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Newsletter n.69/11

Lunedì 1 agosto 2011

omofobia La destra con l'Udc affossa una legge di civiltà

È stata molto grave l'approvazione delle pregiudiziali di costituzionalità, con i voti di Pdl, Lega e Udc, sulla nostra proposta di legge che introduceva aggravanti per reati compiuti per motivi di discriminazione contro persone omosessuali. Il testo affossato era la semplice trasposizione letterale nel nostro ordinamento del Trattato di Lisbona, approvato all'unanimità dalla Camera, che chiede agli Stati membri dell'Unione europea di combattere le discriminazioni in base alla religione, alla razza, all'etnia, alle convinzioni sessuali e agli orientamenti sessuali. La nostra legge non introduceva un nuovo reato, ma una "circostanza aggravante" come è già presente in molte nazioni europee come la Germania, la Spagna e l'Inghilterra. Ma la destra italiana non perde occasione per dimostrarsi ottusa e allontanare l'Italia dai paesi più civili e moderni.

  • Dichiarazione di Rosa Villecco Calipari
  • Dichiarazione di Paola Concia
  • Video intervento di Dario Franceschini
  •   video della settimana
     
    Laura Garavini - Codice Unico Antimafia raccoglie solo critiche
     
     
    crisi
    Franceschini: siamo preoccupati, Berlusconi deve venire subito in Parlamento a riferire. Ma secondo il Pdl, non serve

    La manovra non è stata considerata credibile dai mercati, l'Italia è sotto attacco della speculazione e il Paese è bloccato: per questo il presidente dei deputati Democratici, Dario Franceschini, ha chiesto a Silvio Berlusconi di venire in Aula a riferire prima della pausa estiva. Tutte le opposizioni, concordemente, lo hanno chiesto - ha spiegato Franceschini - soprattutto alla luce del documento delle parti sociali che, per la prima volta in modo unitario e inedito, sollecitano la maggioranza e il governo ad assumere delle iniziative urgenti. Non sappiamo mentre scriviamo se Berlusconi sentirà il bisogno di fare questo passaggio o se se la caverà con un'intervista o una battuta. Noi pensiamo che il Parlamento sia il luogo dove riferire: non è incoraggiante, anzi piuttosto raccapricciante, che il Pdl abbia commentato la nostra richiesta con una nota di Fabrizio Cicchitto il quale ha detto: "Non vedo la necessità di riferire, non serve".

     
    L'intervista ad Alessandro Maran
    «I tagli alla casta non bastano. Addio alle province, Stato a dieta»

    di Roberta Giani, IL PICCOLO - 28 luglio 2011

    TRIESTE «L’auto blu non ce l’hanno solo i politici, ma tanti funzionari dello Stato...». Alessandro Maran, il deputato goriziano del Pd che ricopre il ruolo di vicepresidente delle truppe “democrat” di Montecitorio, non ama la demagogia. Mai amata. Ma, mentre nel paese torna a soffiare un impetuoso vento anti-politica, brandisce con forza le forbici: i tagli alla “casta” vanno fatti, ci mancherebbe, ma non bastano. Sono solo una goccia. Perché l’Italia, se vuole risollevarsi, deve riformare e ridimensionare l’immensa, costosa e debordante macchina pubblica. E deve farlo subito.

    La bozza di riforma costituzionale a firma Roberto Calderoli può essere un buon inizio? Condivide la riduzione dei parlamentari e il Senato federale?
    Il Pd ha presentato già nel 2008 una riforma che dimezza i parlamentari e istituisce il Senato federale. Se la maggioranza avesse intenzioni serie, la riforma l’avremmo già fatta. Ora tira fuori dal cilindro un progetto abborracciato dove non mancano le follie. Come la partecipazione dei delegati regionali ai lavori del Senato senza diritto di voto. Che faranno, fischieranno?

    Quella bozza, tra le altre cose, aggancia lo stipendio dei parlamentari alle presenze effettive ai lavori. Non è giusto?
    Era ora. Ma che c’entra la Costituzione? Basta che lo decidano gli uffici di presidenza di Camera e Senato.

    Gli italiani, nonostante le promesse di tagli, sono sempre più ostili alla “casta”: come si fa a riconquistarne la fiducia? Non è un errore votare contro l’abolizione delle Province come ha fatto il Pd?
    Servono misure concrete che restituiscano autorevolezza a istituzioni che oggi appaiono a troppi cittadini distanti e insensibili. Tanto per capirci, anche a Togliatti e De Gasperi avrebbero potuto rimproverare il vitalizio o l’indennità, ma erano gli esponenti di una politica che funzionava. Oggi invece la gente pensa che la politica costa l’ira di Dio e non funziona. E bisogna intervenire anche sul piano della riorganizzazione dello Stato. Con scelte emblematiche. Per questo penso che sulle Province il Pd abbia sbagliato.

    Lei come ha votato?
    Ovviamente, ho votato con il gruppo, ma ho difeso la mia opinione che resta: via le Province subito.

    È favorevole all’abolizione delle Province?
    Non si capisce perché l’Italia debba avere quattro livelli territoriali costituzionalmente garantiti: lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni. La Francia prevede in Costituzione i Comuni e i Dipartimenti; la Germania i Comuni e i Länder. Questo non vuol dire che non esistano altri livelli territoriali, ma non sono enti politici costituzionalmente garantiti, bensì luoghi di coordinamento territoriale. Che poi possa servire un livello intermedio tra Comune e Regione (ad esempio associazioni tra Comuni), non toglie nulla all’esigenza di abolire le Province come enti costituzionali e politici. Il che consente un risparmio nel bilancio dello Stato e colpisce quegli agglomerati parassitari che creano una giustificata protesta da parte dei cittadini. E questo vale anche per i Comuni.

    Si devono tagliare anche i Comuni?
    Ci sono 8000 comuni, la metà dei quali sotto i 3000 abitanti. Il mito delle cento città è un mito antico della politica italiana, ma questa deve rinnovare le sue parole d’ordine se vuole affrontare le sfide del futuro. A partire dalla riorganizzazione dello Stato.

    Da dove iniziare?
    Dalla giustizia civile ai servizi pubblici locali: per tornare a crescere si passa da lì. Come si affanna a ripetere Mario Draghi. Il problema sono le abnormi dimensioni dello Stato, l’eccesso di spesa pubblica e pressione fiscale. Bisogna ridurre le dimensioni dello Stato e diminuire l’una e l’altra. Sono davvero necessari 1292 tribunali, il doppio della Gran Bretagna? E cosa aspettiamo a dire che sei diversi corpi di polizia sono troppi?

       
    i temi della settimana
    LEGGE COMUNITARIA

    Otto mesi senza un ministro, l'approvazione solo grazie a noi

    L'Italia non è stata rappresentata in Europa da un ministro per lungo dopo le dimissioni del finiano (allora) Andrea Ronchi: il governo è stato in grado di esprimere un nuovo nome, quello di Annamaria Bernini, solo il 27 luglio successivo. Questa incredibile assenza spiega già quale sia il livello di sensibilità di Berlusconi e dei suoi alleati nei riguardi dei temi europei. Se ciò non bastasse, aggiungiamo che la legge Comunitaria, quella con cui ogni paese membro recepisce le direttive Ue e adatta le proprie leggi agli indirizzi comuni, è stata approvata la scorsa settimana con almeno quattro mesi di ritardo: in questo lungo periodo il Governo l'ha rimandata in Commissione per tentare di inserire nel testo un paio di norme che interessavano Berlusconi e qualche amico. La nostra azione è stata finalizzata a recuperare il senso della legge e la dignità in Europa. Abbiamo ottenuto lo stralcio delle norme estranee e politicamente insopportabili: una allargava la responsabilità civile dei giudici, l'altra salvava manager Rai condannati dalla Corte dei Conti per aver gestito male soldi pubblici. La riscrittura del testo rispetta ora la natura della legge e, recependo le norme europee, evita le sanzioni per oltre 600 mila euro al giorno che l'Italia rischiava di pagare per il mancato rispetto dei tempi di recepimento delle direttive comunitarie. Durante la votazione degli ordini del giorno c'è stato un importante risultato su un nostro testo relativo ai rifiuti: il governo è andato in minoranza, sconfessando le sue stesse scelte sull'emergenza di Napoli.

  • Dichiarazione di voto di Sandro Gozi
  • Comunicati di Sandro Gozi e Alessandro Bratti

  • CENTRI STORICI

    Via libera a nostra legge per tutela dei piccoli comuni

    L'approvazione della nostra proposta di legge sulla tutela dei centri storici, permette di riqualificare i piccoli centri e i borghi con interventi integrati tra pubblico e privato. È un modo concreto di valorizzare queste realtà che rappresentano una ricchezza unica e peculiare dell'Italia e non hanno alcun confronto con altri Paesi.

  • Dichiarazione di Tino Iannuzzi

  • RATIFICHE

    La Camera approva ratifiche di trattati internazionali

    Va libera alla ratifica di alcuni trattati internazionali. Sono definitivamente approvati: l'Accordo di mutua assistenza amministrativa per la prevenzione, l'accertamento e la repressione delle infrazioni doganali con l'Argentina; l'Accordo nel campo della cooperazione militare con il Marocco; e l'Accordo di partenariato economico tra gli Stati del Cariforum, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri. Vanno invece al Senato: l'Accordo con il Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa; il Protocollo emendativo della Convenzione del 1988 tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa ed i Paesi membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - OCSE - sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale; l'Accordo quadro di partenariato globale e cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e la Repubblica di Indonesia; l'Accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e la Repubblica sudafricana, che modifica l'Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione; l'Accordo con la Giordania sulla cooperazione e sulla mutua assistenza in materia doganale; l'Accordo che modifica per la seconda volta l'Accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e la Comunità europea e i suoi Stati membri.

     
     
    Legge elettorale

    Depositata proposta di legge Pd

    L'assemblea del gruppo ha accolto la proposta della segreteria nazionale sulla legge elettorale. È stato così depositato un disegno di legge alla Camera e al Senato che prevede una quota del 70 per cento dei seggi assegnati in collegi uninominali maggioritari a doppio turno, una quota del 28 per cento con metodo proporzionale su base regionale e una quota del 2 per cento per il diritto di tribuna. Garantita la parità di genere con il principio di alternanza.

  • Sintesi della proposta
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    MOZIONI

    Pensioni: non penalizzare lavoratori e giovani

    Con voto unanime è stata approvata la nostra mozione, sottoscritta da tutti i gruppi, che affronta il tema della totalizzazione e della ricongiunzione dei contributi previdenziali. Con essa abbiamo chiesto al governo di rendere non onerose le ricongiunzioni dei contributi di tutti i diversi periodi lavorativi di un lavoratore e di non penalizzare i giovani che nel corso delle loro vita sono costretti ad attività discontinue e a frequenti cambi di lavoro.

  • Dichiarazione di Luisa Gnecchi e Cesare Damiano

  • Contraffazione: maggiore impegno contro l'illegalità

    È stata approvata la nostra mozione che chiede al governo di rendere efficace la lotta alla contraffazione e alla illegalità. Quanto è stato fatto fin qui, infatti, è insufficiente. Da parte nostra continueremo a batterci contro questa forma di illegalità, spesso controllata da organizzazioni criminali e che, a causa della scarsa qualità dei prodotti, mina la salute dei consumatori.

  • Dichiarazione di Giovanni Sanga e Andrea Lulli

  • Marche: sbloccare i fondi per i lavori del dopo alluvione

    E' stata votata all'uanimità la nostra mozione sui danni causati dall'eccezionale ondata di maltempo che ha colpito le Marche nel mese di marzo 2011. La mozione prevede di sbloccare l'emissione delle ordinanze di protezione civile, almeno per le spese più urgenti e gli indennizzi a privati e imprese; di derogare il patto di stabilità affinché gli enti locali con le loro risorse possano pagare le imprese che hanno operato e possano eseguire i lavori di ripristino e prevenzione necessari.


    Siria: ok bipartisan allo stop delle repressioni in corso

    E' stata approvata una mozione bipartisan sulle rivolte in Siria. Con questo atto di indirizzo la Camera impegna il governo ad assumere iniziative per la salvaguardia dei diritti umani dei cittadini siriani e a mobilitarsi in sede europea e ONU per creare una pressione diplomatica internazionale sul regime di Damasco.


    Torino 2006: destinare i fondi dell'Agenzia alla regione Piemonte

    Siamo soddisfatti per il voto favorevole alla mozione che impegna il governo a liberare le risorse disponibili presso l'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici Torino 2006 a favore della regione Piemonte. Le risorse vanno destinate ai comuni montani, sede dei siti olimpici, in funzione di una rinnovata promozione turistica.

     
    agenda dell'aula
    Missioni: arriva il decreto che le rifinanzia. Più soldi alla cooperazione grazie al Pd
    La Camera dovrà licenziare definitivamente il decreto che rifinanzia le missioni internazionali. Il testo approvato dal Senato ha stanziato più fondi per la cooperazione allo sviluppo: non ci soddisfa in pieno ma è un passo in avanti rispetto all'iniziale decisione del Governo di azzerare quasi completamente gli investimenti dedicati alla cooperazione civile ed è un passo in avanti frutto di una battaglia parlamentare compiuta con determinazione dal Partito Democratico.
    Bilancio Camera: nostro ordine del giorno per ridurre le spese
    In occasione della discussione del bilancio della Camera presenteremo un ordine del giorno per chiedere, fra le altre cose, la calendarizzazione a settembre delle nostre proposte di legge sulla incompatibilità, sulla riduzione del numero dei parlamentari e per allineare lo status economico dei deputati agli standard europei, superando il vitalizio. Inoltre, chiederemo interventi immediati per la riduzione dei costi e dei servizi resi dalla Camera.

    Milanese: grave decisione della maggioranza di rinviare
    La giunta per le autorizzazioni a procedere ha deciso con il voto contrario del Pd di prorogare a dopo la pausa estiva il voto sulla richiesta di arresto dell'on. Marco Milanese. Sì all'unanimità per l'acquisizione dei tabulati telefonici e per l'apertura delle cassette di sicurezza: due questioni sulle quali abbiamo chiesto con forza il pronunciamento. La Giunta ha detto no, invece, con il nostro voto contrario alla possibilità di utilizzare le intercettazioni telefoniche di Verdini per l'inchiesta G8. L'Aula si pronuncerà martedì prossimo.
    Il calendario dell'Aula della settimana
     

    Tutte le interrogazioni e le interpellanze presentate

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