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Il buio oltre la siepe

Ieri, in occasione del Giorno del Ricordo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato una dichiarazione che vale la pena di segnalare. Specie se si considera che, proprio nel Giorno del Ricordo, a Macerata un gruppo di manifestanti ha intonato cori scioccanti contro le vittime delle foibe: “Ma che belle le foibe da Trieste in giù” (“Cori scandalosi, che calpestano morti innocenti e tradiscono gli ideali della Resistenza”, come ha poi affermato la presidente del Friuli Venezia, Giulia Debora Serracchiani, che ha partecipato alle celebrazioni alla Foiba di Basovizza).

Mattarella ha ricordato giustamente che “i danni del nazionalismo estremista, dell’odio etnico, razziale e religioso si sono perpetuati, anche in anni a noi molto più vicini, nei Balcani, generando guerre fratricide, stragi e violenze disumane”.

Ma ha anche ricordato, altrettanto correttamente e opportunamente, che “l’Unione Europea è nata (proprio) per contrapporre ai totalitarismi e ai nazionalismi del Novecento una prospettiva di pace, di crescita comune, nella democrazia e nella libertà” e che “oggi, grazie anche all’Unione Europea, in quelle zone martoriate, si sviluppano dialogo, collaborazione, amicizia tra popoli e stati” (Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo).

Anche Sergio Fabbrini, ogni domenica, sulle colonne del Sole 24 Ore, ci ricorda (pazientemente e tenacemente) che il 4 marzo “non si tratta di fare scelte sui sacchetti di plastica, ma sulla direzione che vuole prendere l’Italia”, che “da quello discenderà tutto il resto” e che la priorità resta la scelta di campo in un momento in cui si rischia di “mettere in discussione i criteri fondamentali che hanno orientato il nostro paese almeno dalla fine della Guerra Fredda” (Il buio oltre la siepe elettorale – Il Sole 24 ORE).

Già. Bisognerà farsi un nodo al fazzoletto.

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