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Newsletter n. 22/09

Lunedì 18 maggio 2009

In questo numero:
In Aula: approvate le norme sulla sicurezza
In Commissione: prosegue l’esame delle norme in materia di cittadinanza
Ultimo post: Razzisti? No, populisti…

Dal blog
Razzisti? No, populisti…
L’Italia sta diventando razzista? Non direi. Il fatto è che l’inquietudine e la diffidenza sono diventate senso comune. Da tempo Ilvo Diamanti insiste sui lineamenti di una società insicura e, da tempo, indagini e libri (quello, per esempio, di Maurizio Barbagli, Immigrazione e sicurezza in Italia, edito dal Mulino) confermano che la paura (e, in particolare, la paura della crescente criminalità tra gli immigrati) è oggi un sentimento diffuso. Se una maggioranza robusta di cittadini avverte la sicurezza (o meglio, la propria insicurezza) come tema assillante, una ragione ci deve essere. E la ragione sta proprio nell’accelerazione dei processi di immigrazione, cioè nei caratteri nuovi (per il nostro paese) della società che si va delineando. Siamo stati un paese di emigranti, non di immigrati.
Nel suo libro più recente (A destra tutta. Dove si è persa la sinistra? pubblicato da Marsilio) Biagio De Giovanni ha scritto:«... quando una società assiste al mutamento relativamente improvviso delle forme della propria convivenza, non c’è predica buona che conti, e il tema va visto nella sua crudezza. Va compreso, governato, pensato, legiferato, non gridato, da qualunque parte giunga il grido. A questo sentimento, che proviene dall’irrompente novità indicata, si aggiungono oggi gli effetti della crisi che dilaga nella società e nell’economia e che sembra ridurre la possibilità di accoglienza e aumentare senso di rischio e insicurezza per il cittadino medio: nella morsa della crisi perfino nell’Inghilterra liberale lavoratori britannici scioperano contro lavoratori italiani! Anche lì sta irrompendo il razzismo?». C’è, in altre parole, insofferenza, intolleranza, disconoscimento. Ma il razzismo (ossia, un’idea di superiorità e disprezzo per una razza come tale e la tendenza a considerare la razza fattore determinante nello sviluppo della civiltà) è un’altra cosa, che persiste, ad esempio, nei residui dell’antisemitismo che oggi si nascondono sotto la maschera dell’antisionismo. Non ha niente a che fare con i disagi prodotti dall’immigrazione, che possono essere combattuti con leggi opportune, con una attenta strategia di integrazione anche cultuale, con un aperto riconoscimento delle diversità. E qui le insufficienze e le magagne del centrodestra sono sotto gli occhi di tutti.
Per far passare il disegno di legge sulla sicurezza il governo ha posto ancora la fiducia. Il provvedimento consente alla Lega e al governo di dire, in vista delle elezioni, che adesso si fa sul serio, che adesso è iniziata una guerra (finalmente) inflessibile contro l’immigrazione clandestina. In altre parole, che il centrodestra chiude quella porta che la sinistra aveva irresponsabilmente spalancato rincorrendo le sirene buoniste. Insomma, quel che davvero conta è appiccicare addosso al centrosinistra l’etichetta di chi accetta i clandestini. Ovviamente, le cose non stanno così. Fassino, Rutelli e D’Alema hanno ricordato nei giorni scorsi che anche i governi di centrosinistra applicarono quando poterono i respingimenti e che il centrosinistra seguì questa politica con notevole successo nei confronti dell’Albania. Bisogna naturalmente garantire che le richieste d’asilo politico vengano accuratamente vagliate. Ma questo si può fare anche nei consolati dei paesi di partenza. Come ha sottolineato Antonio Polito, «la soluzione è sempre diplomatica, non muscolare. E costa». L'idea che invece ha guidato la redazione del progetto di legge è che una tale guerra possa essere condotta disseminando di controlli sulla regolarità del soggiorno (affidati anche a figure «civili», come gli insegnanti o i medici) tutti i passaggi più essenziali e delicati della vita delle persone: l’istruzione, le cure sanitarie, il matrimonio, la fissazione della dimora, la dichiarazione di nascita dei figli. Che questo tipo di norme siano davvero efficaci nei confronti dei delinquenti, resta da dimostrare. Gli extracomunitari entrati clandestinamente e dediti al crimine probabilmente già oggi evitano di andare in ospedale per farsi curare, non denunciano la nascita dei figli e non li mandano a scuola, non intendono far conoscere il loro domicilio e non stipulano regolari contratti di locazione, non chiedono di sposarsi regolarmente, non cercano un lavoro pulito per poter ottenere e conservare il permesso di soggiorno. Presumibilmente, le norme proposte dal governo finiranno invece per indurre gli irregolari più miti e operosi, magari entrati regolarmente, ma con un permesso di soggiorno scaduto, a vivere come «clandestini». Sono norme sbagliate come parte di una seria politica sull’immigrazione (su cui questo governo balbetta almeno quanto i suoi predecessori), ma hanno anche un difetto molto più grave: minano diritti fondamentali ed inalienabili della persona (come la formazione della famiglia, il riconoscimento alla nascita, la cura e l’istruzione dei figli) la cui tutela non può dipendere dalla disponibilità o meno del permesso di soggiorno dei genitori. Allo stesso tempo, vengono fatti gravare oneri crescenti su quanti sono regolari o richiedono di essere regolarizzati: ad esempio, il contributo per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno sale da 72 fino a 200 euro. Mentre oggi corrisponde ai costi amministrativi per il rilascio (che è quanto si richiede ad un cittadino italiano per ottenere la carta di identità o la patente), domani diventerà una specie di tassa. Quanto all’estensione del periodo di fermo nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie), una direttiva dell’Unione Europea dice che gli stati membri possono trattenere un cittadino di un paese terzo per prepararne il rimpatrio solo se sussiste un pericolo di fuga o se l’immigrato ostacola la preparazione dell’allontanamento. Nel progetto del governo, una persona può essere tenuta coattivamente nei Cie per un periodo fino a sei mesi anche se il paese da cui proviene non coopera al suo rimpatrio o ci sono ritardi nell’ottenimento da parte di amministrazioni straniere della documentazione necessaria; quindi per ragioni indipendenti dalla sua volontà. Salvatore Vassallo si è chiesto giustamente:«cosa direbbero gli avvocati garantisti del premier se misure molto meno arbitrarie fossero applicate alla libertà di “persone eminenti”?»
Detto questo, quello che abbiamo di fronte è un governo razzista? A ben guardare, mi sembra piuttosto preda del populismo. Il governo ha senza dubbio delle responsabilità nella diffusione dell’intolleranza; nella sommarietà burocratica verso i richiedenti asilo; nel sentimento di divisione che, soprattutto la Lega, rilancia in ogni occasione. Inoltre, il centrodestra è poco sensibile all’impostazione di una vera politica di integrazione lasciando prevalere gli aspetti restrittivi e separanti. Non è un mistero per nessuno che l’idea di territorio della Lega, che piace a molti comunitaristi, tende infatti a produrre un sentimento di esclusione che va molto oltre il problema dell’immigrazione. A questo si può aggiungere che la destra ha utilizzato politicamente il senso di insicurezza  (anche perché la sinistra lo ha trascurato, considerandolo ideologicamente di destra), ha puntato più sulla repressione che sull’integrazione, ha spianato la strada agli aspetti di inimicizia sociale. Ma è in questi vuoti, in queste ambiguità, che deve entrare l’opposizione, correggendo, proponendo, discutendo dentro e fuori del parlamento, affrontando i problemi reali senza condanne sommarie, senza evocare fantasmi. Basterebbe rifarsi alle cose sensatissime che ha detto domenica scorsa Fassino. Ricordando che la sicurezza è il primo diritto di libertà per il cittadino comune. Se, infatti, nelle nostre città, dovesse venir meno la sicurezza, come faremo ad esercitare la libertà?

In Aula
APPROVATE LE NORME SULLA SICUREZZA PUBBLICA
VIA LIBERA ALLE RATIFICHE DI ACCORDI INTERNAZIONALI

Lunedì 11 si è svolta la discussione generale dei seguenti disegni di legge già approvati dal Senato: Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione nella lotta alla criminalità, fatto a Roma il 5 novembre 2003 ( C2226 ); Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Belarus per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Minsk l’11 agosto 2005 ( C2294 ); Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Croazia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatto a Roma il 29 ottobre 1999 e Scambio di Note correttivo effettuato a Zagabria il 28 febbraio 2003, il 7 marzo 2003 ed il 10 marzo 2003 (C2363 ); Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Slovenia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Lubiana l’11 settembre 2001 ( C2362 ). Successivamente ha avuto luogo la discussione generale delle mozioni Franceschini ed altri n. 1-00161, Iannaccone ed altri n. 1-00168, Vietti ed altri n. 1-00170, Cicchitto ed altri n. 1-00171 e Di Giuseppe ed altri n. 1-00172 concernenti iniziative volte a favorire l’inserimento dei giovani del Mezzogiorno nel mercato del lavoro; delle mozioni Mancuso ed altri n. 1-00136, Farina Coscioni ed altri n. 1-00133, Livia Turco ed altri n. 1-00166, Nunzio Francesco Testa ed altri n. 1-00167 e Palagiano ed altri n. 1-00173 concernenti iniziative per la prevenzione e la cura dell’AIDS; delle mozioni Cota ed altri n. 1-00076 e Evangelisti ed altri n. 1-00169 concernenti una moratoria per la costruzione di nuove moschee e centri culturali islamici.
Martedì 12 il Ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione degli emendamenti del Governo 1.1000, 2.1000 e 3.1000 i cui contenuti sostituiscono l’articolato del disegno di legge, già approvato dal Senato, recante  Disposizioni in materia di sicurezza pubblica ( C2180/A ).
Mercoledì 13 la Camera ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione dei suoi emendamenti 1.1000, 2.1000 e 3.1000 presentati al disegno di legge, già approvato dal Senato, recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica (C2180/A). Si è passati quindi alla trattazione degli ordini del giorno ed il seguito del dibattito è stato rinviato ad altra seduta.
Giovedì 14 la Camera, dopo aver votato gli ordini del giorno, ha approvato il disegno di legge, già approvato dal Senato, recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica ( C2180/A ). Il provvedimento è tornato all’esame dell’altro ramo del Parlamento. Successivamente sono stati approvati in via definitiva i seguenti disegni di legge già approvati dal Senato: Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione nella lotta alla criminalità, fatto a Roma il 5 novembre 2003 ( C2226 ); Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Belarus per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Minsk l’11 agosto 2005 ( C2294 ); Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Croazia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatto a Roma il 29 ottobre 1999 e Scambio di Note correttivo effettuato a Zagabria il 28 febbraio 2003, il 7 marzo 2003 ed il 10 marzo 2003 ( C2363 ); Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Slovenia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Lubiana l’11 settembre 2001 (C2362 ).

In Commissione
NORME IN MATERIA DI CITTADINANZA: PROSEGUE L’ESAME
La I Commissione Affari costituzionali, in sede referente, ha proseguito l’esame delle seguenti proposte di legge: Differimento del termine per la presentazione della richiesta, da parte di movimenti o partiti politici, dei rimborsi delle spese per le elezioni politiche svoltesi nell'anno 2008 (C17 Brugger - rel. Lorenzin, PdL); Introduzione dell'articolo 114-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di reati elettorali (C465 Formisano - rel. Tassone, UDC); Norme in materia di cittadinanza (C103 Angeli e abb. - rel. Bertolini, PdL); Modifica della legge 22 novembre 1988, n. 516, recante approvazione dell’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione ( C2262 Governo, approvata dalla 1a Commissione Affari costituzionali del Senato - rel. Zaccaria, PD); Modifica della legge 5 ottobre 1993, n. 409, di approvazione dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione ( C2321 Governo, approvata dalla 1a Commissione Affari costituzionali del Senato - rel. Zaccaria, PD). In sede di atti del Governo, ha iniziato l’esame dei seguenti schemi di regolamenti: Modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, nonché al regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 luglio 2001, n. 307 (atto n. 72 - rel. Volpi, LNP); Regolamento di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (atto n. 76 - rel. Orsini, PdL); Regolamento di organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (atto n. 77 - rel. Orsini, PdL).

USURA ED ESTORSIONE: SVOLGIMENTO DI AUDIZIONI
La II Commissione Giustizia, nell’ambito dell’esame del progetto di legge in materia di usura ed estorsione, nonché composizione delle crisi da sovraindebitamento ( C2364, approvato dal Senato, e petizione n. 638 - rel. Bongiorno, PdL), ha svolto le audizioni informali del Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Giosuè Marino, del sindaco del Comune di Vittoria, Giuseppe Nicosia, e di rappresentanti di Associazione bancaria italiana, Consulta nazionale antiusura, Osservatorio sulle crisi d’impresa, Centro studi di diritto fallimentare di Bari, Associazione italiana società di referenza creditizia e Federazione delle associazioni antiracket ed antiusura,.

RATIFICA DELL’ACCORDO SULLA FORZA MULTINAZIONALE DI PACE PER L’EUROPA SUD-ORIENTALE: AVVIO DELL’ESAME
Durante la settimana, la III Commissione Affari esteri ha esaminato l’atto del Governo n. 73 - rel. Narducci (PD), Intese raggiunte dal Governo italiano con i Paesi membri dell'Unione europea per garantire le condizioni necessarie per l'esercizio del voto degli italiani residenti nei Paesi membri dell'Unione europea nelle elezioni per il Parlamento europeo, esprimendo parere favorevole con osservazioni. La Commissione ha poi iniziato l’esame in esame in sede referente del disegno di legge C2259 Governo, Ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla Forza multinazionale di pace per l’Europa Sud-orientale, con cinque annessi, firmato a Skopje il 26 settembre 1998, del Protocollo aggiuntivo firmato ad Atene il 12 gennaio 1999, del secondo Protocollo aggiuntivo, con annessi, firmato a Bucarest il 30 novembre 1999, del Terzo Protocollo aggiuntivo firmato ad Atene il 21 giugno 2000, del Quarto Protocollo aggiuntivo, con allegati, firmato a Roma l’11 dicembre 2002 – rel. Renato Farina (PdL). Il provvedimento è stato inviato alle Commissioni competenti per l’espressione dei previsti pareri. Inoltre il Comitato permanente sugli italiani all’estero costituito in seno alla Commissione si è riunito per svolgere l’audizione informale del Segretario Generale del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE). Infine, il Comitato permanente sugli obiettivi di sviluppo del Millennio costituito in seno alla Commissione si è riunito per svolgere, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, l’audizione di componenti della Commissione per l’aiuto allo sviluppo dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (CSE/DAC).

DELIBERATA PROROGA DI TERMINE DELL’INDAGINE CONOSCITIVA SUL SOSTEGNO ALLE AREE SOTTOUTILIZZATE
La V Commissione Bilancio ha deliberato la proroga al 31 dicembre 2009 del termine di conclusione dell’indagine conoscitiva sull’efficacia della spesa e delle politiche di sostegno per le aree sottoutilizzate. Ha espresso parere favorevole con osservazione sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente l’individuazione delle risorse necessarie per sottoscrivere strumenti finanziari delle banche (atto n. 78 - rel. G. Alfano, PdL).Per la deliberazione di rilievi alla I Commissione Affari costituzionali, ha espresso una valutazione favorevole sullo schema di regolamento di organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (atto n. 76 - rel. Toccafondi, PdL), ha avviato l’esame dello schema di regolamento di organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (atto n. 77 - rel. Toccafondi, PdL) e ha espresso parere favorevole sul disegno di legge recante Modifica della legge 5 ottobre 1993, n. 409, di approvazione dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione ( C2321 rel. Toccafondi, PdL). Per il parere alla IX Commissione Trasporti, ha proseguito l’esame del testo unificato dei progetti di legge recanti Disposizioni in materia di sicurezza stradale ( C44 e abb. - rel. Ceroni, PdL). Ha infine proseguito la discussione della risoluzione 7-00149 Vannucci, pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese creditrici.

EQUIPOLLENZA DEL DIPLOMA DI LAUREA IN SCIENZE MOTORIE AL DIPLOMA DI LAUREA IN FISIOTERAPIA: SVOLTE AUDIZIONI
Nel corso della settimana la VII Commissione Cultura ha iniziato in sede di atti del Governo, l’esame  della proposta di nomina del dottor Sergio Gelardi a componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia (nomina n. 34 – rel. Ceccacci Rubino, PdL). In sede di deliberazione di rilievi su atti del Governo, per l’espressione di rilievi alla I Commissione, ha avviato l’esame dello schema di regolamento recante modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, nonché al regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali (atto n. 72 – rel. Granata, PdL). La Commissione ha altresì svolto, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato della ricerca, l’audizione di rappresentanti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla proposta di legge C2131, in materia di equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia, l’audizione di rappresentanti dell’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Confederazione delle Associazioni provinciali dei diplomati Isef e Laureati in Scienze motorie (Capdi&LSM) e di Doctor in Motor Science Association (DMSA); dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) e della Federazione italiana educatori fisici e sportivi (FIEFS).

AUDIZIONE SUL DISAGIO CAUSATO DAL CROLLO DEL PONTE SUL PO
La VII Commissione Ambiente ha svolto l’audizione informale del Presidente dell’ANAS Spa in merito alla situazione di disagio causata dal crollo del ponte che collega l’Emilia alla Lombardia in seguito alla piena del fiume Po.

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