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Newsletter n. 15/10
8 maggio 2010
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Ma mi faccia il piacere! di Alessandro Maran
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| «Se dovessi acclarare che la mia abitazione, nella quale vivo a Roma, fosse stata pagata da altri, senza saperne io il motivo, il tornaconto e l'interesse, i miei legali decideranno le azioni necessarie per l'annullamento del contratto di compravendita. Non potrei, come ministro della Repubblica, abitare in una casa in parte pagata da altri. Questa e' la motivazione principale che mi spinge a lasciare». Non è una barzelletta. Lo ha dichiarato Claudio Scajola nella conferenza stampa al dicastero per annunciare le sue dimissioni da ministro dello Sviluppo economico dopo la bufera che lo ha visto coinvolto in questi giorni. Giovanotto, direbbe Totò, ma mi faccia il piacere! |
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Ricorrono sempre alla fiducia di Michele Ventura
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A un’opposizione che ha dimostrato grande responsabilità, anche questa settimana ha risposto un esecutivo arrogante e debole. Avevamo garantito tempi certi per il voto finale sul decreto incentivi, chiedendo però almeno l'esame di pochi e qualificati emendamenti. Si è votata invece la 32a fiducia di questa legislatura su un provvedimento che scadrà soltanto alla fine di questo mese. Inutile dire che l’unica motivazione che spinge l’esecutivo a ricattare la propria maggioranza con questo tipo di voto è la totale mancanza di fiducia, appunto, nei parlamentari che potrebbero mettere a rischio le norme volute dal governo con comportamenti difformi. In un momento drammatico per l’intera Europa, attraversata da tutti i pericoli che porta con sé il tracollo della Grecia, avremmo bisogno di un governo stabile e reattivo. Ma anche per sapere qual è la reale situazione economica dell’Italia, la tenuta delle sue banche e dei suoi conti, c’è voluta l’opposizione, il Pd, a chiamare Tremonti in Parlamento.
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caso Scajola
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Dopo il danno la beffa: Berlusconi assume l'interim anche delle telecomunicazioni
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Le vicende che stanno coinvolgendo diversi esponenti del governo e del centrodestra delineano l’esistenza di una vera e propria questione morale. Ciò che emerge è un intreccio tra meccanismi non trasparenti negli appalti pubblici, responsabilità di pubblici ufficiali e, da quello che si capisce, di esportazione illecita di capitali che poi rientrano con le normative volute dal governo con lo scudo fiscale. La linea parlamentare tenuta dal Pd nei confronti del caso Scajola "il ministro chiarisca o si dimetta" si è mostrata la strada giusta da seguire. In tutto questo scenario emerge l’insostenibilità del conflitto d’interesse, in capo al presidente del consiglio che, dopo le dimissioni di Scajola, ha assunto l’interim del ministero delle attività produttive ossia del dicastero che ha competenza in materia di telecomunicazioni.
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i temi della settimana
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| decreto incentivi |
| Stanziati pochi spiccioli, nessun effetto positivo per famiglie e imprese |
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Il provvedimento sugli incentivi votato dalla Camera è del tutto insufficiente. Sono state stanziate poche risorse, già esaurite prima dell’approvazione del Parlamento. Mentre le famiglie fanno i conti ogni giorno con l’aumento di tariffe, tasse e costo dei carburanti, la destra impone il voto di fiducia su un decreto che non prevede niente per il sostegno ai salari e alle imprese. Fra l’altro, le procedure previste dal governo per richiedere gli incentivi sono farraginose e complicano la vita ai negozianti e ai loro commercialisti. Il governo non ha voluto ascoltare l’opposizione che aveva presentato pochi emendamenti. Nel testo è presente anche una nuova sanatoria: sarà sufficiente pagare il 5 per cento delle controversie tributarie pendenti in Cassazione, un altro tassello in direzione opposta all’equità fiscale.
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Dichiarazione di voto di Andrea Lulli e Alberto Fluvi |
Comunicati di Alberto Fluvi, Andrea Lulli, Erminio Quartiani e Ludovico Vico |
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| università |
| La situazione è grave, insostenibili nuovi tagli |
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“La situazione in cui si trovano gli atenei è gravissima e i dati forniti dal governo sono inquietanti perché confermano che il fondo di finanziamento ordinario subirà, di fatto, un’ulteriore riduzione delle disponibilità di circa il 2 per cento nel 2010 e un taglio di circa un miliardo nel 2011”. E’ quanto ha replicato il capogruppo del Pd Dario Franceschini alle parole “del tutto insufficienti” del ministro Elio Vito chiamato a rispondere, nel corso del question time, ad una richiesta precisa posta dalla collega Manuela Ghizzoni, ovvero “se il Fondo per il finanziamento ordinario delle Università, già decurtato di circa 300 milioni di euro, nel 2009 subirà nei fatti ulteriori diminuzioni.”
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Testo dell'interrogazione, interventi in aula di Manuela Ghizzoni e Dario Franceschini |
Comunicato di Dario Franceschini e Manuela Ghizzoni |
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| crisi greca |
| Servono più Europa e sostegno allo sviluppo |
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Durante il dibattitto sull'informativa del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, è intervenuto in aula il responsabile esteri del Pd Piero Fassino che ha invitato il governo attuale almeno a riconoscere i meriti di quello precedente di centro sinistra sull'azione di messa in sicurezza dei conti pubblici. Serve però - ha aggiunto - maggiore determinazione nel sostenere politiche europee indirizzate allo sviluppo, cosa che non è stata fatta ad esempio con il decreto incentivi.
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Intervento in aula di Piero Fassino |
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le interpellanze urgenti
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in agenda la prossima settimana
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cooperazione allo sviluppo
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Nasca la nuova banca euro-mediterranea
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Se è vero, come indicato da una legge dello Stato, che la cooperazione allo sviluppo è parte qualificante della politica estera italiana, il governo deve attivarsi nelle opportune sedi internazionali per assicurare il necessario supporto alla trasformazione del Fondo euro-mediterraneo d’investimento e partenariato (Femip), braccio finanziario della Banca europea per gli investimenti (Bei), in un nuovo istituto, la Banca euro-mediterranea per lo sviluppo. È indispensabile un nuovo soggetto che stimoli la crescita e la redistribuzione economica, in particolare nelle zone deboli e sottoutilizzate dell’area euro-mediterranea. Su questo il Pd ha presentato una mozione che verrà discussa in aula.
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Mozione Sergio D'Antoni |
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previdenza
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Sul "contributo integrativo per liberi professionisti" auspichiamo massima convergenza
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Sulla proposta di legge per un contributo integrativo previdenziale per le attività libero professionali auspichiamo la massima convergenza in parlamento. Si tratta di un passo in avanti in direzione di un sostegno concreto per gli iscritti alle casse professionali: i liberi professionisti, al pari dei lavoratori dipendenti, hanno diritto a beneficiare di adeguate prestazioni previdenziali e assicurative, ma attualmente percepiscono pensioni significativamente basse, soprattutto quando si tratta di professioniste donne.
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Intervento in Commissione di Maria Luisa Gnecchi |
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