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www.italiaincammino.it, 29 Maggio 2017 – G7 e clima: la rottura Merkel-Trump

All’indomani del controverso G7 di Taormina, nel corso del quale i leader di sei paesi non sono riusciti a persuadere il presidente Trump a sostenere gli accordi di Parigi sul clima, Angela Merkel, parlando ad un comizio in Baviera, lo ha detto chiaramente e proprio sulla base della «esperienza degli ultimi giorni»: «I tempi in cui potevamo fare affidamento completamente sugli altri sono finiti».

La cancelliera tedesca, che è impegnata nella campagna elettorale per ottenere il quarto mandato nelle elezioni di settembre, non ha nominato il leader o il paese che aveva in mente. Ma è chiaro a tutti che si riferiva agli Stati Uniti e al presidente americano che si è rifiutato di assoggettarsi (in quanto dannosi per l’economia americana) agli obiettivi dell’intesa sul clima tra 195 paesi raggiunta faticosamente nel 2015.

Gli accordi di Parigi sul clima

Gli accordi di Parigi sul clima sono stati il segno più evidente della divisione tra gli Stati Uniti e gli alleati, ma Trump, che è rientrato in America dopo un viaggio all’estero di nove giorni, negli «ultimi giorni» non si è fatto mancare nulla, rimproverando la Germania per le sue pratiche commerciali e tirando le orecchie ai membri della Nato colpevoli di non sostenere finanziariamente in modo adeguato l’alleanza.

In Arabia Saudita e in Israele, Trump è stato insolitamente disciplinato, si è attenuto alla parte svolgendo due discorsi che hanno fissato (per quanto discutibili) una chiara direzione di marcia e le coordinate del suo approccio al Medio Oriente. E il caloroso benvenuto in entrambi i paesi rivela che gli Stati Uniti si possono prefiggere un nuovo inizio con due alleati diventati insofferenti durante l’amministrazione Obama.

In Europa, invece, il lato combattivo di Trump ha ripreso il sopravvento. Oltre a fare la paternale ai membri della Nato sulle questioni di bilancio, si è guardato bene dal riaffermare esplicitamente l’impegno dell’America sull’articolo 5, che impegna gli Stati Uniti ad intervenire in difesa degli alleati nell’eventualità di un attacco.

Merkel e Macron e la delusione nei confronti di Trump

Anche il presidente francese Emmanuel Macron si è unito alla cancelliera tedesca nell’esprimere la sua delusione per la riluttanza di Trump e dell’amministrazione americana nell’appoggiare gli accordi di Parigi, sebbene Macron abbia rilevato che Trump ha almeno ascoltato le ragioni degli altri leader del G7 (che hanno riaffermato il loro impegno a ridurre le emissioni di gas serra in un comunicato congiunto).

Ma Angela Merkel ha dipinto un quadro più tetro. «L’intera discussione sul clima è stata molto difficile, per non dire molto insoddisfacente», ha osservato la cancelliera. «C’è una situazione in cui siamo in sei – se si conta l’Unione europea, sette – contro uno».

Eppure, ha ribadito la Merkel, «questo non è uno dei tanti vecchi accordi, ma è una intesa centrale per modellare la globalizzazione». E sembra che Trump, che su Twitter ha detto che deciderà nei prossimi giorni, sia deciso a sfilarsi.

Il G20 si riunirà in Germania a luglio, il che consentirà al presidente americano più tempo per discutere l’accordo sul cambiamento climatico non solo con i leader degli altri paesi occidentali, ma anche con paesi come la Cina, che ha sottoscritto l’intesa dopo una dura lotta e nonostante le preoccupazioni circa i suoi effetti sullo sviluppo del paese.

Il conflitto tra Trump e gli alleati

A ben guardare, Trump ha concluso il suo primo viaggio all’estero così come lo ha cominciato: in conflitto con molti degli alleati dell’America e con una quantità crescente di domande a casa propria circa i suoi legami con la Russia.

Ha ragione Angela Merkel: noi europei dobbiamo davvero «prendere il nostro destino nelle nostre mani».

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