strutturato come soggetto portatore della vocazione maggioritaria, allora può contrarre le alleanze politiche di cui ha bisogno (e ovviamente quella con Rifondazione) per prevalere sul centrodestra./I/BBRL’esperimento del triciclo è da ripetere?BR/I/BLa direzione è quella giusta. Se battiamo moneta europea dobbiamo battere anche politica europea. Del resto,l’Ulivo può affermare pienamente la propria funzione solo se tutte le sue componenti conoscono una profonda innovazione di cultura politica, di piattaforma programmatica e di struttura organizzativa.BRA quale innovazione politica si riferisce?BR/I/BQuella stessa innovazione che ha caratterizzato negli ultimi dieci anni tutti i grandi partiti socialdemocratici d’Europa, rendendoli capaci di vincere (anche per la seconda volta, come nel caso del New Labour di Blair) e di governare. Basta pensare che per il riformismo della sinistra di oggi sono centrali tanto l’attenzione all’individuo che viene dalla tradizione liberale, quanto l’attenzione alle persone e alle comunità della tradizione cristiana e cattolica.BRDi recente Fassino ha affermato che è giunto il momento di scrollarsi di dosso i leader imprestati al centro sinistra. Si riferiva anche a Illy?BR/I/BNon credo. Penso che mirassero a sottolineare il recuperato ruolo dei partiti, dopo anni in cui non si poteva nemmeno parlarne.BRQuindi se si votasse domani Illy sarebbe ancora il vostro candidato?BR/I/BResto dell’opinione che Riccardo Illy sia la persona giusta e abbia le qualità necessarie, a partire dalla tenacia, per accompagnare la nostra Regione nel passaggio da un’epoca ad un’altra. BRDa spettatore lontano, ma privilegiato qual è il suo giudizio sul primo anno di Illy?BR/I/BVa da sé che bisogna mettere in conto il noviziato, il rodaggio. Guardando le cose da Roma, poi, non dimentico che a Palazzo Chigi c’è un tale che ha promesso mari e monti, in questi tre anni ha badato solo agli affari suoi e, dopo tre anni, continua a ripetere che è sceso in campo per salvare l’Italia dai comunisti e che il governo sta lavorando.BRQuesto è Berlusconi, ma torniamo a Illy…BR/I/BIlly deve affrontare un situazione difficile. Siamo una regione piena di energie e di persone di talento, capaci di competere con chiunque nel mondo.BRTuttavia?BR/I/BIl guaio è che quando si è alle prese con un problema, il più delle volte dobbiamo affrontarlo in solitudine e non come una sfida collettiva e di sistema. Vale per le imprese (formazione, successione, ecc.) e vale per le famiglie, basta avere in casa un anziano non autosufficiente. Però l’Europa implica una vera e propria “rivoluzione” e non c’è nessun aspetto della società e dell’economia che può sfuggire al processo di reengineering.BRVa bene, ma proviamo a fare un esempio sul versante del welfareBR/I/BAd esempio, mandare un bambino al nido costa più che mandarlo all’università e per fare il notaio, bisogna essere figli di notaio. E dopo vent’anni di Thatcher nel Regno Unito l’assistenza agli anziani, ai bambini, ai malati di mente, ai giovani in cerca di lavoro è compito dello Stato. In Italia della famiglia. Come stupirsi allora se la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è tra le più basse in Europa? Non si può andare avanti così.BRRicette anche per Illy e la sua maggioranza?BR/I/BSi sta formando una società più aperta, più mobile e non dobbiamo temerla, dobbiamo incoraggiarla. Ma c’è bisogno di quel welfare, diverso da pensioni e ospedali, che ci manca tanto. Per mettere in condizioni ciascuno di formarsi, di aggiornarsi, di lavorare. Spero che Illy abbia affilato l’ascia…BRC’è un’interessante statistica di Eurostar che riguarda da vicino anche la scommessa-Illy.BR/I/BQuel che più colpisce nei dati forniti da Eurostat relativi al Pil procapite delle oltre 200 regioni dell’Unione europea non è solo che nelle prime dieci posizioni non c’è nessuna regione dell’Europa del Sud, ma è soprattutto che ancora una volta le ricette del successo si assomigliano tutte.BRE qual è il collante di questi successi?BR/I/BDa Vienna a Darmstrad, ricorrono alcuni vantaggi competitivi: un’alta qualità delle risorse umane (che si spiega anche con la presenza di università di eccellenza); un orientamento alla ricerca scientifica e tecnologica più avanzata; un elevato potenziale di attrazione per l’insediamento di imprese (determinato anche da infrastrutture sofisticate e funzionanti, da grande flessibilità del fattore lavoro, sistemi di welfare e sistemi fiscali più efficienti).BRMolti di questi punti sono presenti nel programma di Intesa democratica?BR/I/BSì, ma quello che voglio sottolineare è che in Europa vincono quelle regioni che hanno potuto godere della maggiore libertà e flessibilità dei fattori produttivi, sapendo reagire in modo rapido alle sollecitazioni del nuovo quadro competitivo. Ciascun territorio deve perciò costruire la propria geoeconomia, rafforzando i fattori di competizione. Un problema che non è solo delle imprese, ma dei territori nel loro complesso.BRGià, il territorio, ma anche gli investimenti…BR/I/BIl punto è che un territorio se non agisce su una certa scala non ha più la capacità di dotarsi delle risorse “rare” che riguardano la ricerca, l’università, la sanità, i servizi, il terziario avanzato. Perché tutti questi dell’intelligenza hanno bisogno di una scala adeguata e non è un mistero per nessuno che attorno al milione di abitanti si deve gravitare attorno ad un unico spazio metropolitano, cioè ad un unico bacino di domanda e offerta per questo tipo di servizi.BRD’accordo, e allora perchè in F-Vg anche nel centro sinistra ci si attarda sullo scontro localistico territoriale?BR/I/BNon c’è dubbio che il rapporto col territorio vada ripensato.BRE come?BR/I/BMolte delle riforme proposte (a partire da quelle invocate da Fontanini e da Saro)sono accomunate dallo stesso difetto di impostazione: scrivono e riscrivono il quadro dei rapporti tra i diversi livelli di governo territoriale come se il nostro problema fosse davvero quello di separare i territori e le sfere di competenza e non invece quello di individuare le istituzioni della cooperazione tra gli enti.BRIn questo contesto la riforma delle Autonomie locali cade a fagiolo.BR/I/BUn sistema finora molto frammentato si deve organizzare in direzione dell’apertura al vasto mondo e dell’integrazione fra più città e più sistemi locali. Solo questa soluzione permette di sostenere i costi necessari a sviluppare i servizi di qualità necessari alla produzione e ad una vita ricca e solidale.BRCi dice anche un suo parere sulla riscritttura dello statuto?/I/BBRMi sembra difficile che i partiti possano pervenire davvero consensualmente ad una riforma dello Statuto e ciò a causa della inevitabile inconciliabilità delle loro convenienze e strategie. Senza contare che la procedura è ancora interamente affidata agli esiti della discussione parlamentare, il che implica, vista l’aria che tira, qualche rischio. Comunque sia, la discussione in corso ci può consentire di mettere meglio a fuoco le alternative che abbiamo di fronte, sulle quali, se necessario, dividerci.BRCome vede il rapporto-querelle Udine-Trieste?BR/I/BL’idea dell’autonomia “separata” nasce da un’idea sbagliata: l’idea che per costruire uno spazio metropolitano si debba costruire una gerarchia. Ma nessuno può pensare di tornare alla vecchia gerarchia che assegnava a Trieste (o a Venezia) un ruolo preminente sul territorio regionale in funzione della tradizione storica o del suo ruolo internazionale. Gli esperimenti in tutta Europa ci dicono che bisogna mettere mano a qualcosa di più flessibile e di più importante: un insieme di reti relazioni e di alleanze territoriali.

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