GIORNALI2013

Il Piccolo, 21 ottobre 2013 – “Io sto con Monti”

Il senatore del Friuli Venezia Giulia Maran boccia i Popolari e si schiera con il Prof

 

di Roberto Urizio

Alessandro Maran, senatore di Scelta Civica, non ha dubbi. Non farà parte del gruppo dei Popolari che prenderà le distanze dall’ex premier. In gioco, secondo l’esponente montiano, c’è un futuro autonomo per Scelta Civica o un approdo nel centrodestra per ricostruirlo, e il progetto di riformismo europeo per cui la lista che fa capo a Monti è nata. Cosa sta succedendo in Scelta Civica? I nodi al pettine c’erano da un po’ di tempo e ora stanno venendo fuori. La questione non riguarda la partecipazione al governo, le larghe intese non sono in discussione al di là di normali accenti diversi. Il vero confronto è sulla prospettiva: per usare una caricatura, da una parte c’è chi crede sia giusto concorrere a un nuovo centrodestra con Berlusconi nel Ppe, dall’altra una visione liberal-democratica autonoma e distante da Berlusconi. Il dibattito è serio e ancora non so a quali evoluzioni porterà. Martedì c’è una riunione convocata da Bombassei, giovedì invece si riuniscono i gruppi parlamentari. Vedremo. Come giudica la reazione di Monti? Monti ha reagito alla lettere di alcuni senatori in difesa dell’iniziativa dell’ex ministro Mauro che si è incontrato con Berlusconi e che ha trovato nell’Udc porte aperte, tanto che ad esempio Buttiglione ha addirittura prospettato l’ipotesi di liste uniche alle europee con il Pdl. La reazione di Monti è quella di una persona che non ha dimestichezza con la politica, altrimenti avrebbe convocato una direzione del partito. Non ho ben chiaro cosa accadrà adesso, bisogna innanzitutto capire se Monti ha semplicemente sbattuto la porta e se n’è andato o se ora vuole dare battaglia, come sembra dalle ultime dichiarazioni». Lei da che parte sta in questa divisione? Sto con Monti e Ichino, non potrebbe essere altrimenti considerate le prospettive. Questa d’altro canto è la scelta che ha fatto l’elettorato. Un’ area di opinione pubblica che non è collocabile né a centrodestra né a centrosinistra ha optato per Monti e per le riforme. L’idea era quella di utilizzare la crisi come un’opportunità per riformare l’Italia e avvicinarla alle grandi democrazie europee. L’asse non è più quello destra-sinistra, ma quello tra chi sta con l’Europa o contro la prospettiva europea, e sono aree trasversali all’interno degli schieramenti politici italiani. Ritengo che questa idea sia ancora valida e vada ancora perseguita, c’è lo spazio per un forza politica che dia voce a chi punta all’integrazione europea, andando oltre la vecchia destra e la vecchia sinistra. Per questo sto con Monti.

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