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Il Piccolo, 7 aprile 2016 – Maran bacchetta il Pd: «Ha dato il peggio di sé ma apprezzo Cicogna»

Il senatore sulle elezioni di Grado: «Può accadere di tutto

La sinistra non ha mai vinto, bisogna cambiare per la città»

 

di Antonio Boemo

◗ GRADO

Davanti a una situazione politica che a Grado non è mai stata così ingarbugliata, il senatore Alessandro Maran non nasconde la sua preoccupazione. E non risparmia di bacchettare il Pd, anche a livello regionale, che è il suo partito dopo l’esperienza con Scelta civica.

Il Pd ha possibilità di conquistare il Comune?

Il gruppo dirigente del Pd, locale e regionale, ha dato il peggio di sé. Ma conosco Luciano Cicogna: è una brava persona e un amministratore capace.

È mai stato interpellato dal Pd o da altre forze politiche per candidarsi a sindaco?

Nessuno mi ha mai interpellato. In ogni caso, non avrei accettato. Cerco di adempiere al mandato parlamentare al meglio delle mie possibilità. E poi Grado ha bisogno di un sindaco a tempo pieno e non a mezzo servizio.

La situazione non è ancora chiaro ma in questo momento chi pensa possa prevalere?

Può succedere di tutto.

I problemi a Grado riguardano solo il Pd oppure tutto il centrosinistra?

La sinistra non ha mai vinto. Ma per conquistare nuovi elettori, bisogna liberarsi dei vecchi schemi ideologici. In altre parole, bisogna cambiare. Il Pd era nato per questo.

I programmi rischiano di somigliarsi uno all’altro. Quali allora le priorità?

Grado è una città in declino, con una mentalità vecchia. E la situazione è davvero preoccupante. A cominciare dalle dinamiche demografiche.

Tra poco gli ultraottantenni saranno più numerosi dei residenti sotto i 10 anni di età…

Infatti. E sia lo sviluppo economico sia il sostegno del Welfare State dipendono dalla forza  lavoro e dal rinnovamento delle generazioni. Inoltre, c’è il rischio di un impoverimento di talento, di creatività, di futuro, perché una popolazione sempre più anziana perde la sua vitalità e la sua attrattività.

Come si può evitare?

La capacità di attrazione è decisiva. Grado ha bisogno di investimenti per rilanciare lo sviluppo. Ma è difficile pensare che la rinascita di Grado possa passare attraverso un flusso di denaro pubblico pari alle esigenze della città.

Cos’è, dunque, indispensabile per Grado?

È necessario e vitale avere uno stock supplementare di investimenti non solo di origine internazionale, ma anche di standard internazionale.

Parliamo delle Terme Marine che avrebbero potuto essere ampliate ancora una quindicina d’anni fa contestualmente alla realizzazione del secondo lotto, quello coperto, del Parco Acquatico.

Sarebbe sempre ora. È un elemento decisivo. Senza una struttura termale come si deve, non si può allungare la stagione, e se la stagione non si allunga, gli investimenti non sono convenienti e i problemi incancreniscono. Colpisce, però, il ritardo culturale. Quanto tempo è che le terme a Loipersdorf, a Bad Blumau o a Catež, per restare nei paraggi, sono affollate, anche d’inverno, da gente che si vuole rilassare e divertire? Quanto tempo è che in quei luoghi si può trovare un’offerta completa di esperienze balneari, fitness, wellness e terapie per 365 giorni all’anno? A Loipersdorf hanno le conchiglie e la sabbia della Florida e noi facciamo ancora le stesse cose di trenta anni fa.

Su una cosa tutti paiono concordi: il Comune dovrebbe riappropriarsi della spiaggia e della società che la gestisce…

Sbaglierò, ma mi chiedo: per fare che cosa? Lo dico brutalmente: in quale parte del mondo ci vuole una società pubblica per affittare ombrelloni? Siamo sicuri che, al contrario, non sia un vincolo che inibisce le possibilità economiche?

Tanti rimpiangono l’Azienda autonoma di soggiorno.

Anch’io ho nostalgia dei miei vent’anni. Ma non tornano più. Non tornano più le mutue che pagano le cure a tutti, la Regione che ripiana i debiti a piè di lista, non torna più la spiaggia come ammortizzatore sociale.

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