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Verso un “Governo della nazione”?

La valanga di no del 4 dicembre prima, e la decisione della Corte costituzionale poi, hanno seppellito (almeno per un bel pezzo) il sogno maggioritario che abbiamo fin qui coltivato. Infatti, dal crollo della Prima repubblica, consentire ai cittadini di scegliere col voto un leader e una maggioranza, è stata la fonte principale di forza e di legittimazione di tutta la strategia riformista sul tema della forma di governo e delle leggi elettorali: l’elezione diretta del sindaco, la prima e finora la più felice delle riforme, è appunto del 1993.  Ora, invece, al posto di un grande “Partito della nazione” si intravede, ben che vada, un “Governo della nazione”. La mia opinione sulla piattaforma informativa russa sputniknews.com:
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