GIORNALI2013

Il Piccolo, 29 giugno 2013 – Maran spinge il modello semipresidenziale

Il senatore chiede una nuova norma: «Il cittadino scelga il governo nazionale come fa nelle Regioni»
di Roberto Urizio wTRIESTE «La scelta di affidarsi ai saggi rischia di rallentare il percorso di riforme». Ad affermarlo è stato il senatore Alessandro Maran (Scelta Civica), nel corso del dibattito “Alla ricerca del Governo perduto”, organizzato ieri dall’Associazione Poliarchi e dall’Accademia Europeista alla presenza, oltre all’esponente montiano, del coordinatore regionale del Pdl, Isidoro Gottardo, del consigliere comunale del Pd, Pietro Faraguna, e della professoressa di Diritto Pubblico comparato all’Università di Udine, Laura Montanari. Secondo Maran «la strada più semplice era quella di affidare alle Commissioni Affari Costituzionali delle due Camere una proposta proveniente direttamente dal governo. D’altro canto se c’è un accordo politico non saranno un centinaio di emendamenti a fermare il percorso, se questo accordo non c’è non saranno i saggi o una commissione ad hoc a salvarlo». La necessità delle riforme istituzionali, secondo Isidoro Gottardo, deriva principalmente dal problema dell’ingovernabilità: «È fondamentale un cambio di passo in questo senso – secondo l’ex deputato – Personalmente mi accontenterei anche di una riforma “rompichiaccio” con successivi interventi legislativi. Ma c’è il rischio di non arrivare nemmeno a quella». Faraguna appare invece meno propenso a riformare la Costituzione: «Negli atti parlamentari non ci sono risposte sul perché servono le riforme e se ci sono sono puramente autoreferenziali. La sensazione – ha affermato l’esponente democratico – è che si voglia mantenere la stabilità di questo sistema politico e, posta in questi termini, la questioni mi preoccupa». A tornare in auge negli ultimi mesi è il sistema semipresidenziale francese che proprio Maran ha inserito in un’apposita proposta di legge nella scorsa legislatura. «Negli ultimi anni – ha ricordato il senatore di Scelta Civica – è stata data la possibilità di eleggere direttamente il sindaco, il presidente della Provincia e della Regione e Letta ha proposto di farlo anche a livello europeo. Perché i cittadini non dovrebbero scegliere direttamente anche il governo nazionale?». Anche Gottardo ha affermato di essersi convinto che «non c’è alternativa al presidenzialismo, non tanto per una questione di stabilità del sistema ma per uscire dalla situazione di stallo attuale. L’Italia ha bisogno di fare sintesi per prendere decisioni al suo interno ma anche per stare in Europa». Secondo Faraguna è invece prioritario riformare la legge elettorale, su cui ricade «la responsabilità di un sistema che soffre di inerzia e trovo grave la scelta di non appoggiare la proposto di tornare transitoriamente al “Matarellum”. Cambiare la forma di Governo e di Stato in questo momento mi sembra un traguardo difficilmente raggiungibile con successo».

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