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Il Piccolo, 9 maggio 2010 – Maran: giustizia? Lo scandalo è la carcerazione preventiva

Il vicecapogruppo del Pd solleva il caso Scaglia: «Detenzione inaccettabile»

di FABIO DORIGO

 «Per trovare una magistratura con prerogative simili bisogna considerare quella iraniana». La frase, nero su bianco, è apparsa in una lettera al Foglio. Il copyright non è berlusconiano. L’autore, stando alla libera titolazione del quotidiano di Giuliano Ferrara, è un «giovane capo del Pd» che «interviene con libertà di tono sulla giustizia e sul caso Scaglia». Il nome è quello del deputato isontino Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati del Pd, che ha sollevato il caso di Silvio Scaglia, l’ex amministratore delegato di Fastweb, in carcere ”preventivo” da 71 giorni 17 ore e 2 minuti e 6 secondi (dato aggiornato alle 19 di ieri sul sito www.silvioscaglia.it) nell’ambito dell’inchiesta su un presunto maxi riciclaggio di circa 21 miliardi di euro. «Una detenzione ingiustificata e per certi versi anche scandalosa» certifica Maran.
Perchè sollevare ora il caso Scaglia?
È l’occasione per porre una questione centrale: quella della custodia cautelare.
In che senso?
Il 50% dei nostri detenuti sono in attesa di giudizio. È una cosa che non sta né in cielo, né in terra.
Nasce da qui l’emergenza carceri…
Affrontare la questione della detenzione preventiva significa affrontare di petto la questione del sovraffollamento incivile delle carceri italiane. E soprattutto farlo senza toccare il nodo dell’effettività della pena.
Cioè senza mettere mano ad altri indulti?
Esatto. Bisogna stare in carcere quando c’è la condanna. Non si tratta di condonare niente.
Si dice che il grado di civiltà di un Paese si misura dalle condizioni delle sue carceri…
Sono d’accordo. La nostra è una vergogna nazionale.
C’è quindi un abuso di carcerazione preventiva?
I dati dicono questo. C’è un uso indiscriminato.
Nel caso di Scaglia, che si è pure consegnato volontariamente ai giudici, effettivamente c’è poco da aver fiducia nella magistratura…
La magistratura deve avere la possibilità di condannarlo. Non si deve stare dentro in assenza di condanna.
Recentemente il presidente Napolitano ha invitato la magistratura ad una «seria riflessione critica su se stessa».
Il discorso va fatto a livello generale. È nell’interesse di tutti che la Giustizia funzioni.
La sua lettera sembra però dare ragione ai fantasmi di Berlusconi?
Berlusconi non è interessato a una vera riforma della giustizia. Punta solo a risolvere alcuni dei suoi problemi. Si limita ad esibire all’opinione lo sfascio della giustizia per alimentare il suo vittimismo.
I tempi della Giustizia italiana non sono però difendibili..
Sono come quelli del Gabon. Con una differenza però…
Quale?
Che l’Italia spende per la Giustizia più dell’Olanda, della Svezia e della Germania. E non è colpa della magistratura…
… anche se in Italia ha più poteri che in Iran?
Lo sostiene uno studioso come Carlo Guarnieri.
Un riequilibrio necessario…
Il nodo è quello della responsabilità. Chi esercita un grande potere deve avere una grande responsabilità.

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