GIORNALI2015

MessaggeroVeneto, 14 ottobre 2015 – Compatti i dem del Fvg: si passa a due seggi

Pegorer: rafforzate le peculiarità delle Regioni speciali. Maran: il bicameralismo perfetto era un relitto

 Passa la riforma costituzionale del Senato. «Una riforma istituzionale che cambia l’Italia rendendo lo Stato più efficiente e la politica più autorevole», dice la presidente Fvg e numero due del Pd nazionale, Debora Serracchiani. Il Fvg si ritroverà con due senatori quando, nel 2018 alla scadenza naturale della Regione, uno sarà scelto tra i sindaci e uno tra i consiglieri regionali (con specifica legge ancora da che sarà varata). Il calcolo è proporzionale agli abitanti e a quota due senatori ci sono anche Valle D’Aosta, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Basilicata. I quattro senatori dem del Fvg hanno votato sì alla riforma. Anche i due “ribelli” Carlo Pegorer e Lodovico Sonego, dopo l’intesa tra maggioranza e minoranza dem. «Con il voto la grande parte delle questioni sollevate nel documento che firmai a luglio con altri 25 senatori ha trovato riscontro, in particolare – dice Pegorer – per il fatto che i futuri Senatori saranno scelti dai cittadini e non dalle segreterie di partito, e che nessuna forza politica da sola potrà eleggere il presidente della Repubblica e i componenti della Corte costituzionale. E, grazie un emendamento sottoscritto anche da me e approvato dall’Aula, sono rafforzate le prerogative delle Regioni a Statuto speciale». «Abbiamo sostenuto la riforma con convinzione. È prevista la riduzione dei senatori – commenta Sonego – e questo è positivo, anche se a mio avviso andavano ridotti anche i troppi deputati. Rispetto a un mese sono assegnati poteri maggiori al Senato, è prevista l’elettività dei senatori regionali, il Senato eleggerà due giudici costituzionali e per il Cpao dello Stato non basteranno i voti del partito che ha vinto alla Camera». Da sempre convinto della riforma Alessandro Maran. «Perché supera il bicameralismo perfetto, un relitto di quando ciascuno degli schieramenti temeva il 18 aprile dell’altro, come ricordava Pietro Scoppola. La nuova legge elettorale, che introduce un maggioritario ben strutturato (con il ballottaggio, si permette agli elettori di decidere con il voto a chi affidare il compito di governare) e la riforma costituzionale rendono possibile il funzionamento di una democrazia competitiva», chiude Maran. E di «un Senato rappresentativo delle Autonomie territoriali che porterà a un avanzamento della democrazia governante» parla la senatrice Laura Fasiolo.
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