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Newsletter 7/2009

Lunedì 16 febbraio 2009

In questo numero:


In Aula: approvato il ddl Brunetta
In Commissione: avviato l’esame del trattato di Prüm sulla cooperazione per il contrasto al terrorismo (rel. per la III Commissione: Maran – PD)
Sul Blog: il diritto alla cura e la libertà di rifiutare la cura

 

Sul blog

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IL DIRITTO ALLA CURA E LA LIBERTA' DI RIFIUTARE LA CURA
Eluana è morta, dopo aver vissuto in uno stato di coma vegetativo irreversibile dalla notte del 18 gennaio 1992, giorno del tragico incidente stradale che la ridusse in fin di vita. La scomparsa di una persona, di una giovane donna, è sempre una tragedia che tocca tutti noi nel profondo. Ma, come ha detto D’Alema, «è anche la fine di una strumentalizzazione indegna». Ora il disegno di legge del governo sul caso Englaro è stato abbandonato e il Senato ripartirà dall'esame in commissione Sanità dei ddl sul testamento biologico; e forse si potrà avere una discussione seria e serena per una legge civile sul Testamento biologico, senza guerre di religione e nel rispetto della persona. A dire il vero, non ne sono sicuro perché non sarà facile uscire dalla grave crisi etica, oltre che istituzionale, nella quale è precipitato il Paese. E c’è il rischio di uscirne con un passo indietro, con un imbarbarimento nel dibattito pubblico.
Gianfranco Moretton qualche giorno fa, indossata l’uniforme della Guardia svizzera, mi ha rivolto una vera e propria paternale (intitolata «La libertà della democrazia!») che suppongo abbia diffuso e che riporto integralmente: «Replico a Maran, perché mi pare inequivocabile che nel suo primo intervento, volesse limitare la libertà della Chiesa, nella figura del vescovo di Udine, ad esprimere il proprio parere! Il mio intervento voleva solo riportare equilibrio e riconoscere il diritto di "espressione" anche alla Chiesa, in virtù della libertà democratica che, forse, Maran non ha ancora sufficientemente maturato. Del resto, se Maran sapesse applicare alla lettera le sue stesse dichiarazioni di libertà e democrazia, non ci sarebbe stato nulla da dire. Ma forse, egli, teme così tanto l’influenza della Chiesa, che vorrebbe negarle il diritto di espressione. Devo dire che in quell’occasione, credevo di essere stato chiaro quando, ipotizzando la formulazione di una legge che in Italia ancora non c'è, sostenevo che dovrà rispecchiare l'opinione e i valori di tutti coloro che dovranno approvarla a maggioranza. E, ancora, ritengo che non dobbiamo rischiare di perdere la nostra identità culturale e storica per essere “multietnici”. Infine ribadendo che l’etica e la morale non appartengono in esclusiva solo a una parte politica, è vero però che ogni politico rappresenta il proprio credo e la propria morale ideologica. E, ciò per dire che in una democrazia libera, prevalgono le scelte definite dalla maggioranza che le rappresenta. Il richiamo fatto da Maran ad Aldo Moro, per avvalorare le sue convinzioni in merito alla questione Eluana, è inopportuno e fuorviante, perché trattasi di considerazioni post referendum che avevano il significato di accettare la decisione del popolo sovrano. Ora, chiedo a Maran: di fronte a un referendum sull’applicazione dell’”eutanasia” in Italia, chi di noi due potrebbe avvalersi delle parole di Aldo Moro?»
Insomma, quel che ho detto ha subito nell’interpretazione di Moretton una deformazione caricaturale oltre che riduttiva. In altre parole, ha preso un mio concetto, lo ha ridotto come gli faceva comodo e, con l’accostamento all’eutanasia, lo ha reso facile bersaglio della disapprovazione pubblica. Che cosa avevo detto all’arcivescovo Pietro Brollo, che, in un suo intervento, aveva criticato la disponibilità della casa di riposo «La Quiete»? Una cosa molto semplice: «credo che una cosa meriti di essere riaffermata: nessuno chiede ai credenti di rinunciare a testimoniare la loro fede, ma tutti chiediamo loro di non imporre le loro scelte agli altri». «L’insegnamento della Chiesa vale per i fedeli, ma non per i cittadini fra i quali, in una società plurale come la nostra, ci sono – in larga maggioranza – i miscredenti, gli agnostici, i seguaci di altre religioni», aggiunge Maran, che conclude: «La Chiesa è ovviamente libera di appellarsi alla legge divina. Ma quando cerca di influenzare la legge civile - in questo caso l’attuazione di una sentenza della Cassazione - commette un abuso perché toglie al cittadino una scelta che appartiene soltanto a lui». Questa è la mia opinione: personale, s’intende. Come pretendono di essere tutte le opinioni. Con questa mia opinione ho messo forse in pericolo «la libertà della Chiesa», il suo «diritto di espressione»? Ma mi faccia il piacere!, direbbe Totò…
Le religioni hanno tutto il diritto di agire nello spazio pubblico dove si formano opinioni e decisioni. Ed è ovvio che la Chiesa deve esercitare pienamente il suo magistero spirituale. Del resto, i vescovi sostengono legittimamente e liberamente i principi dell’etica cattolica e le posizioni dei cattolici hanno ampio spazio su tutti i media. Ma in un dibattito pubblico il punto di partenza è riconoscere che ci sono idee diverse del bene, idee diverse del valore della vita, di cosa è giusto fare in una certa situazione. Non posso entrare in un dibattito pubblico pensando e dicendo che chi la pensa in un modo diverso da me è per il male contro il bene. Questo è il punto. I principi costituzionali non possono essere revocati in dubbio contrapponendo ad essi altri valori «non negoziabili», che nella religione cattolica troverebbero un fondamento così forte da imporli ad ogni altro. Gustavo Zagrebelsky ha più volte messo in evidenza come ciò apra un conflitto insanabile con la stessa democrazia. O Moretton pensa davvero, che sia corretto chiedere, come fa la Cei, che una legge dello Stato sposi un convincimento proprio dell’etica cattolica, obbligando a sottostarvi anche chi non condivide quella convinzione? Senza contare che la legge che la Chiesa chiede assorbe nella dimensione statale tutte le decisioni etiche coinvolte (personali, familiari) e questo, come sottolinea ancora Zagrebelsky, è il contrario della sussidiarietà e assomiglia molto allo Stato etico, allo Stato totalitario.
Forse a Moretton sarà sfuggito, ma venuta meno la mediazione svolta dalla Dc, la Chiesa oggi agisce in presa diretta sulla politica italiana. Nella debolezza della situazione politica italiana, la pressione della Chiesa si sta manifestando con una intensità sconosciuta in altri paesi. Quando, ad esempio, in Francia, in Belgio, in Germania, in Spagna o in Olanda, sono state affrontate, e in modo assai più radicale, analoghe questioni intorno alla vita. Sarà che l’Italia è un terreno di conquista più agevole, sarà che nel «cortile di casa» la Chiesa ritiene inammissibile quel che altrove è disposta a tollerare, fatto sta che la Chiesa si comporta come un soggetto politico tra gli altri e come tale deve essere considerata. Ma entrando direttamente nella politica la Chiesa «relativizza» sé e i suoi valori, non può pretendere trattamenti privilegiati. Sarebbe una pretesa autoritaria, incompatibile appunto con la democrazia.
Aggiungo che il contesto in cui siamo chiamati a decidere è caratterizzato dal confronto permanente tra la «cultura della rivelazione» e la «cultura della ragione». Si tratta di un contesto internazionale, visto che il nuovo secolo si è aperto con la «rivincita di Dio» e la conseguente proliferazione dei fondamentalismi religiosi che minacciano, con il loro fanatismo, la laicità dello Stato. Da qui il fatto che i temi della secolarizzazione sono oggi in tutto il mondo occidentale al centro del dibattito pubblico e dell’agenda politica. E si tratta di temi di importanza fondamentale perché investono i principi morali sui quali si basa lo Stato moderno. Che come osserva Luciano Pellicani, «è – e non può non essere, senza, per ciò stesso, negare se stesso – uno Stato non-confessionale, che riconosce e tutela la libertà di religione. Una libertà che correrebbe un grave pericolo qualora fosse accolto il principio della superiorità della legge di Dio sulla legge dello Stato». Che il problema della laicità dello Stato sia oggi ineludibile è confermato dal fatto che a soli tre giorni dal suo insediamento Barack Obama ha sospeso il divieto di ricevere finanziamenti pubblici imposto a organizzazione private che praticano o sostengono l’aborto e ha dato il via libera alla sperimentazione di cellule staminali embrionali per curare malati con lesioni spinali. Il cardinale Fisichella ha accusato Obama di dogmatismo ideologico e di arroganza. In realtà non ha fatto altro che restaurare quello che Thomas Jefferson chiamava il «muro di separazione» fra lo Stato e la religione, grazie al quale la società americana ha potuto godere della più ampia libertà di culto e di proselitismo in un quadro normativo rigorosamente garantista. A proposito, non dovevamo guardare alle esperienze d’oltreoceano? Do you, Moretton?
Sostiene poi Moretton che «non dobbiamo rischiare di perdere la nostra identità culturale e storica per essere “multietnici”». Qui Moretton non ha capito il problema. Non riesce cioè a comprendere che fra i cittadini italiani ci sono, e in larga maggioranza, miscredenti, agnostici e diversamente credenti, cioè seguaci di altre religioni. Tutta gente che non indossa il turbante o il sari, non viene dal Camerun, ma vive qui da secoli e mangia polenta. Chi non sa e non ammette in ogni istante della sua vita questo - che ci sono idee diverse del bene, idee diverse del valore della vita, di cosa è giusto fare in una certa situazione - non sa cos’è un rapporto democratico, né umano, con gli altri. Viene a galla piuttosto, con chiarezza, la convinzione che esiste un deposito di valori e di norme di comportamento immutabile poiché di origine divina, di cui la gerarchia ecclesiastica detiene l’esclusivo monopolio. Ed emerge anche la negazione di una vita morale autentica per tutti coloro che non rispettano i principi dell’etica cristiana così come sono stabiliti dalla Chiesa. Ma le cose, ovviamente, non stanno così. Intanto, i valori etici e morali non sono patrimonio esclusivo dei cattolici e della Chiesa. Ricordo che l’etica laica non si fonda su un’entità esterna e superiore all’uomo, ma sulla centralità dell’uomo come fine e sulla democrazia procedurale. E poi basterebbe prestare attenzione al dibattito interno al mondo cristiano. Il modello di testamento biologico redatto dalla Conferenza Episcopale Spagnola «stabilisce sia vincolante e comunque vada rispettato quanto deciso dal paziente» e sottolinea come «la vita in questo mondo sia un dono e una benedizione divina, ma non il valore assoluto». Il filosofo cattolico Giovanni Reale vede nel caso di Eluana «un abuso da parte di una civiltà tecnologica che vuole sostituirsi alla natura» e avverte che «si è perduta la saggezza della giusta misura e la Chiesa, e il governo assieme a lei, sono vittime di questo paradigma culturale dominante, che avrebbe voluto tenere in vita Eluana contro natura». Il teologo cattolico Hans Küng ha ripreso tale tematica sul suo libretto relativo alla dignità della morte. Citando l’Ecclesiaste «c’è un tempo per nascere e un tempo per morire», il tempo per morire è determinato dalla mancanza di speranza di continuare a vivere nella dignità umana. Nessuno può essere spinto alla morte, ma neanche costretto alla vita. La decisione è in mano alla persona colpita e sofferente. Da qui la necessità di riprendere seriamente la funzione del «testamento biologico», che non è la richiesta di essere soppressi, ma quando le nostre facoltà di intendere e di volere non saranno più operanti, esprime la volontà di ricevere un trattamento volto al rispetto della propria morte, nel rifiuto di ogni intervento per il mantenimento di una sopravvivenza puramente biologica, sapendo che la nostra vera vita è nelle mani del Signore. Il prof. Daniele Garrone della Facoltà valdese di teologia ha scritto: «Rispettare la volontà di Giorgio Welby ed Eluana Englaro non obbliga nessun altro, mentre accogliere in etica pubblica i dettati delle gerarchie cattolico-romane obbliga Giorgio ed Eluana a morire come altri ha deciso, per di più – dico io – in nome di una astratta ideologia della vita a cui si pretende sia conferito uno status sovraordinato rispetto ad altre ideologie o visioni del mondo altrettanto rispettabili. Trattare l’altro come un fine e non come un mezzo è un criterio fondamentale di un’etica che si voglia universalistica. Potrebbe capitare anche a me di trovarmi nella situazione di Eluana. Voglio anch’io, in piena libertà e responsabilità, per me, che siano sospese le cure che potrebbero tenermi, anche per decenni, nello stato di Eluana. Rifiuto, per me, l’interpretazione secondo cui sarei fatto morire di fame e di sete. Quel tipo di alimentazione (…) fa parte di una serie di sofisticatissime cure, possibili solo da pochi attimi – se misuriamo il tempo sullo sfondo dell’evoluzione dello homo sapiens sapiens – grazie ad una del tutto "innaturale" tecnologia. È uno dei risultati dello sforzo umano di contrastare il corso naturale degli eventi e di combattere malattia, morte e dolore (che per me cristiano evangelico non ha alcun valore redentivo». Luca Savarino, coordinatore della Commissione bioetica della Tavola valdese: «Ritengo doveroso ribadire la posizione, mia personale e della Commissione bioetica della Tavola valdese, a sostegno della libertà di cura, che è sempre e contestualmente libertà di rifiutare la cura. La libertà individuale non va guardata con sospetto, non va identificata con l'arbitrio, va esercitata e rispettata. La mia speranza è che questa sentenza pungoli le coscienze e solleciti l’approvazione, da parte del Parlamento italiano, di una legge sulle direttive anticipate di fine vita». E il filosofo Hans Jonas, ebreo, ha affermato in un breve libretto sul diritto di morire che «quando la vita non ha più alcun valore per il paziente e per lui non è più degna di essere vissuta, egli ha il diritto di prendere possesso della propria morte, nella coscienza del suo incombere e nel rifiuto di dare luogo ad un residuo di vita a cui è negato il diritto di morire». Non vi è un dovere di vivere, ma vi è il diritto di vivere come fonte di tutti i diritti, incluso anche quello di morire. Che c’entra tutto questo con la multietnicità?
E aggiungo ancora, che c’entra l’eutanasia? Per come la vedo io, curare la vita biologica di una persona in stato vegetale permanente, tenerla in vita in quelle condizioni può violare la dignità della sua vita individuale. Non siamo d’accordo, e va bene. Ma perché rappresentare il nostro disaccordo per quello che non è? Perché parlare di eutanasia? Perché annullare la distinzione tra direttive anticipate ed eutanasia o suicidio? Perché dividere il mondo tra quelli che difendono la vita e quelli che vogliono uccidere? Questa è una rappresentazione falsa, che serve a svalutare a priori la posizione e gli argomenti di chi è favorevole al rifiuto delle cure (ivi compresa la nutrizione artificiale). I miei argomenti si possono trovare (legittimamente) non convincenti, ma perché piegarli a una interpretazione tendenziosa? Lo dico con le parole di Claudia Mancina: «Chi vuole lasciare andare Eluana, non trattenerla a tutti i costi in una vita vegetativa, lo ritiene un dovere di assistenza che nasce dal rispetto della dignità personale di chiunque si trovi in quella situazione, e considera questo, nelle circostanze date, il modo giusto di dare valore alla vita di una persona umana, cioè un essere che pensa, ama e soffre, e che, quando amava e pensava e soffriva, ha dato indicazioni, che vari tribunali hanno considerato attendibili, in questo senso». Si può ovviamente pensarla diversamente. Si può pensare che il valore della vita sia qualcosa che deve essere difeso a tutti i costi, anche nelle situazioni estreme, anche contro la persona interessata. Oggi i progressi della medicina ci pongono un problema inedito: quello di chi sopravvive alle tecniche di rianimazione, senza però recuperare nemmeno parzialmente la sua vita. E si tratta di questioni che non si risolvono facilmente. Ma io non voglio uccidere nessuno; voglio riconsegnare a me stesso, se dovessi trovarmi in quella situazione, e ad ognuno, la possibilità che ci sia un corso naturale delle cose. Accusare preventivamente e sommariamente tutti quelli che non la pensano come Moretton di volere l’eutanasia, e dunque di «causare la morte», è inaccettabile. La prima delle virtù della cittadinanza è il rispetto reciproco.
Trovo, infine, le parole di Aldo Moro molto calzanti. Dopo la sconfitta sul divorzio, consigliava di realizzare la difesa dei principi e valori cristiani al di fuori delle istituzioni e delle leggi, e cioè nel vivo aperto e disponibile tessuto della nostra vita sociale. Moro, a differenza di Moretton, sapeva che è sbagliato far coincidere la religiosità con la tutela giuridica. Non esistono solo le leggi. Esiste il dibattito pubblico, la possibilità di convincere ed essere convinti. Non è più giusto cercare nella società e non nello Stato, il consenso alle proprie posizioni etiche?
Non è un mistero per nessuno che non si tratta solo di questioni di coscienza ma anche, e forse soprattutto, di identità politica. Lo ha detto chiaramente Marini quando ha affermato di non volere lasciare la rappresentanza dei cattolici alla destra. Ma cosa significa oggi rappresentare i cattolici? Non è un mondo troppo vasto e composito per essere rappresentato in quanto tale? E chi si vuole rappresentare: i cattolici o il Vaticano? Resto dell’opinione che i gruppi parlamentari devono poter esprimere una posizione maggioritaria. Le questioni etiche o bioetiche non sono questioni indecidibili: devono essere decise perché si interviene in sede legislativa e le divisioni devono essere considerate fisiologiche. Dunque un partito, o un gruppo parlamentare, è del tutto legittimato a prendere una posizione di maggioranza (ed è tenuto a farlo, per correttezza verso i suoi elettori), fatto salvo il diritto di chi dissente di manifestare le sue posizioni. Se poi passerà la legge proposta dal centrodestra, il Pd perderà la battaglia. Ma questo è quel che di solito accade all’opposizione. E in questo non c’è niente di antidemocratico. Ma il testamento biologico nasce contro la vita artificiale. L’idratazione e l’alimentazione forzata sono esattamente ciò che rende possibile la vita artificiale. Quindi sarebbe una legge che mentre enuncia un obiettivo rende impossibile realizzarlo. In un’intervista sulla Stampa, alla domanda «E se la maggioranza di centrodestra andasse avanti ugualmente e la approvasse che accadrebbe in concreto?», Umberto Veronesi ha risposto «A quel punto nessuno sottoscriverebbe il testamento biologico, sarebbe inutile». La battaglia perciò continuerà. «Nel vivo – sono le parole di Aldo Moro -, aperto e disponibile tessuto della nostra vita sociale». E non bisogna averne paura.


In Aula

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APPROVATE LE NORME SULL’OTTIMIZZAZIONE DEL LAVORO PUBBLICO
Lunedì 9 si è svolta la discussione generale del disegno di legge (C2031/A), già approvato dal Senato, recante delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti. Successivamente ha avuto luogo la discussione generale delle mozioni La Loggia ed altri n. 1-00061, Capodicasa ed altri n. 1-00114, Romano ed altri n. 1-00115 e Messina ed altri n. 1-00116 in materia di compartecipazione della regione Sicilia al gettito d’imposta su redditi prodotti nel proprio territorio, nonché delle mozioni Realacci ed altri n. 1-00110, Piffari ed altri n. 1-00117, Ghiglia ed altri n. 1-00118 e Libè ed altri n. 1-00119 concernenti iniziative per favorire uno sviluppo ambientale sostenibile.

Martedì 10 è proseguito l’esame del disegno di legge (C2031/A), già approvato dal Senato, recante delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti.

Mercoledì 11 è proseguito l’esame del disegno di legge (C2031/A), già approvato dal Senato, recante delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti.

Giovedì 12 la Camera ha approvato il disegno di legge (C2031/A), già approvato dal Senato, recante delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti. Il provvedimento è tornato all’esame del Senato.

 

In Commissione
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AMMISSIONE DEI DISABILI AL VOTO DOMICILIARE: PROSEGUE L’ESAME
La I Commissione Affari costituzionali ha svolto audizioni di esperti e di rappresentanti dell’ANCI e della Lega delle autonomie, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle problematiche relative al distacco di comuni dalla regione Marche e alla loro aggregazione alla regione Emilia Romagna, deliberata nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C63 Pizzolante e C177 Pini. La Commissione ha inoltre proseguito, in sede referente, l’esame del testo base delle proposte di legge C907 Bernardini e C1643 Galletti riguardante ammissione dei disabili al voto domiciliare (rel. Turco – Pd); delle proposte di legge C103 Angeli, C104 Angeli, C457 Bressa, C566 De Corato, C718 Fedi, C995 Ricardo Antonio Merlo, C1048 Santelli, C1592 Cota, C2006 Paroli e C2035 Sbai, riguardanti Norme in materia di cittadinanza (rel. Bertolini – PdL) e della proposta di legge costituzionale C1221 Lanzillotta in materia di distacco e aggregazione di comuni e province (rel. Bianconi - PdL). Le Commissioni riunite I Affari costituzionali e XII Affari sociali hanno iniziato, in sede referente, l’esame delle proposte di legge C127 Bocciardo, C349 De Poli, C858 Pisicchio, C1197 Palomba, C1591 Veltroni, C1913 Iannaccone e C2008 Governo recanti Istituzione del Garante nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza (rel. per la I Commissione: Calabria – rel. per la XII Commissione: Castellani).
ESAME DELLE NORME SULLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE
La II Commissione Giustizia, in sede referente, ha proseguito l’esame dei progetti di legge C1415 Governo, C406 Contento, C1510 Tenaglia, C1555 Vietti, C290 Jannone e C1977 Bernardini in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali (rel. Bongiorno - PdL ) ed ha proseguito l’esame dei provvedimenti C611 Caparini, C666 Lussana, C817 Angela Napoli, C924 Pollastrini, C688 Prestigiacomo, C574 De Corato, C952 Pelino e C1424 Governo concernenti disposizioni in materia di violenza sessuale (rel. Lussana – LNP).


ADESIONE AL TRATTATO DI PRÜM SULLA COOPERAZIONE PER IL CONTRASTO DEL TERRORISMO: AVVIO DELL’ESAME
Durante la settimana, Il Comitato permanente sui diritti umani costituito in seno alla III Commissione Affari esteri ha esaminato il Doc. CXXI, n. 1 concernente la relazione sull’attività svolta dal Comitato interministeriale dei diritti dell’uomo nonché sulla tutela e rispetto dei diritti umani in Italia – rel. Pianetta (PdL) e la Relazione annuale dell’UE sui diritti umani per il 2008 – rel. Mecacci (PD). Inoltre, il Comitato permanente sugli italiani all’estero costituito in seno alla Commissione ha svolto l’audizione informale del Comitato di presidenza del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE). Le Commissioni riunite II Giustizia e III Affari Esteri in sede referente hanno iniziato l’esame del provvedimento C2042, approvato dal Senato, recante adesione al Trattato di Prüm relativo alla cooperazione transfrontaliera sul contrasto in particolare del terrorismo, della criminalità e della migrazione illegale nonché istituzione della banca dati nazionale del DNA e disposizioni in materia di accertamenti idonei ad incidere sulla libertà personale (rel. per la II Commissione: Contento - PdL; rel. per la III Commissione: Maran - PD).

PROSEGUE L’ESAME DELLE RISOLUZIONI RIGUARDANTI L’ALIENAZIONE DEGLI ALLOGGI DEL MINISTERO DELLA DIFESA
La IV Commissione Difesa, in sede consultiva, ha espresso parere favorevole alla III Commissione sui provvedimenti recanti: Ratifica Accordo di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS) tra la comunità europea e i suoi Stati membri e l’Ucraina (C2013 Governo, rel. Gidoni – PdL); Ratifica Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione fra Repubblica italiana e la Repubblica dell’Iraq (C2037 Governo, rel. Rossi Luciano – PdL). La Commissione ha proseguito la discussione congiunta delle risoluzioni nn. 7-00049 Villecco Calipari, 7-00092 Ascierto e 7-00098 Fava, sull’alienazione degli alloggi del Ministero della difesa.

FEDERALISMO FISCALE: AVVIO DELL’ESAME
Le Commissioni V Bilancio e VI Finanze hanno iniziato l’esame, in sede referente, del disegno di legge C2105, approvato dal Senato, recante Delega al Governo in materia di federalismo fiscale e delle abbinate proposte di legge C452, C692 e C748 (rel. per la V Commissione: Leone - PdL; rel. per la VI Commissione: Antonio Pepe - PdL). Le Commissioni hanno inoltre svolto un ciclo di audizioni informali per l’istruttoria legislativa sul provvedimento. In particolare hanno avuto luogo le audizioni del Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, del Presidente della SVIMEZ, Nino Novacco, del Presidente dell’ISAE, Alberto Malocchi, dei rappresentanti della Corte dei conti, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e dell’Unione delle province d’Italia (UPI), nonché del Presidente dell’ISTAT, Luigi Biggeri, e dei rappresentanti della Banca d’Italia. Nel corso della settimana la VI Commissione Finanze ha espresso parere favorevole alla III Commissione Affari esteri sul disegno di legge C2037, recante Ratifica Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione fra la Repubblica italiana e la Repubblica dell’Iraq (rel. Comaroli – LNP).


PROSEGUE L’ESAME DELLA LEGGE QUADRO DELLO SPETTACOLO DAL VIVO
Nel corso della settimana, la VII Commissione Cultura ha svolto l’audizione informale di rappresentanti di associazioni di famiglie e di studenti, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C953 Aprea, adottata come testo base, e abbinate, recanti Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti. Ha proseguito e concluso la discussione della risoluzione 7-00109 Picierno: Sui ricorsi relativi ai test di accesso per l’anno accademico 2008-2009 a vari corsi di laurea, approvandone il testo in una riformulazione. In sede referente, ha proseguito l’esame delle proposte di legge recanti Legge quadro dello spettacolo dal vivo (C136 e abbinate – rel. Carlucci, PdL). Ha altresì proseguito l’esame del nuovo testo della proposta di legge recante Istituzione del premio annuale “Arca dell’arte – Premio nazionale Rotondi ai salvatori dell’arte (C867 Vannucci - rel. Ghizzoni, Pd) e del nuovo testo delle proposte di legge recanti Disposizioni per la valorizzazione dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni (C1889 e abbinate - rel. Aprea, PdL). Nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C136 Carlucci ed abbinate, recanti Legge quadro per lo spettacolo dal vivo, ha svolto l’audizione informale di rappresentanti di organizzazioni sindacali del settore: SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL e FIDA. Ha svolto infine l’audizione informale dell’assessore al Comune di Roma per le politiche educative e scolastiche, famiglia e gioventù e di rappresentanti del Comitato dei genitori di alunni della Scuola elementare Carlo Pisacane di Roma, su questioni inerenti il funzionamento dell’Istituto.


AUDIZIONI SULLE POLITICHE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO
La VIII Commissione Ambiente ha svolto le audizioni di rappresentanti dell’Autorità di Bacino di rilievo nazionale, di rappresentanti dell’Agenzia interregionale per il fiume Po (AIPO) e di rappresentanti dell’ Autorità di Bacino di rilievo regionali e interregionali nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche per la tutela del territorio, la difesa del suolo e il contrasto agli incendi boschivi. Ha svolto altresì, le audizioni informali di rappresentanti dell’UPI e dell’ANCI, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge in materia di principi fondamentali per il governo del territorio. In sede di atti del Governo, la Commissione ha proseguito e concluso l’esame della proposta di nomina dell’avvocato Amilcare Troiano a presidente dell’Ente parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano (nomina n. 31 – rel. Scalera, PdL) dichiarandosi favorevole alla nomina ed ha altresì proseguito e concluso l’esame dello Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento (atto n. 56 – rel. Tortoli, PdL), esprimendo un parere favorevole con osservazioni e condizioni. In sede Consultiva la Commissione ha proseguito e concluso l’esame del disegno di legge C2037 Governo recante Ratifica ed esecuzione del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione fra la Repubblica italiana e la Repubblica dell'Iraq, fatto a Roma il 23 gennaio 2007 (rel. Togni, LNP) per il parere alla III Commissione, esprimendo un parere favorevole ed ha altresì concluso l’esame del nuovo testo della proposta di legge C1889 Cirielli e abbinate recante: Disposizioni per la valorizzazione dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni (rel.Iannuzzi, PD), per il parere alla VII Commissione, esprimendo un parere favorevole. La Commissione ha svolto l’audizione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, sulla realizzazione delle linee programmatiche del suo dicastero, per le parti di competenza.

DELIBERATO LO SVOLGIMENTO DI UNA INDAGINE CONOSCITIVA SUL SISTEMA AEROPORTUALE ITALIANO
La IX Commissione Trasporti ha proseguito la discussione delle risoluzioni n. 7-00061 Meta su Mobilità dei pendolari e adeguamento infrastruttura ferroviari e n. 7-00070 Lovelli Sul potenziamento della rete autostradale e ferroviaria con riferimento alla Valle Scrivia ligure e piemontese e ai collegamenti Genova - Milano e Genova - Torino. Ha proseguito l’esame, in sede di Comitato ristretto, delle proposte di legge recanti disposizioni in materia di circolazione e sicurezza stradale (C44 e abb. – rel. Moffa - PdL). Ha proseguito e concluso, in sede di parere su atti del Governo, l’esame dello schema di regolamento recante recepimento della direttiva 2005/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, riguardante il reciproco riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/CE (atto n. 58 – rel. Toto - PdL) esprimendo un parere favorevole. In sede consultiva, ha concluso l’esame del disegno di legge di ratifica recante l’accordo di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS) tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e l'Ucraina (C2013 Governo - rel. Proietti Cosimi - PdL), sul quale è stato espresso un parere favorevole. E’ stato inoltre deliberato lo svolgimento di un’indagine conoscitiva sul sistema aeroportuale italiano.


AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
La X Commissione Attività produttive, in sede consultiva, ha espresso parere favorevole alla III Commissione sulla ratifica del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione fra la Repubblica italiana e la Repubblica dell'Iraq (esame C2037 Governo – rel. Gibelli-LNP), e sulla Ratifica dell’Accordo di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS) tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e l'Ucraina (C2013 Governo - rel. Faenzi-PdL), alla VII Commissione su Disposizioni per la valorizzazione dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni (C1889 Cirielli e abb. – rel. Iannaccone-MISTO-MPA). La Commissione ha poi svolto l’audizione del presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, in relazione al sistema delle incentivazioni delle fonti rinnovabili ed assimilate (c.d. “CIP6”), operante in Italia. Infine hanno avuto luogo Comunicazioni del Presidente sugli esiti della riunione in materia di energia e ambiente dei Parlamenti dell’Unione, sul tema “Energia sicura e sostenibile per l’Europa” (Praga 25-26 gennaio 2009).


AVVIATO L’ESAME DELLE DISPOSIZIONI PER L’ADEGUAMENTO DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI DI GUERRA
La XI Commissione, in sede referente, ha concluso l’esame delle proposte di legge recanti Estensione del diritto all’assegno supplementare in favore delle vedove dei grandi invalidi per servizio (C1421 Paglia e C1827 Pelino - rel. Di Biagio, PdL), inviando il testo alle Commissioni competenti per il parere; ha avviato l’esame delle proposte di legge Disposizioni per l’adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra (C1719 Rosato e C1793 Pelino - rel. V.A. Fontana, PdL), alle quali sono stati abbinati ulteriori progetti di legge e è stato costituito un comitato ristretto. Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’assetto delle relazioni industriali e sulle prospettive di riforma della contrattazione collettiva, ha svolto l’audizione di rappresentanti della Confapi e di rappresentanti dell’Aran. La Commissione infine ha proseguito l’esame della proposta di nomina di Giuseppe Stanghini a componente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip).


DISPOSIZIONI A TUTELA DELLA VITA NELLA FASE TERMINALE: AVVIATO L’ESAME
La XII Commissione Affari sociali, in sede di Comitato ristretto, nominato per l’esame delle proposte di legge sulle disposizioni per garantire l’accesso alle terapie del dolore e alle cure palliative (C624 Binetti, C1141 Livia Turco, C635 Polledri e Rivolta, C1830 Di Virgilio e C1738 Bertolini – rel. Scapagnini, PdL), ha svolto l’audizione informale di medici e docenti di chiara fama esperti della materia. In sede referente ha iniziato, l’esame delle proposta di legge sulle disposizioni a tutela della vita nella fase terminale e in materia di terapia del dolore (C1764 Cota e C1968 Saltamartini – rel. Scapagnini, PdL). Nel corso della settimana, le Commissioni XI Lavoro e XII Affari sociali hanno proseguito la discussione delle risoluzioni 7-00072 Caparini , 7-00089 Cazzola, 7-00116 Delfino e 7-00118 Damiano sul Libro Verde sul futuro del modello sociale. Le Commissioni III Affari esteri e XII Affari sociali hanno proseguito l’esame, in sede referente, del disegno di legge di ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e istituzione dell’Osservatorio nazionale (C2121 Governo, approvato dal Senato e C1311 Farina Coscioni – rel. per la III Commissione: Biancofiore, PdL - rel. per la XII Commissione: Baccini, Misto) ed hanno, inoltre svolto l’audizione informale di rappresentanti della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (FISH) e della Federazione delle Associazioni nazionali dei disabili (FAND) nell’ambito dell’esame dei progetti di legge C2121 Governo, approvato dal Senato e C1311 Farina Coscioni.


PREPARAZIONE E DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI: AVVIATO ESAME
La XIII Commissione Agricoltura, in sede referente, ha iniziato l’esame della proposta di legge in materia di disciplina per la preparazione, confezionamento e distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma (C975 Brandolini - rel. Beccalossi, PdL) ed ha nominato un Comitato ristretto. Si è conclusa la discussione della risoluzione 7-00037 Rainieri, indennizzi ai produttori di pomodoro da industria per i danni provocati dagli storni, con l’approvazione di un nuovo testo (n. 8-00031); è iniziata la discussione della risoluzione 7-00078 Brandolini, partecipazione dell’Italia al programma di incremento del consumo di frutta e verdura nelle scuole. La Commissione, in sede di indagine conoscitiva sul fenomeno dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche, ha svolto l’audizione di rappresentanti dell’Associazione nazionale Arci-Caccia e della Legambiente e in sede di indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole, ha svolto l’audizione di rappresentanti di Equitalia Spa, Abi e Inps.


REQUISITI PER L'AUTORIZZAZIONE E LA RESTRIZIONE DELLE SOSTANZE CHIMICHE: AVVIATO L’ESAME DELLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO
Nel corso della settimana la XIV Commissione per le politiche dell’Unione europea, in sede consultiva, ha iniziato l’esame del nuovo testo della proposta di legge C326 e abb. recante Nuova disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi (rel. Castiello, PdL) e ha proseguito l’esame, ai fini del parere da rendere alla X Commissione (Attività produttive), della Risoluzione del Parlamento europeo del 4 dicembre 2008 su «La strada verso il miglioramento dell’ambiente per le PMI in Europa – Atto sulle piccole imprese (“Small Business Act”)» (doc. XII, n. 194 - rel. Formichella, PdL). In sede di atti del Governo, ha iniziato l’esame dello Schema di decreto legislativo recante disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1907/2006 che stabilisce i princìpi e i requisiti per la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (atto n. 55 – rel. Pini, LNP).

 

 

 

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