GIORNALI2015

MessaggeroVeneto, 8 luglio 2015 – Il senatore Maran vicecapogruppo a palazzo Madama

Il parlamentare di Grado eletto nel 2013 con Scelta Civica, poi il ritorno «Regione Fvg mai stata rappresentata ai vertici della politica come oggi»

 

di Mattia Pertoldi

Il Friuli Venezia Giulia pone un altro tassello importante a livello parlamentare e all’interno del Partito democratico nazionale. Dopo la nomina alla vice segreteria di Debora Serracchiani, e la recente elezione di Ettore Rosato a capogruppo della Camera, da ieri è infatti ufficiale anche quella di Alessandro Maran come vicecapogruppo dei senatori “dem” a palazzo Madama. Un’elezione che, di fatto, chiude il cerchio della carriera politica, almeno di quella più recente, di Maran. Ex segretario dei Ds, ideatore del referendum regionale del 2003 sull’elezione diretta del presidente della Regione che portò Riccardo Illy a sedersi sulla poltrona di governatore della regione, dopo lo strappo con il Pd di Pierluigi Bersani che perse le politiche del 2013 e la candidatura con i centristi di Mario Monti ha fatto ritorno a febbraio nelle fila democratiche guidate da Matteo Renzi assieme a un’altra pattuglia di ex di Scelta Civica. Maran, infatti, è stato il primo renziano del Friuli Venezia Giulia, schierato da sempre con l’attuale segretario del Pd, sin dal momento in cui l’ex sindaco di Firenze rappresentava soltanto una corrente minoritaria nel partito. Fino allo strappo successivo alla vittoria di Bersani alle primarie che lo avevano portato a scegliere Scelta Civica per continuare la propria attività politica. Ma proprio le posizioni, forti, sulle politiche del lavoro che lo avevano avvicinato a Pietro Ichino hanno permesso prima un riavvicinamento a Renzi e poi il ritorno nel Pd. «Con una battuta potremmo dire che ricominciamo da dove eravamo rimasti – commenta soddisfatto il neo vicecapogruppo -. Al di là delle frasi di circostanza, però, credo che la mia elezione spieghi meglio di ogni parola come le cose siano davvero cambiate all’interno del Pd rispetto al momento in cui mi ero allontanato dalle posizioni ufficiali del partito. È il partito di Renzi, di un segretario che ha fatto proprie, attraverso i fatti, le idee della sinistra liberal e che vuole anche a rappresentarle nei ruoli chiave. Un segretario che cerca anche la massima coesione all’interno dei gruppi parlamentari miscelando sapientemente le conferme, come quella di Luigi Zanda nel ruolo di capogruppo, alle nuove figure, come la mia, per rappresentare anche come il gruppetto di ex senatori di Scelta Civica sia parte integrante, e fondamentale, dell’attuale Pd». Ma anche, come accennato, un altro ruolo di prestigio garantito al Fvg. «E’ vero – conferma Maran –, la Regione non è mai stata rappresentata così tanto come in questo periodo storico. Ma per il Fvg oltre che essere un onore è anche un onere perché il sottoscritto, Serracchiani e Rosato adesso devono dimostrare concretamente di essere sempre un passo avanti rispetto agli altri e non uno indietro». Assieme alla dimostrazione, e il senatore non lo nega, di una vittoria dal sapore politico. «E’ stata una battaglia dura e lunga – conclude – e in cui non ci siamo fatti mancare nulla, ma alla fine conferma la bontà dei principi per cui mi sono sempre battuto e che trovo adesso totalmente rappresentato nel Pd guidato da Matteo Renzi».

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