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27/05/2010

Una manovra contro la crescita?

Ieri Tremonti ha finalmente messo in tavola le carte della manovra economica 2011-2012 e ammesso una volta per tutte che quelle sulla ripresa, il benessere e la solidità del Belpaese erano tutte chiacchiere. «Questa non è una finanziaria qualsiasi. Dobbiamo gestirla tutti insieme – ha dichiarato il ministro del Tesoro – perché non sarà una passeggiata». A dire il vero, non ci voleva tanto a capirlo. Ma per due anni il governo non ha avanzato alcuna politica per contrastare quella crisi di cui ha negato perfino l’esistenza. Da Pechino, Pier Luigi Bersani ha duramente criticato l'atteggiamento e le parole di Tremonti: «ci hanno raccontato che i conti erano in equilibrio, invece non è vero niente. La Grecia non c'entra nulla: è un problema nostro. E non vedo riforme. Questa è una manovra depressiva, è solo un giro di specchi. Non si affronta nulla di strutturale, tagli indiscriminati e nessuna crescita».

Oggi, Pier Paolo Baretta mette in risalto su Europa il «paradosso» della manovra: «un intervento pesante (e le misure di peso non mancano), ma insufficiente a risolvere la gravità della situazione. «Di fronte a una manovra di 24 miliardi in due anni – scrive il capogruppo del Pd in commissione bilancio - ci si poteva aspettare che vi trasparisse una visione strategica e non un tampone emostatico». La prima critica che Baretta rivolge alla manovra del governo è lo squilibrio sul carico di chi paga la crisi:«È difficile che, in situazioni complicate come questa, un intervento di politica economico finanziaria sia indolore. Ciò che bisogna guardare, dunque, non è se ci sono o meno “sacrifici”, ma quali sono, come vengono distribuiti e a cosa servono. Ciò che rende una manovra economica accettabile è che sia equa e che serva ad uscire dall’angolo. Prendiamo il provvedimento mediaticamente più clamoroso: il taglio dei costi della politica. L’intervento prevede la riduzione del finanziamento ai partiti. Si tratta di un flebile segnale ed isolato, che non imbocca la strada della riduzione del numero dei parlamentari e delle spese derivanti dalla sovrapposizione di troppi livelli istituzionali. Sul piano degli stipendi la sola operazione che fa la manovra è “tagliare” le punte dei ministri e sottosegretari non parlamentari e dei dirigenti pubblici per la quota eccedente gli 80 mila euro. Ma non decide di stabilire dei tetti, sicché rinuncia a dare l’esempio ed operare una moral suasion verso quella parte sulla quale la legge non può intervenire, ovvero i manager privati che, certamente, non si sono risparmiati in questi anni, in quanto a retribuzioni e bonus. Ancora più seria è la questione del blocco degli stipendi dei lavoratori pubblici. A questo sacrificio non corrisponde un serio intervento sui redditi alti, ma soprattutto sulle rendite e sui patrimoni. Era proprio impossibile aumentare a livelli europei le imposte sulle rendite finanziarie? In tutta Europa la questione delle tasse sui patrimoni è all’ordine del giorno, da noi resta un tabù. È un bene che il governo affronti il contrasto all’evasione fiscale. Si potrebbe dire: meglio tardi che mai. Il ritorno della tracciabilità ad esempio, che proprio Tremonti aveva tolto lo scorso anno, ha sottratto risorse che oggi si vogliono recuperare. C’è poi il nodo-Regioni. Il peso della manovra taglia non solo gli sprechi ma finisce per incidere sui servizi ai cittadini».

La seconda critica di Baretta riguarda le misure per lo sviluppo: «In questa situazione  economica e sociale difficile – sostiene Baretta  - è urgente che il paese torni a crescere. La manovra, ossessionata dall’aspetto finanziario, non si occupa di questa priorità. È possibile risanare i conti pubblici e favorire la ripresa economica? Sì! Ci vuole il coraggio di pensare in grande e avventurarsi in mare aperto. Finché si naviga lungo costa non si arriva dall’altra parte. Perché non cogliere la drammaticità della crisi per operare scelte drastiche che modernizzino la struttura economica? Perché non riprendere con un piano di liberalizzazioni e privatizzazioni (il perimetro pubblico è ancora molto più ampio di quanto si crede). La razionalizzazione del patrimonio pubblico potrebbe dare risorse utili ad abbattere il debito, senza ricorrere a misure francamente sgradevoli, quali il condono sulle case fantasma. Ma anche liberare il lavoro (imprenditori e dipendenti) dall’eccessivo peso fiscale, che rallenta la competitività delle nostre imprese. Perché non semplificare la pubblica amministrazione? Le proposte di Brunetta non erano la ricetta giusta, ma l’affossamento della riforma senza alternative operato da Tremonti è il segnale che non si vuol cambiare niente». Su questo aspetto insiste oggi anche Fosca Bincher su Libero che definisce il pacchetto sviluppo «una paginetta striminzita e assai generosa rispetto alla realtà», rimarcando che «quella paginetta che si è fatto così fatica perfino a compilare è il vero tallone di Achille della manovra di Giulio Tremonti».

Insomma, la favola è finita ed è arrivato il momento che Berlusconi la smetta con la fantasia economica, le leggi ad personam e affronti seriamente la crisi con misure strutturali che garantiscano la ripresa. Invece, siamo alle solite. Il discusso ddl sulle intercettazioni dovrebbe approdare alla Camera il prossimo lunedì per diventare legge – è la speranza espressa sottosegretario Giacomo Caliendo – entro l’estate. E come osserva l’editoriale di Europa, «ieri Berlusconi ha dato una risposta a chi aspettava di conoscere il messaggio col quale avrebbe accompagnato la nuova era di sacrifici e di rinunce. E sapete la novità? Il suo messaggio è che la colpa dell’attuale situazione è dei governi di sinistra (o di quelli, remoti, degli anni del pentapartito durante i quali lui personalmente si arricchiva). E che tutto ciò che c’è di buono è invece merito suo: perfino il rigore della spesa pubblica, che secondo ogni possibile e immaginabile verifica è stato il massimo apporto dei governi di centrosinistra alla storia d’Italia, mentre casomai i nove anni (nove anni) di Berlusconi al governo sono stati segnati da imperdonabili generosità di spesa. Se non suonasse irrispettoso, vorremmo chiederlo a un’autorità indiscussa come il presidente della repubblica: sono queste le condizioni politiche che lui auspicava si stabilissero affinché la manovra avesse la più ampia condivisione?»

 

 

Azioni sul documento

non voleva lasciare la politica?

Inviato da Ma è ancora qui? il 27/05/2010 10:44

bah, mi era sembrato di capire che era indeciso se cambiare strada e abbandonare la politica, visto l'articolo che ha scritto qualche giorno fa "lamentandosi" del suo scarno stipendio...... invece, è sempre li, non si schioda vero?? immaginavo... anzi... ne ero sicuro....

si vergogni

Inviato da Mauro Mura il 27/05/2010 10:55

Si vergogni e si dimetta

Che faccia tosta

Inviato da Carlo Piccoli il 27/05/2010 12:43

Ma perche non andate tutti a lavorare? sempre se lo trovate, un lavoro. Dopo quello cha scritto l'altro giorno ha ancora il coraggio di fare il paladino? Sia chiaro che non ce l ho soltanto con Lei ma con tutti voi farabutti che mangiano sulle spalle di noi cittadini. Perche non fate come in America: massimo due mandati e poi fuori dalle balle? No, eh? Poi come fate a campare con uno stipendio normale (e senza pensione garantita, ovvio) ?

Che faccia tosta

Inviato da Bruno il 27/05/2010 13:16

Continui a fare il paladino di sè stesso, signor Marano:si dimetta se è coerente.

Ma voi non siete mai coerenti, vero?

Come fate senza privilegi?

Sia mai che prendiate 1200 euro al mese senza privilegi.

Ladri legalizzati!

Vada avanti

Inviato da voto pd il 27/05/2010 13:21

vada avanti Maran, gli imbecilli che sanno solo insultare, dopo aver chiesto proposte concrete, anche di fronte a queste non sanno altro che insultare. Vada avanti, che mi prende il terrore pensare che ignoranti e buzzurri possano prendere il suo posto. del resto se non sono riusciti a comprendere l'italiano comprensibile del suo blog precedente qualche motivo ci sarà.

Vada avanti

Inviato da votavo pd il 27/05/2010 14:01

Non ha bisogno Maran di uno che gli chiede di andare avanti.

La nostra classe politica ha forse il problema di tirarsi indietro.

Vada avanti

Inviato da Avigliano il 27/05/2010 14:27

Ascolta Caro elettore pd. Il signor Maran nel post precedente ha avuto l'infelice idea di lamentarsi del suo reddito a fronte di una situazione lavorativa disperata. E ha ribadito il concetto dicendo che i parlamentari non sono privilegiati. Una barzelletta. In un paese civile. Una frase normale in un paese come il nostro

Vada avanti

Inviato da elettore pd il 27/05/2010 15:42

Sì Onorevole, vada avanti! Questi che la insultano non sono suoi elettori, nè sono elettori di centro sinistra. Possono aver forse votato PCI, qualcuno magari DS e forse, per sbaglio, anche PD, ma se ci si ferma a parlare con loro non si comprende come non abbiano al collo un fazzoletto verde. Colpa nostra, sa? A furia di non volerli considerare, a furia di sentirci tanto superiori, intellettualmente colti, politicamente preparati, abbiamo allevato una serie di giovanotti rancorosi che pensano che la cittadinanza italiana, una laurea ed un voto debba per forza aprir loro ogni porta. E coltivano invidia per chi ha più di loro, indistintamente e gridano allo scandalo ma sono pronti a votare chi, indistintamente, promette loro un posto di lavoro migliore. Non è il sistema che li indigna, ma il fatto che loro non ne sono parte premiata.

Vada avanti

Inviato da Luca by Cormons il 27/05/2010 17:19

Senti fenomeno, ma che avete di sinistra voi? Siete destinati a farci perdere per i prossimi cento anni. A casa anche tu... Vergognatevi tutti... Onorevoli e galoppini...

Vada indietro

Inviato da votavo Pd il 27/05/2010 17:43

Ahhhhh, come aveva ragione Nanni Moretti.

Vada avanti

Inviato da oltre la siepe il 27/05/2010 18:32

Maran,suppongo che citi Baretta perchè condividi le sue ideuzze per risolvere la crisi.Una crisi mondiale si risolve, a casa nostra, con le "liberalizzazioni" e con la svendita del patrimonio pubblico?Ma che schifo... Riporto qua sotto un brano dell'intervento di Baretta usato dal nostro per far l'intervento sul blog ( quando Maran scrive sui quotidiani locali dell'FVG fa sempre citazioni e copia /incolla) La seconda critica di Baretta riguarda le misure per lo sviluppo: «In questa situazione economica e sociale difficile – sostiene Baretta - è urgente che il paese torni a crescere. La manovra, ossessionata dall’aspetto finanziario, non si occupa di questa priorità. È possibile risanare i conti pubblici e favorire la ripresa economica? Sì! Ci vuole il coraggio di pensare in grande e avventurarsi in mare aperto. Finché si naviga lungo costa non si arriva dall’altra parte. Perché non cogliere la drammaticità della crisi per operare scelte drastiche che modernizzino la struttura economica? Perché non riprendere con un piano di liberalizzazioni e privatizzazioni (il perimetro pubblico è ancora molto più ampio di quanto si crede). La razionalizzazione del patrimonio pubblico potrebbe dare risorse utili ad abbattere il debito, senza ricorrere a misure francamente sgradevoli, quali il condono sulle case fantasma.

Manovra economica

Inviato da Alessandro Maran il 28/05/2010 08:47

Caro Oltre la Siepe, Pier Paolo Baretta è il capogruppo del Pd in commissione bilancio. Nel suo intervento ha espresso il punto di vista del Pd sulla manovra che cerco, come sempre, di diffondere e di illustrare. Sulle liberalizzazioni: uno studio Ocse di 15 giorni fa (Going for Growth), quantifica i benefici delle liberalizzazioni. Se l’Italia adeguasse la sua normativa nei settori non-manifatturieri alla "best practice" internazionale, ne ricaverebbe un aumento del 14,1% della produttività su 10 anni. Se si limitasse a raggiungere i livelli migliori della Ue il miglioramento sarebbe del 13,7%. Nella simulazione dell’Ocse, l’incremento deriverebbe da un +2,6% nel settore dell’elettricità e del gas, dal 4,9% nel retail e dal 7,4% nei servizi professionali. Sarebbero quindi "benefici elevati", soprattutto nel caso dei servizi professionali, dove l’attuale contesto normativo è particolarmente "scadente se paragonato a quelli di altri paesi". Il Governo porta invece in Parlamento una riforma della professione forense che, da sola, provocherà un ulteriore buco nella bilancia commerciale italiana dei servizi professionali. Ovviamente, ognuno è libero di pensarla come crede. Quello espresso da Baretta è il nostro punto di vista, le nostre «ideuzze». Nel nostro paese, non manca certo l’offerta politica e la possibilità per ciascuno di propugnarne di migliori.

Manovra economica

Inviato da Utente anonimo il 28/05/2010 13:02

Scusi onorevole, ma se queste sono le vostre soluzioni per uscire dalla crisi e rilanciare lo "sviluppo" siamo a posto...Lei butta numeri e percentuali senza raffronti,citando simulazioni OCSE per parlare della"razionalizzazione del patrimonio pubblico" (citando Beretta), o, per meglio dire, la vendita di quel che resta del patrimonio pubblico come ricetta per uscire dalla crisi. La ricetta del vostro capogruppo prevede anche la privatizzazione dell'acqua? Liberalizzare l'elettricità e il gas in un Paese corrotto come il nostro dove ci porterà? Dalema aveva liberalizzato le autostrade, chi ne ha guadagnato? Ci ha guadagnato il Paese che quelle autostrade aveva pagato o ci ha guadagnato Benetton e compagnia cantante? Consiglierei, per perdere gli ultimi voti rimasti, di rispolverare anche la "terza via" di Tony Blear. La "Terza via" , a suo tempo osannata dai dalemiani e,conseguentemente, dal povero Svech che come un disco rotto, citando la "terza via", parlava della "società delle opportunità" che doveva sostituire la "società delle garanzie",se non vado errato anche lei faceva parte di quel filone..avevate trovato la quadratura del cerchio per il cassaintegrato: via l'assegno di cassa e avanti con le opportunità. Voi politici, con il sedere al caldo, siete ridicoli.

CALCOLI

Inviato da Cristina il 27/05/2010 22:06

Onorevole Maran Le invio paio di calcoli, forse ci sarà una riduzione sugli stipendi degli alti papaveri politici per il 10% sulla parte eccedente gli 80.000 €. Ciò significa che se un alto papavero guadagna 120.000 €. la riduzione opererà su 40.000 €. pari a 4.000 €. Con il blocco degli stipendi per 4 anni dal 2010 al 2013, io dopo 25 anni di lavoro e uno stipendio da funzionario amministrativo perderò 1500 €. a fronte di un reddito lordo di 28.000 €. Controlli i dati che le fornisco con l'articolo di martedì scorso sul Sole 24 ore. Per cortesia provi a calcolare la differenza della percentuale di contribuzione alla crisi di questo paese. Onorevole vivo vicino a Lei, sono figlia di comunisti e mi vergogno di essere "rappresentata" da una classe politica di questo livello e di questa moralità.

niente da fare

Inviato da giorgio il 28/05/2010 01:13

Quasi tutti i commenti sono ossessionati dalla sua dichiarazione del reddito percepito. Non hanno altri argomenti che "la roba". tutto il resto: zero, proposte meno, acredine a mille. Avrei voluto vedere contestare il ragionamento sullo svuotamento del parlamento, sul ruolo dei nostri rappresentanti. Nulla. solo "la roba", i soldi, la pecunia. Peggio di un mediocre ed evasore industrialotto brianzolo. Berlusconi ha vinto se anche quelli che si dicono di sinistra ragionano come e peggio di lui. p.s. visto che alcuni hanno pure scritto che gli interventi a favore sono di galoppini: tranquilli. Io vivo del mio e non ho nessun incarico amministrativo o politico.

è stato proprio Maran.....

Inviato da il primo a lamentarsi della pecunia il 28/05/2010 07:51

Rispondo anche sopra a chi sostiene che una laurea non necessariamente apre le strade... "Hai ragione". Ho almeno 4 miei compagni di corso che ritengo molto capaci.. beh.. sono dovuti scappare all'estero per lavorare. Ma perché questi ricercatori li facciamo scappare via tutti? Ne avrei per politici di destra e di sinistra, ma tanto è una lotta contro i mulini a vento...

è stato proprio Maran.....

Inviato da giorgio il 28/05/2010 08:14

se citi compagni di corso costretti a fuggire dall'italia deduco che hai fatto l'università e purtroppo constato che, se leggendo il testo, hai capito che maran si lamenta dei soldi che prende, va confermato il giudizio di chi dice che si può uscire dall'università senza essere in grado di comprendere il senso di un testo. Dura eh? Non arrenderti. prova a rileggere e forse capirai..

è stato proprio Maran.....

Inviato da mourinho il 28/05/2010 09:57

A' genio del male...il testo veniva privato della sua carica "ricoluzionaria" perche facente riferimento al reddito. Quasi se ne le lamentava. E poi e' stato lo stesso Maran a dire che non e' vero che i politici sono una casta privilegiata. In pensione dopo due anni a 10.000 euro al mese non e'# un privilegio? Chiaro che non sia solo Maran l'oggetto dell astio, ci mancherebbe. Non si discute il valore politico ma la stronzata colossale che ha detto

Non è solo problema di stipendio

Inviato da Francesco il 28/05/2010 11:19

Approfitto l'ospitalità concessami gentilmente dal ns. dipendente sig. Alessandro Maran per ribadire che non si tratta unicamente di problema di stipendio;infatti quando vedo che in Europa i nostri dipendenti a tempo determinato,eletti al senato/camera deputati sono alla grande al 1° posto per livello retributivo, mentre gli operai/impiegati sono agli ultimi, capisco subito qual'è l'interesse che il politico ha nei confronti del lavoratore. La colpa più grossa ce l'ha il PD che, come al solito, di fronte a questa manovra allucinante del governo non ha risposto con la durezza e la determinazione necessaria.Il mio, come penso quello degl'altri che scrivono su questo blog, è l'ultimo grido disperato di chi vota a sinistra.

è stato proprio Maran.....

Inviato da quello dell'università il 28/05/2010 14:32

non ho neanche più voglia di rispondere, sono nauseato..

CALCOLI

Inviato da Cristina2 il 28/05/2010 20:52

Cara omonima, stavo pensando agli stipendi di certi dirigenti regionali che guadagnano tutti sicuramente molto di più di me, di te, ma anche di tanti politici ed amministratori a vari livelli, e perfino del parlamentare proprietario di questo blog. Ed incassano spesso senza neanche assumersi le responsabilità, che ben volentieri scaricano sui subalterni. Sicuramente lo fanno senza avere davanti alla porta la pletora di cittadini pronti a chiedere un piccolo favore, una semplice istruzione per aggirare un ostacolo, un aiuto in nome dell'amicizia di antica data, una leggera forzatura del regolamento in virtà del fatto che loro quel politico o quell'amminisitratore l'hanno votato e a incazzarsi se poi il politico gliela nega. Mi viene in mente il padre di una mia vecchia compagna di liceo, benestante e rispettato presidente di una camera di commercio, che suggeriva a tutti noi di attenersi al motto della gallina Padovana, la quale raccomandava di fare le uova piccole piccole, perchè non merita rompersi il culo per gli altri. Perdonate l'ineleganza, ma se fossi l'onorevole in questione, in questo momento, è proprio questo che penserei.

1275060660

Inviato da Moreno Puiatti il 28/05/2010 16:31

Leggendo questi commenti mi viene in mente che anche il fascismo è iniziato così: contro i parlamentari e le democrazie plutocratiche... siamo finiti con centinaia di morti italiani in Russia, sul nostro territorio, deportati nei lager...

casta bis

Inviato da Utente anonimo il 28/05/2010 19:14

Lui dice le cazzate noi siamo fascisti perchè ci offendiamo ?!?! anche lei Puiatti immagino attinga dalla stessa mangiatoia....

casta bis

Inviato da generazione 1000 euro il 28/05/2010 20:35

Beh, davvero un bel quadretto quest'Italia nostra: se non sei del coro sei per forza un parlamentare o un parente o uno che in ogni caso mangia pane a tradimento. Nessuno che guardi anche in casa propria: l'universitario che impartisce ripetizioni per sbarcare il lunario, certo, a nero, ovviamente. La casalinga che per arrotondare lo stipendio misero del marito va a fare i lavori, a nero, ovviamente. Il pensionato che, potendo ancora di godere di buona salute, qualche giornata al cantiere edile dell'amico se la fa, a nero ovviamente. E quando viene l'idraulico che ci propone due conti, non c'è dubbio alcuno a scegliere quello senza IVA e al ristorante meglio senza ricevuta perchè ti regalano l'ammazzacaffè. Certo sono quisquiglie, peccatucci, suvvia, in fin dei conti son quattro soldi comunque sudati, nessuno va a guardare. Non si può mica dichiarare tutto, altrimenti non mi danno la borsa di studio, mi si alza l'aliquota, non prendo gli assegni famigliari, il buono libro, l'esenzione dal ticket. Questa è la nostra Italietta, abituata troppo a tante piccole meschinità da misurare su se stessi tutti gli altri e dare per scontato che tutti ma proprio tutti qualcosa imbrogliano. Se uno guadagna tanto, tanto ancor di più fregherà. Quanta invidia e, ha ragione chi scriveva prima, quanto brama della "roba"! E tutta questa sarebbe la sinistra? Ho capito perchè Berlusconi continua a vincere. E quando si dice che uno su tre lo vota, ci dovremmo chiedere come mai solo tre!

la legge del branco

Inviato da verul il 29/05/2010 00:12

come altri che sono intervenuti premetto che: non sono politico, non sono parente, vivo del mio e da dipendente di impresa privata pago tutte le tasse e non lavoro a nero. Questo perchè se osi obiettare alla massa - discretamente ignorante, ancorchè laureata a "masterizzata", va detto dopo aver letto tutti i post - che vomita livore sulle istituzioni e sui politici, in questo caso Maran, sei uno di loro. Semplicemente il branco non mi ha mai affascinato. se poi, il branco, usa argomenti protofascisti addirittura meno. Non uno che sia entrato nel merito. viene in mente Eduard Banfield e il suo " The Moral Basis of a Backward Society" e il familismo amorale. cinquant'anni dopo. Niente da fare: 30 anni di televisioni commerciali hanno terribilmente amplificato il fenomeno. ci terremo Berlusconi altri 20 anni.

la legge del branco

Inviato da SDEI il 29/05/2010 07:38

Alcune semplici domande all' on. MARAN, al quale piaccia o NON piaccia fa parte anche lui della CASTA ultra-privilegiata della POLITICA: 1) perchè durante il Governo PRODI, NON è stata licenziata la LEGGE sul CONFLITTO d' INTERESSE, se fosse stata fatta oggi NON avremmo B. al POTERE; 2) perchè con il tanto discusso MASTELLA, si è fatta invece la LEGGE sull' indulto di cui ha subito beneficiato la moglie dell' eterno DINI; 3) è vero o è una leggenda metropolitana che le concessionarie dei giochi di STATO, devono allo stesso da anni e anni ben "98 MILIARDI di EURO" che da soli eviterebbero per molto tempo "lagrime e sangue" ai cittadini !!!??? Se è vero perchè anche voi NON ne parlate MAI, o siete coinvolti e quindi ricattabili come una parte dei cosidetti "onorevoli"; rispondi MARAN a tutti NOI che vi abbiamo delegato a rappresentarci al meglio e agisci !!!