editoriale di Alessandro Maran
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Immigrazione: «ammissione a punti»
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| All'Assemblea nazionale del Pd di Busto Arsizio abbiamo discusso (anche) di immigrazione. Stando al verbale della commissione, «i documenti presentati non configurano linee alternative» e la proposta di introdurre un sistema di ammissione a punti «è contenuta nel documento generale». Ma se le cose stanno così, perché la «proposta di Veltroni» sarebbe «di destra»? Senza contare che il modello di cui si discute è stato introdotto in Inghilterra dal Labour Party. Forse che i socialisti inglesi (o quelli danesi, australiani, canadesi, ecc.) non si occupano degli ultimi, dei poveri, degli emarginati? Vediamo di capirci: nessun italiano dubita che il centrosinistra stia dalla parte dei migranti (infatti, siamo tutti d’accordo che i migranti regolari debbano accedere ai diritti sociali e politici: casa, scuola, formazione, sanità, voto locale, cittadinanza); buona parte degli italiani ritiene invece che non riusciamo a comprendere le loro preoccupazioni sull’immigrazione (se minaccerà i loro salari, le loro prospettive di lavoro, la loro sicurezza o metterà sotto pressione i servizi e l’edilizia pubblica), al punto che (in tutta Europa) l’inquietudine pubblica circa l’immigrazione influenza ormai la fiducia nel sistema politico e nelle istituzioni. La gente ha bisogno di sapere che l’immigrazione è controllata, che le regole sono ferme è giuste e che c’è sostegno per le comunità alle prese con il cambiamento. Dunque (a meno che non si dica che devono poter entrare liberamente tutti), il punto è uno solo: «come si sceglie?». E come si affanna a ripetere Massimo Livi Bacci, non deve essere solo l’esistenza di un posto di lavoro che determina l’ammissione dell’immigrato ma anche la qualità del capitale umano, la capacità di far parte della società e di contribuire alla sua crescita e la volontà d’inclusione. Proprio perché l’immigrazione non è un fatto temporaneo, ma un trapianto duraturo. Australia, Nuova Zelanda, Canada , Gran Bretagna e Danimarca hanno adottato strategie di questo tipo. E l’ammissibilità è legata a una valutazione delle caratteristiche degli immigrati, in funzione del loro contributo allo sviluppo e alla coesione. La selettività, tuttavia, è basata su criteri noti e controllabili, al contrario delle politiche attuali, implicitamente selettive, opache e arbitrarie. Allo stesso tempo lo Stato accoglie generosamente chi ha bisogno di soccorso umanitario, sostiene le politiche di aiuto allo sviluppo (da noi, a differenza degli inglesi, ridotte al lumicino) e mette in grado l’immigrazione di acquisire pieni diritti sociali, politici e di cittadinanza. Dall’equilibrio di questi elementi può scaturire una nuova politica migratoria funzionale alla crescita della nostra società. Discutiamone senza anatemi. |
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lavoro
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Dalla destra ancora attacchi alle tutele dei lavoratori
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Torna all'esame dell'Aula il disegno di legge del governo sul lavoro. Era stato annunciato come una grande riforma del mercato del lavoro, tra i primi impegni del governo dopo le elezioni; a distanza di più di due anni, però, ci ritroviamo con un provvedimento che è alla settima lettura parlamentare. Ma la cosa più grave è il contenuto: i diritti dei lavoratori vengono duramente colpiti. In particolare, è emblematica la norma che introduce il ricorso all'arbitrato in caso di controversia tra lavoratore e datore di lavoro che nelle intenzioni del governo dovrebbe essere firmata all'atto della firma del contratto, quando cioè il lavoratore è il più debole tra le due parti. Questa norma era stata eliminata grazie all'approvazione di un nostro emendamento sul quale maggioranza e governo erano stati battuti. I lavoratori devono avere sempre la possibilità di scegliere tra ricorso alla magistratura ordinaria o all'arbitrato. Il governo, con un atto di arroganza, durante l'esame al Senato ha nuovamente introdotto il ricorso all'arbitrato facendo carta straccia anche dei rilievi del Quirinale. Il presidente Napolitano aveva infatti sottolineato che nel provvedimento c'erano delle norme incostituzionali. La destra però non ascolta né il presidente della Repubblica né le proposte dell'opposizione e con continui strappi alle norme costituzionali porta avanti una strategia di indebolimento delle tutele dei lavoratori.
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Articolo di Cesare Damiano
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i temi della settimana
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| università |
| Non ci sono i soldi e la riforma slitta a fine anno |
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Dopo la netta bocciatura della Ragioneria dello Stato, che ha confermato l'assenza di adeguate risorse finanziarie, l'esame parlamentare del ddl Gelmini slitta a dopo la manovra di bilancio. E' un atto dovuto che permetterà al Parlamento di verificare con chiarezza quanto il governo intende restituire ed investire sull'università. D'altronde parlare di riforma senza sciogliere la questione delle risorse sarebbe stato una farsa mentre la gravità delle condizioni in cui si trovano gli atenei necessita che si giochi a carte scoperte e senza ambiguità. La Ragioneria dello Stato ha bocciato Tremonti e Gelmini e svelato il clamoroso bluff con cui i due ministri volevano ingannare i professori, gli studenti, i ricercatori e tutti gli italiani.
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Dichiarazioni di Donata Lenzi, Intervista a Manuela Ghizzoni
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| finanza pubblica |
| Il documento del governo non affronta crescita e rigore nei conti |
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Abbiamo espresso un voto negativo sulla Decisione di finanza pubblica presentata dal governo perché non affronta le due priorità del paese, cioè crescita e rigore nei conti pubblici. L'Italia ha bisogno di una politica economica che guardi allo sviluppo come obiettivo irrinunciabile. Né il Dfp, né la Legge di Stabilità che il governo vuole 'leggera' prevedono norme in grado far fronte a queste primarie esigenze del nostro paese.
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Dichiarazione di voto di Pier Paolo Baretta
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| Afghanistan: dibattito sull'attentato agli alpini |
| Il governo non sia solo esecutore di strategie di altri |
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Durante il dibattito in Aula sull'attentato contro quattro alpini del contingente italiano in Afghanistan abbiamo ribadito la nostra assoluta contrarietà all'uso delle bombe in questa terra dove l'Italia partecipa ad una missione di pace e di stabilizzazione e non di guerra, su mandato dell'Onu e nel pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione. Il punto è che al ministro La Russa piace fare solo propaganda: il governo non dovrebbe essere solo un esecutore passivo di strategie altrui ma concorrere attivamente a definire scelte, obiettivi e tempi per dare stabilità e sicurezza all'Afghanistan. Questioni su cui La Russa non ha risposte.
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Intervento in Aula di Piero Fassino
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dalle commissioni
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| antimafia |
| Maroni non dà risposte ma querela la nostra capogruppo |
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Abbiamo appreso con stupore e indignazione la decisione del ministro dell'Interno di querelare la nostra capogruppo in Commissione Antimafia, Laura Garavini, che aveva chiesto a Maroni come mai avesse opposto ''un muro di gomma'' alle richieste di chiarimento avanzate dall'Antimafia ai prefetti sulle infiltrazioni mafiose nelle liste elettorali o, ancora, perché nulla ha fatto per accertare se, nei comuni e nelle Asl della Lombardia di cui si parla ampiamente nelle recenti operazioni contro la 'ndrangheta ci fossero situazioni di reale condizionamento mafioso. Aspettavamo una risposta politica e invece arriva la querela: è la prima volta nella storia della Repubblica che un ministro denuncia un parlamentare dell'opposizione per le opinioni espresse nell'esercizio del suo mandato. Un tentativo di intimidazione al quale intendiamo reagire con forza
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Conferenza stampa del 14 ottobre
Comunicati di Michele Ventura e Laura Garavini
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| rinnovo presidenze commissioni |
| Pdl ininfluente in Giustizia |
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L’esito delle votazioni sul rinnovo delle presidenze delle commissioni di Montecitorio ha mostrato la debolezza politica del Pdl che, vittima delle divisioni interne alla maggioranza, è ormai vicino all’irrilevanza parlamentare. Emblematico il caso di Giulia Bongiorno, riconfermata alla giuda della commissione Giustizia contro il volere della gran parte dei deputati del Pdl che l’hanno dovuta votare per evitare la crisi di governo. E’ la dimostrazione della fragilità di un accordo politico che si regge su un filo di lana. Grave la rielezione del presidente della commissione Difesa, Edmondo Cirielli di cui avevamo chiesto l’incandidabilità perché essendo presidente della provincia di Salerno è incompatibile con un incarico così rilevante.
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Dichiarazioni di Donatella Ferranti, Lanfranco Tenaglia
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question time e interpellanze urgenti
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| Agenda |
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| inchiesta sugli appalti |
| Su Lunardi la maggioranza ostacolerà il corso della giustizia |
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Alla faccia dei tanti proclami sulla legalità, la maggioranza si appresta a mettere per l’ennesima volta i bastoni tra le ruote alla giustizia bloccando, di fatto, l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Lunardi, coinvolto nell’inchiesta della cricca degli appalti. Forzando i regolamenti parlamentari e l’interpretazione della legge costituzionale la maggioranza voterà compatta per rinviare le carte al tribunale dei ministri di Perugia impedendo così il regolare proseguimento delle indagini.
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Dichiarazione Marilena Samperi e Donatella Ferranti
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| immigrati |
| Tutelare i minori esposti a un futuro incerto |
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Realizzare una rete di comunità alloggio su tutto il territorio nazionale dove ospitare i minori, immigrati nel nostro paese, quando escono dai centri di prima accoglienza. È quanto chiediamo in una mozione che sarà discussa la prossima settimana in Aula. Queste persone entrano in Italia da minorenni e sono, perciò, escluse dalla procedura di espulsione. A causa dell'assenza di familiari, però, al momento del rilascio dai centri di prima accoglienza i minori sono esposti a un futuro incerto fatto di sfruttamento e rischi gravi per la loro incolumità.
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Mozione Sandra Zampa e altri
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| tav - Torino Lione |
| Garantire le risorse per la realizzazione |
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Arriva al voto in Aula una nostra mozione che impegna il governo a confermare il valore strategico della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, come connessione internazionale del nostro territorio, attraverso l'adozione di tutte le iniziative e gli atti necessari. Una moderna infrastruttura europea potrà consentire un effettivo trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia, liberando le linee tradizionali per il trasporto pubblico locale.
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Mozione Stefano Esposito ed altri
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Il calendario dell'Aula della settimana |
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video della settimana
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Scrivi ad Alessandro Maran |
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