GIORNALI2012

Il Gazzettino, 23 giugno 2012 – «Adesso basta, Debora ci tiene tutti impiccati»

«Dobbiamo darci un programma, indirizzare il dibattito. Impegnarci con tutta l’anima per garantire ai figli almeno il livello di vita dei padri. E invece cosa facciamo? Stiamo fermi, maledettamente fermi, impiccati alle mutevoli convenienze di una Debora che non si decide».

Alessandro Maran, il vicecapogruppo del Pd alla Camera, non ha problemi ad assimilare la segretaria regionale del partito, Debora Serracchiani, alla mozartiana Zerlina del Don Giovanni , che nel celebre duetto con il dissoluto protagonista intona “Vorrei e non vorrei, mi trema un poco il cor”.

 

Il dubbio è sempre quello: Roma o Trieste? Il Parlamento e la ribalta nazionale o la Regione e la prima linea della propria gente? «Lei è agganciata soprattutto al dibattito nazionale – certifica Maran – ed è significativo che Il Foglio abbia parlato di sua sua candidatura alle primarie nazionali in chiave anti-Renzi». Il fatto è che «qui nel nostro Friuli Venezia Giulia i cittadini vogliono sapere dove andare, assai più che da dove si venga. Nel mondo nessuno ti chiede la provenienza, ma tutti vogliono la meta».

Invece «la nostra politica è il peggiore tallone d’Achille, da noi siamo troppo polarizzati e per giunta sulle cose sbagliate», attacca Maran. «Metti che arrivi un marziano e scopra quale sia il nostro più gravoso problema: se la Serracchiani abbia deciso o no cosa fare!». Invece «occorre affrontare un patto fra generazioni e coinvolgere i portatori d’interesse – spiega il vicecapogruppo nazionale del Pd – per creare più imprenditori di più alto livello e così formare di conseguenza un’occupazione maggiore e migliore». E per giunta «mettere vigorosamente mano a giustizia e istruzione, i cui disastri pesano ciascuno per un punto di Pil». Perciò «si muova una buona volta», che oltretutto «se dice no a questo punto, è chiaro che ci metterà in un mare di guai».

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