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Newsletter n. 18/10
29 maggio 2010
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Editoriale di Alessandro Maran
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La settimana scorsa, dopo che i giornali avevano dato rilievo al presidente della Camera Fini che parlava di settimana cortissima per i lavori parlamentari, avevo messo un post sul mio blog. Mi domandavo, sollecitato anche da mia moglie, come venisse percepito il mio impegno a Montecitorio di fronte ai continui attacchi all’istituzione Parlamento da parte dei media e, in quel momento, anche da parte del suo presidente. Per cercare di dimostrare che non siamo tutti fannulloni o membri della cricca o ricchi sfondati raccontavo del lavoro di un deputato (che non si esaurisce nel voto in aula, ma comprende gli impegni in commissione o nel territorio dove incontriamo/ascoltiamo la gente che poi ci dà o ci nega il voto pure in queste Camere di comandati) e, per maggiore trasparenza, aggiungevo anche l’ammontare del mio stipendio e il contributo che verso al mio partito, il PD, sottolineando anche di essere un privilegiato rispetto a moltissimi italiani sottopagati o disoccupati. Quelle 50 righe volevano essere un monito per tutti, anche per me: dobbiamo riformare il Parlamento (noi proponiamo di dimezzare il numero dei parlamentari), ma smettiamo di denigrare la democrazia rappresentativa e il bilanciamento che anche queste nostre Camere fanno a un esecutivo che la fa già da padrone, ma che potrebbe spingersi molto più in là. Berlusconi se la gode ogni volta che il Parlamento e chi lo popola è sotto accusa. Molti vorrebbero che queste Aule fossero occupate soltanto dai ricchi, che si tornasse a quelle sabaude, formate da conti e da marchesi, da qualche vescovo e dai presidenti degli ordini professionali. Sono finito in un articolo di Repubblica a far da chiusura a un’inchiesta in cui si parlava di tagli agli emolumenti degli onorevoli. Il mio allarme sulla concreta minaccia di un presidenzialismo sudamericano, è diventata la difesa del mio stipendio e non dell’istituzione nella quale sono orgoglioso (visto che vengo “dal basso”) di portare le istanze di chi mi ha dato fiducia. E sono finito nel tritacarne del web e nella cronaca dei giornali locali, che si sono alimentati a vicenda. Amarezza a parte, resto dell’idea che il Parlamento non sia soltanto un costo. Nonostante le contraddizioni, i ritardi e gli errori, l’Italia repubblicana è riuscita non solo a conservare la democrazia, ma a consolidarla, garantendo oltre 50 anni di pace, di sviluppo e di progresso come mai nella storia della penisola. Basterebbe questa constatazione a ricordare la superiorità della democrazia rappresentativa rispetto a qualsiasi altra forma di regime politico. E resto dell’opinione che quando i mezzi di informazione avranno finito di raccontare che siamo tutti quanti, senza distinzione alcuna: inutili/fannulloni/truffatori/puttanieri, non basterà un editoriale o qualche mail a rimettere tutto a posto. L’ultima volta che è il Parlamento è stato chiuso (un intervento sul blog ha ricordato le invettive che l‘ala extra-parlamentare ha sempre lanciato contro il “cretinismo parlamentare” dei traditori corrotti della classe operaia), per riaprilo è corso molto sangue e il Paese è stato ridotto in macerie.
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La manovra del Governo è priva di qualunque riforma di Michele Ventura
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Hanno gettato la maschera di fronte al Paese: contrariamente a quanto hanno sempre detto, la finanza pubblica non è affatto sotto controllo e, per mantenere gli impegni presi da mesi in sede europea, è necessaria una manovra da quasi 25 miliardi di euro, dovuta unicamente alla loro incapacità di governare e che colpirà i soliti noti. A partire da quei dipendenti pubblici che guadagnano 1200 euro al mese! Commentiamo qualcosa che cambia di ora in ora perché il testo licenziato dal Cdm è ancora soggetto alle trattative private dei ministri del centrodestra, ma quel che leggiamo non ci piace. La manovra più importante degli ultimi anni (alla fine la cifra sarà molto più alta dei 24 miliardi annunciati) è priva di qualunque riforma; non ha misure a favore della crescita (l'Irap zero al Sud non ha risorse); pesa per poco meno della metà sugli Enti locali (aumenteranno le tasse locali e verranno tagliati i servizi ai cittadini); contiene un condono mascherato che premia chi non ha rispettato la legge... L’unica buona notizia è la riscoperta della lotta all’evasione, il cui abbandono negli ultimi due anni ci è costato molti miliardi rimasti nelle tasche degli evasori. Particolarmente positiva è la reintroduzione del tetto a 5.000 per l’uso del contante a fini antiriclaggio e antievasione, un tetto introdotto dal governo Prodi e immediatamente innalzato da Berlusconi nel giugno 2008. Né equità, né sviluppo, ma noi, che da due anni denunciamo la gravità della situazione, non ci sottrarremo al confronto politico in Parlamento per migliorare la manovra con le nostre proposte.
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trasporti
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dicendo ‘no’ a nuovi 1.000 treni la maggioranza lascia soli milioni di pendolari
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Il Governo e la maggioranza hanno affossato la nostra legge per l’acquisto di nuovi 1.000 treni da destinare alle linee ferroviarie più battute dai pendolari. E’ stata così sciupata un'occasione unica, forse irripetibile, per rispondere alle esigenze dei 13 milioni di cittadini che ogni giorno viaggiano stipati in carrozze obsolete, sporche e prive di ogni comodità. Era anche un modo per rilanciare la mobilità sostenibile e rispondere agli impegni internazionali in tema di clima e ridare ossigeno all’industria ferroviaria del paese. Purtroppo, il governo si è piegato alla volontà dei petrolieri che contestavano la copertura finanziaria della legge: siamo davanti ad un’altra brutta pagina di questa legislatura.
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i temi della settimana
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| lavoro |
| Più facile il rientro di giovani talenti italiani |
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L’approvazione della proposta di legge voluta dal Pd sul cosiddetto rientro dei cervelli, appoggiata da tutti i gruppi parlamentari per riattrarre nel nostro paese giovani talenti impegnati all’estero, è un segnale estremamente positivo. Saranno in molti, infatti, a poter beneficiare di importanti sgravi fiscali deliberati a favore delle aziende intenzionate ad assumerli in Italia. Tutto ciò consentirà di sostenere il ritorno dei nostri ragazzi che sono in giro per il mondo e di favorire tutti i laureati impegnati all'estero che potranno così riportare in Italia le loro competenze.
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Dichiarazioni di Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro |
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| lotta alla mafia |
| Approvato Piano straordinario: una cornice da riempire |
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Il Piano antimafia approvato alla Camera con il nostro voto è un punto di partenza, una cornice che deve essere riempita con contenuti in grado di realizzare davvero un contrasto duro alla criminalità organizzata. Abbiamo voluto dare un contributo per migliorare il provvedimento, ottenendo l’approvazione di norme, come la tracciabilità dei flussi finanziari per le imprese – anche per i finanziamenti comunitari - che rendono il provvedimento uno strumento importante per il controllo delle infiltrazioni mafiose. Ma resta la preoccupazione per la reale volontà politica del Governo di attuazione del piano; la volontà di limitare l'uso delle intercettazioni è un segnale molto negativo, noi restiamo convinti che l'unica via d'uscita, infatti, sia il ritiro del Ddl.
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Dichiarazione di voto di Lanfranco Tenaglia |
Comunicati di Donatella Ferranti e Laura Garavini |
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il question time
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| Chimica: ci auguriamo che le risposte del governo sul caso Vinyls non siano elettorali, servono risposte definitive
Il testo del question time
I comunicati di Ludovico Vico, di Giulio Calvisi e Guido Melis |
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in agenda la prossima settimana
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| Strage di Viareggio: sarà discussa nostra proposta per il risarcimento dei familiari delle vittime |
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Finalmente sarà discussa la nostra proposta di legge per risarcire i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Adesso il Governo dovrà dire come intende finanziarla. Si tratta di 20 milioni di euro da destinare alle famiglie e per ricostruire l'area colpita dal disastro. Dichiarazione di Dario Franceschini e Raffaella Mariani Proposta di legge di Silvia Velo
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| Nucleare: al voto la nostra mozione su disarmo e non-proliferazione |
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Il governo italiano svolga un ruolo attivo in sede internazionale sui temi del disarmo e della non proliferazione nucleare, partecipando da protagonista al dibattito in corso in tutte le sedi multilaterali. E' quanto chiede la nostra mozione - al voto della Camera - nella quale viene richiamata l'iniziativa dei ministri degli Esteri di Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Norvegia che, il 26 febbraio 2010, hanno inviato una lettera al Segretario generale della Nato per richiedere l'apertura di un dibattito sul ritiro delle armi nucleari tattiche statunitensi presenti sul territorio europeo. La mozione impegna il Governo a sostenere la richiesta di un dibattito in sede Nato sulla presenza di armi nucleari sul territorio europeo, sulla loro attuale funzionalità ed efficacia reale in termini di sicurezza collettiva, sulla opportunità di giungere, per consenso multilaterale, alla decisione di una loro riduzione. Comunicato di Federica Mogherini Testo della mozione Mogherini
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| Ratifiche di accordi internazionali: la lotta contro la tratta degli esseri umani fa un passo avanti |
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Oltre alla ratifica del trattato Italia-Qatar per evitare le doppie imposizioni sul reddito, l'aula dovrà dare l'ok alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Quest'ultimo è un provvedimento molto importante, da noi sollecitato, e che va nella stessa direzione della prosposta di legge firmata da Alessandro Maran, che è stato relatore del testo in commissione. L'approvazione di questa Convenzione segnerà un passo in avanti nel rispetto dei diritti umani fondamentali.
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notizie dalle Commissioni
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| Carceri: il governo non investe un euro per superare il sovraffollamento |
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Dopo lo stop imposto da Maroni è adesso Tremonti a bloccare il testo voluto dal ministro della Giustizia per alleggerire il sovraffollamento delle carceri. Maggioranza e governo si trovano quindi in un cul-de-sac dimostrato dal fatto che non hanno alcuna intenzione di investire un solo euro per superare la vera e propria emergenza umanitaria che si sta vivendo nei nostri istituti di pena.
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Dichiarazione di Donatella Ferranti
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| Sanità: su governo clinico Tremonti taglia e Fazio scardina |
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Il nuovo testo sul governo clinico presentato dal governo con tutta fretta in commissione Affari sociali scardina il Servizio sanitario nazionale. Il ministro Fazio assesta un duro colpo alla funzionalità del Ssn e alle garanzie di equità. Il testo del governo costituisce una lesione delle autonomie regionali, interviene a costo zero su un tema delicatissimo, come quello della valutazione dei professionisti e non risolve la commistione tra politica e sanità dal momento che non interviene sulle modalità di scelta dei dirigenti che non sarà legata esclusivamente al merito. È un provvedimento che riporta il nostro sistema indietro di oltre 20 anni reintroducendo il conflitto d'interessi nelle corsie. È infatti molto grave la norma che porta a regime la cosiddetta intramoenia allargata, permettendo così ai medici di fare attività pubblica negli ospedali continuando l'attività privata nei propri ambulatori.
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Comunicato di Margherita Miotto e Donata Lenzi |
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