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01/02/2012

La lettera dei parlamentari Pd del Fvg

 

“Anche in vista dell’incontro tra Monti e Tondo, faremo come sempre fronte comune in Parlamento a vantaggio della nostra Regione, al di là delle nostre riserve sull’operato della Giunta regionale”. Lo dichiarano i parlamentari del Pd eletti in Friuli Venezia Giulia Alessandro Maran, Ettore Rosato, Ivano Strizzolo, Tamara Blazina, Carlo Pegorer e Flavio Pertoldi, in un documento politico che pubblichiamo:

Va da sé che, anche in vista dell’incontro tra Monti e Tondo, faremo (come sempre) fronte comune in Parlamento a vantaggio della nostra Regione, al di là delle nostre riserve sull’operato della Giunta regionale.

Detto questo, però, c’è un punto che la discussione in corso sembra trascurare. La crisi ha svelato crudamente – per dirla con le parole di Mario Draghi - l’«insufficienza delle politiche attuate negli scorsi anni in Italia per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici e per risolvere i nodi strutturali che strozzano la crescita della nostra economia». Ora l'Italia deve portare a compimento le riforme avviate negli ultimi mesi poiché la loro completa attuazione, è «decisiva per uscire dalla stagnazione e sventare i rischi di una deriva pericolosa». Anzi, proprio la forte accelerazione delle riforme compiuta negli ultimi mesi grazie a una nuova comunità d’intenti ha già permesso il rafforzamento della fiducia nel nostro Paese.

Partiamo da qui. Dalla comunità d’intenti. Gli obiettivi condivisi della maggioranza che sostiene il governo (che condivide, cioè, gli sforzi indispensabili per riaprire all'Italia una prospettiva di sviluppo) sono due: assicurare la sostenibilità dei conti pubblici e la crescita. Si tratta, in altri termini, di garantire l’abbattimento del debito pubblico e le riforme strutturali per ridare impeto all’innovazione, allo sviluppo e all’occupazione. Messe così le cose, cosa fa il FVG per conseguire questi due obiettivi? Farà le barricate contro le liberalizzazioni o farà di più e di meglio, usando finalmente la «specialità» non come una barriera ma come uno spazio di libertà che è consegnato alle istituzioni regionali per progettare il futuro? La società della nostra regione (tanto gli strati più dinamici che quelli popolari) può permettersi il lusso di stare, con la Lega, all’opposizione del governo Monti? E Tondo può rinunciare a guidare la società regionale a riconoscersi in uno sforzo generale di salvataggio del Paese, attestando così il FVG come regione di avanguardia nella rinascita dell’Italia? La questione rappresenta, in realtà, un nodo epocale. In gioco è il nostro futuro.

Per il Pd, la strada da percorrere è quella non solo del dialogo, ma di un vero patto con quelle realtà, imprenditoriali e sociali, che anche in FVG hanno operato per far nascere questo governo. L’unico isolamento da temere è quello della nostra Regione. Il nostro obiettivo deve essere modernizzarla. Il futuro di questa terra dipende dalla sua capacità di trasformarsi costantemente e di restare in stretto collegamento (pur mantenendo la propria identità) con l’economia e la società globale. Come ben sappiamo, il maggior pericolo per il FVG è nel cadere vittima di quell’immobilismo che è il prodotto inevitabile della demagogia refrattaria ad ogni confronto.  Anche la Regione, come ciascuno di noi, è alla prova della capacità di cambiare, di interpretare e anticipare gli scenari. Conviene tenerlo bene a mente.

On. Alessandro Maran, On. Ettore Rosato, On. Ivano Strizzolo

Sen. Tamara Blazina, Sen. Carlo Pegorer, Sen. Flavio Pertoldi

 

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