| intercettazioni |
SPECIALE INTERCETTAZIONI
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| Inizia la discussione generale, la battaglia va avanti |
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Con una forzatura in aula, la destra ha preteso di inserire la discussione generale sul ddl intercettazioni nel calendario di luglio, anche se le votazioni slitteranno a settembre quando riprenderà la nostra battaglia svolta fin qui a fianco alle mobilitazioni straordinarie di cittadini e comitati. Il testo è arrivato in aula con molte novità positive sul piano della libertà di stampa, grazie al lavoro incessante di pressione in commissione, ma senza nessun balzo in avanti sul piano della tanto declamata tutela della legalità: il depotenziamento degli strumenti di investigazione rende il nostro giudizio sul provvedimento ancora molto critico. Nel corso dei lavori parlamentari siamo riusciti ad ottenere l'allentamento del 'bavaglio' all'informazione e l'abolizione delle norme che avrebbero creato una vera e propria ingerenza degli editori sulle libere scelte delle redazioni dei giornali. La maggioranza ha fatto diversi passi indietro ma sulla legalità non ha mostrato alcuna volontà di fare sforzi per andare incontro alle nostre richieste, a quelle dei magistrati e delle Forze dell'ordine. Infatti, nonostante i quotidiani proclami sulla sicurezza e sul rispetto della legalità di taluni settori della maggioranza, il provvedimento lega le mani ai magistrati e alle forze dell'ordine. Restano, infatti, gli ingiustificati lacci alle indagini e l'immotivata abrogazione della legge Falcone sulla lotta alla criminalità organizzata che renderà, di fatto, impossibili indagini come quella sulla P3 e sulla cricca degli appalti. La nostra battaglia riprenderà a settembre, vedremo se la maggioranza avrà la forza di tornare alla carica per sfidare legalità e civiltà.
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editoriale
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| La crisi politica è formalmente aperta e non si tratta di un litigio tra i cofondatori del Pdl, ma della fine del quarto governo Berlusconi. Fin dalla serata di giovedì, quando il presidente del Consiglio ha cercato di dimissionare nel corso di una conferenza stampa il presidente della Camera che è tale anche per chi come noi non l'ha votato, il gruppo del Pd di Montecitorio con il capogruppo Franceschini e alla presenza del segretario Bersani, è in stato di allerta permanente sull'esplosione della maggioranza. |
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| editoriale |
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La crisi politica è formalmente aperta e non si tratta di un litigio tra i cofondatori del Pdl, ma della fine del quarto governo Berlusconi. Fin dalla serata di giovedì, quando il presidente del Consiglio ha cercato di dimissionare nel corso di una conferenza stampa il presidente della Camera che è tale anche per chi come noi non l'ha votato, il gruppo del Pd di Montecitorio con il capogruppo Franceschini e alla presenza del segretario Bersani, è in stato di allerta permanente sull'esplosione della maggioranza. Il Partito democratico ha chiamato Berlusconi in Parlamento perché non gestisca anche la crisi del suo governo in maniera privatistica e senza il rispetto di alcuna regola istituzionale. Per ottenere questo risultato è pronto a utilizzare ogni mezzo offerto dai regolamenti parlamentari. Ne ha discusso in un'assemblea fiume cominciata alle otto di venerdì, interrotta soltanto per formalizzare in aula la richiesta dell'intervento del presidente del Consiglio. Tutti i deputati e alcuni senatori democratici rappresentati dalla presidente Finocchiaro hanno constatato la situazione di disfacimento dell'esecutivo e la sua impossibilità di governare. Partendo dal rispetto delle regole democratiche, si sono detti disponibili a soluzioni che escludano Berlusconi e permettano di non travolgere il Paese e gli italiani tutti nella sua crisi e in pericolose derive.
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i temi della settimana
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| Approvata la manovra economica |
| E' iniqua e renderà ancora più difficile la crescita |
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Passa alla Camera con l'ennesimo voto di fiducia una manovra economica ingiusta e repressiva, che finirà per compromettere anche i tenui segnali di ripresa in atto. Il governo, che se ne assume la piena responsabilità, ha zittito ancora una volta il Parlamento. Nuovamente dovrà stringere la cinghia chi non ha privilegi e ci guadagna chi invece ce l'ha. Gli italiani si sono visti allungare di un anno l'età pensionabile e aumentare i costi dei servizi e delle tariffe, mentre i miliardari della portata di Berlusconi non sono stati toccati. Il Pd ha avanzato proposte alternative di cui non è stato nemmeno possibile discutere in Parlamento. I 24 miliardi della manovra andavano presi da un'altra parte, lasciando perdere impresa e lavoro, andando invece a disturbare la rendita, mettendo a gara qualche frequenza Tv del digitale terrestre, o facendo pagare un' aliquota più alta a chi ha beneficiato della sanatoria dei capitali esportati all'estero. In sostanza, un buco nell'acqua che costringerà a farne un'altra a breve. Nel frattempo il Paese è in difficoltà, la debole ripresa economica non viene sostenuta, i redditi delle famiglie sono in sofferenza e si riducono i consumi; i giovani e le donne risentono più degli altri della crisi occupazionale. Il governo ha rinunciato a una politica di riforme e utilizzato il principio dei tagli lineari che non producono risanamento e non stimolano la ripresa.
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DOSSIER MANOVRA ECONOMICA 2010
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| il cordoglio per i militari morti in Afghanistan |
| Al governo abbiamo chiesto più coerenza sulle risorse |
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Dopo l'uccisione di due militari italiani in Afghanistan, il ministro La Russa è venuto alla Camera per un'informativa urgente. Il nostro Gruppo ha espresso dolore per i caduti e solidarietà per le loro famiglie ma ha anche chiesto più coerenza: Esercito, Marina e Aeronautica escono sconfitti dalle grandi manovre finanziarie di Tremonti. I tagli apportati vanno ad aggiungersi al miliardo e mezzo precedente, incideranno pesantemente ancora sull'addestramento, la manutenzione dei mezzi e la formazione, mettendo a rischio funzionalità, efficienza e sicurezza. Onorare i nostri caduti significa sostenere le nostre Forze armate.
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| Csm, eletti i componenti i componenti laici |
| Votati i nostri canditati Calvi e Giostra |
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Il Parlamento in seduta comune ha eletto gli 8 componenti laici del Consiglio superiore della magistratura. Fra questi, i due proposti dai gruppi del Partito democratico: l'avvocato Guido Calvi e il professor Glauco Giostra.
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video della settimana
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| Agenda |
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| energia |
| Il decreto è incostituzionale, mantenere l'incompatibilità tra incarichi politici e agenzia per nucleare |
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Dopo che la maggioranza ha respinto la nostra pregiudiziale di costituzionalità, la prossima settimana l'Aula della Camera sarà chiamata a votare il decreto sull'energia. È un provvedimento che non affronta i veri problemi del settore energetico e che cancella l'incompatibilità per l'incarico di presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare con incarichi politici. È una scelta molto grave che lede l'autonomia dell'agenzia che avrà compiti delicati.
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| trasporti |
| Al voto il decreto su Tirrenia e autotrasporto |
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La prossima settimana, dopo la bocciatura della nostra pregiudiziale di costituzionalità, la Camera voterà il decreto sulla regolarità del trasporto marittimo che contiene norme per favorire la privatizzazione della compagnia Tirrenia. Alcuni dei contenuti del decreto violano la Costituzione come, per esempio, la deresponsabilizzazione degli amministratori che non rispetta il principio d'eguaglianza e la responsabilità dei dipendenti pubblici sanciti nella Carta fondamentale. Il decreto prevede anche una serie di norme per il settore dell'autotrasporto.
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dalle commissioni
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| federalismo |
| Non c'è accordo in Bicamerale, presentati due diversi documenti |
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Sono stati depositati in commissione Bicamerale per l'attuazione del federalismo i documenti contenenti le osservazioni del Parlamento al Governo in merito ai decreti di attuazione della legge 42. I documenti saranno votati a settembre: sono a firma dei due relatori, Franco (Lega Nord) e Nannicini (Partito Democratico), e contengono alcune parti comuni, in particolare mettono in evidenza che non risponde al vero l'affermazione di Tremonti secondo cui la spesa discrezione locale sarebbe superiore a quella nazionale: infatti, la prima è di circa 60 miliardi e l'altra di circa 84. Dunque l'albero di Tremonti era storto perché le sue cifre erano storte.
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| carceri |
| Ok al ddl domiciliari, mentre Alfano fa solo annunci |
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La commissione Giustizia in sede legislativa ha dato il via libera al Ddl sulla detenzione domiciliare: è un provvedimento che abbiamo sostenuto perchè restituisce ai magistrati di sorveglianza e ai direttori dei penitenziari la valutazione sulla possibilità di far scontare l'ultimo periodo della pena inferiore ad un anno presso il proprio domicilio. Non sostituisce la necessità del 'piano carceri', annunciato e mai realizzato dal ministro Alfano che ha fatto bene poco per l'emergenza carceraria. Il nostro voto favorevole è stato determinato anche dal fatto che il testo, inizialmente a costo zero, ha acquisito le nostre richieste di adeguare il corpo di polizia penitenziaria con assunzione di personale nel ruolo di agenti e assistenti, corsi-concorso per la nomina di agenti di polizia.
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Tutte le interrogazioni e le interpellanze presentate |
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Scrivi ad Alessandro Maran
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