GIORNALI2015

Il Piccolo, 9 luglio 2015 – Maran vicepresidente dei senatori Pd

Dal Pd a Scelta Civica e poi di nuovo nel Pd. Ora anche da vicepresidente dei senatori. Alessandro Maran non si stupisce di aver ottenuto un incarico di vertice dopo il rientro nei dem. «È il riconoscimento esplicito del contributo dato dai senatori di Sc in questa legislatura e della assunzione del relativo patrimonio politico culturale da parte del Pd di Renzi – dice il parlamentare isontino -. Non è un mistero, e vale per me, Ichino, Susta, Lanzillotta e altri, che nel partito che abbiamo contribuito a fondare abbiamo anticipato le riforme del governo Renzi quand’eravamo tra i pochi “renziani”». In agenda «riforme, riforme, riforme» contro i «vincoli» che legano il Paese. Ma anche occhio attento al Fvg, assieme a Ettore Rosato, numero uno dei deputati Pd alla Camera: «In alcuni “snodi” meglio esserci. Ma la sfida per la regione resta quella prefigurata, da autonomista convinto, da De Gasperi: “Le autonomie si salveranno, matureranno, resisteranno solo a una condizione: che dimostrino di essere migliori della burocrazia statale…”». Il resto è un panorama nazionale in cui «si deve mantenere il bilancio pubblico su una dinamica sostenibile e rianimare la capacità di crescita dell’economia» con «incisive riforme strutturali. Il governo ha aperto un vasto cantiere», avanti dunque «con energia accresciuta e visione ampia». Ma è anche un quadro europeo in cui quella greca è una tragedia «divenuta partita di poker con aperture, bluff e controbluff».

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