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«All’Expo sarebbe meglio parlare di fame, piuttosto che di cibo», sostiene Amartya Sen

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15 maggio 2015

Questa settimana raccomando anzitutto l’intervista del premio Nobel Amartya Sen sul Corriere della Sera. «All’Expo sarebbe meglio parlare di fame, piuttosto che di cibo» ha detto il professore di Filosofia ed Economia di Harvard. Secondo Amartya Sen, è positivo che la manifestazione milanese metta al centro del discorso l’alimentazione in un mondo sempre più popolato. E sul come farlo ha idee precise, in contrasto con la demonizzazione delle innovazioni in agricoltura. Quando gli chiedono  un giudizio sulle posizioni anti Ogm di Vandana Shiva, la militante indiana che ha un ruolo di rilievo all’Expo non ha esitazioni: «La apprezzo per la sua preoccupazione riguardo al benessere degli altri. Ha ragione nell’invitare a stare attenti quando si aumentano le rese agricole attraverso gli Ogm, perché si possono creare problemi all’ambiente. Ma le conclusioni che ne trae, la sua opposizione alle nuove varietà non sono logiche, conseguenti. A creare problemi non sono le tecnologie ma la cattiva gestione del territorio. Possiamo benissimo combinare le nuove tecnologie con il rispetto della biodiversità. Se non vogliamo chiamarli Ogm, chiamiamoli nuove varietà». E anche in merito al chilometro zero è tranchant: «Dal punto di vista dell’economia, è un concetto che non so da dove venga. Certo, ogni sabato vado al farmer’s market, ci trovo prodotti buonissimi che i contadini portano direttamente. Ma non ho niente contro un buon pane fatto con grano canadese» (Milano Expo, «sì agli Ogm contro la povertà. Si parli di economia e fame» ).

Segnalo anche il messaggio di Matteo Renzi su #labuonascuola, che ieri si è presentato in video illustrando la riforma della scuola con lavagna e gessetti (Video integrale) e consiglio un paio di articoli del Foglio, il giornale diretto da Claudio Cerasa (Farsi giudicare fa bene alla scuola, altro che bavagli. Lezioni da Harvard La pagella fogliante per il video del prof. Renzi sulla #buonascuola – di Alessandro Giuli #Nonsonocrocette. I test Invalsi misurano la scuola, così qualcuno ha fifa),  l’articolo di Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera del 13 maggio e l’editoriale di martedì 6 maggio 2015. Roberto Alesse, presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi ha comunicato che il blocco degli scrutini, ipotizzato da alcune sigle sindacali, Snals e Cobas, è illegittimo. Ma temo abbia ragione Maurizio Crippa : «quelle pretestuose rivolte sono la fotografia di una società – che è la scuola, ma non solo – refrattaria al giudizio, alla valutazione. A concepirsi in termini di merito, di capacità di evoluzione e di miglioramento. Un sistema in cui gli elementi frenanti sono solidali l’uno con l’altro». Non per caso, oggi Matteo Renzi, su Radio Anch’io, si è rivolto ai sindacati per dire, giustamente, che le assunzioni senza la riforma, non si possono fare. «No solo assunzioni e tutto come prima», fare subito le assunzioni stralciandole dal Ddl Scuola «è impossibile. Assumiamo con un modello di Scuola diverso: non esiste che dal Ddl prendo le assunzioni e non cambio il modello Scuola», perché diventerebbe «un grande ammortizzatore sociale» per i precari.

A proposito di riforme, giovedì 14 maggio il Ministro della difesa, senatrice Roberta Pinotti, ha illustrato, in seduta congiunta delle Commissioni riunite Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento, il nuovo Libro bianco della Difesa (Doc. XXVII n. 20). Come sappiamo, «riformare la pubblica amministrazione in Italia è più difficile che vincere una guerra» (vedi scuola) e va detto che il Libro Bianco ci prova davvero, per lo meno quanto a governance e organizzazione interna della Difesa, in un’ottica, una volta tanto,«strategica». Suggerisco la lettura di alcuni qualificati commenti: Un atto rifondatore della Difesa; Una partnership strategica tra Difesa e industria La nuova governance della Difesa).

Intanto, la Commissione Lavoro, mercoledì 13 maggio, ha espresso parere favorevole con osservazioni sugli schemi di decreto legislativo (Jobs Act) recanti misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e dei lavoro (A.G. n. 157) e testo organico delle tipologie contrattuali e revisione della disciplina delle mansioni (A.G. n. 158). Queste le modifiche richieste per rendere i due decreti coerenti con l’obiettivo del Codice semplificato: la richiesta di maggiore chiarezza, concisione, semplicità e leggibilità delle norme; la semplificazione della disciplina del part-time e delle clausole elastiche, anche in funzione dell’assorbimento della figura del «lavoro intermittente»; la nuova definizione del lavoro coordinato assoggettato alla protezione forte. Segnalo il parere sullo schema di decreto A.G. 157/2015 e, soprattutto, il parere sullo schema di decreto A.G. n. 158/2015 in tema di “riordino contrattuale”, entrambi approvati dalla Commissione Lavoro di Palazzo Madama.

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