L’era della politica estera americana espansiva sta finendo
Invocando la responsabilità delle autorità libiche di proteggere la loro popolazione, la risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza ha ridato nuova vita al principio di «Responsability to Protect». Ma nel suo discorso a Washington, rilevando che «ci saranno momenti in cui la nostra sicurezza non sarà minacciata direttamente, ma lo saranno i nostri interessi e i nostri valori», Obama ha anche voluto sottolineare che «in questi casi, non dobbiamo aver paura di agire, ma il fardello dell’azione non deve essere solo dell’America». E ieri, il vice presidente Joe Biden ha dichiarato che la Nato può portare a termine la sua missione in Libia senza l’aiuto degli Stati Uniti, sostenendo che Washington ha preoccupazioni più importanti altrove, in particolare in Egitto. Parlando al Financial Times dopo che gli alleati hanno cercato di persuadere Washington a dare una mano nel conflitto, Biden ha ricordato che il problema non è nelle capacità degli altri paesi della Nato, ma nella loro volontà politica. «Se l’Onnipotente strappasse gli Usa dalla Nato per deporli su Marte in modo tale da non permettere loro di contribuire, sarebbe ridicolo sostenere che la Nato e il resto del mondo mancano delle capacità affrontare la Libia - le cose non stanno così». «Piuttosto – ha aggiunto, alludendo al fatto che paesi europei come l’Italia e l’Olanda ad oggi non hanno preso parte alle missioni aeree contro le forze filogovernative, nonostante le pressioni inglesi e francesi, che stanno guidando le operazioni Nato – a volte gli altri paesi mancano della volontà, ma questo non c’entra con la capacità». «La domanda – ha continuato Biden – è: dove devono andare le nostre risorse?»
Il fatto è che l’era segnata da una politica estera americana espansiva sta finendo. Il debito e il deficit di bilancio, alimentato dal crollo finanziario e dal costo dei programmi di protezione sociale (come la nuova legislazione sanitaria) obbligheranno gli Usa ad un’agenda internazionale più modesta. Il che influenzerà il mondo intero poiché gli Usa hanno investito storicamente un ruolo globale senza precedenti, funzionando, di fatto, come una sorta di governo del mondo. Ciò significa che, in tempi di ristrettezze per la politica americana, il mondo avrà meno governo. Probabilmente, la scarsità aiuterà gli Stati Uniti a commettere qualche errore di meno (come l’espansione della nato a Est e la disastrosa occupazione dell’Iraq), ma comporterà anche il venir meno di alcuni dei servizi internazionali forniti dagli Usa nei due decenni post-guerra fredda. Verosimilmente, non ci saranno ulteriori interventi militari che richiedano sforzi (costosi, protratti e frustranti) di state building come in Afghanistan e in Iraq, ma altrettanto probabilmente l’America non potrà più fornire un mercato così grande per le esportazioni di altri paesi. Agli Usa rimarranno in ogni caso oneri internazionali straordinari: assicurare la sicurezza in Europa e in Asia orientale; opporsi alla diffusione di armi nucleari; garantire un contesto geopolitico sicuro per il commercio internazionale, compreso l’accesso globale al petrolio. Il punto è che sono molti i paesi che beneficiano (enormemente) da queste politiche, ma non sono altrettanto numerosi i paesi che aiutano ad assicurarle.
Da qui la necessità americana di condividere responsabilità e costi con gli alleati, a cominciare da quelli della Nato. Per l'Europa è l'occasione a lungo attesa per accelerare il decollo della difesa comune. Senza contare che oggi la nuova sfida dell’Ue è quella di impostare una nuova politica di sicurezza e cooperazione diretta verso Sud che, pur nella diversità degli strumenti, punti ad essere almeno altrettanto efficace di quella condotta con lo strumento dell’allargamento verso Est. Ma riuscirà a non dividersi?















Quindi...
= LIBIA: BERLUSCONI A OBAMA, SI' DELL'ITALIA AI BOMBARDAMENTI (2)= == LIBIA: BERLUSCONI A OBAMA, SI' DELL'ITALIA AI BOMBARDAMENTI (2)= (AGI) - Roma, 25 apr. - Nel corso del colloquio, prosegue la nota di Palazzo Chigi, il Presidente Berlusconi ha informato il Presidente Obama che l'Italia "ha deciso di rispondere positivamente all'appello lanciato agli Alleati dal Segretario Generale della Nato in occasione della Riunione del Consiglio Atlantico del 14 aprile scorso a Berlino, e dopo i contatti avuti successivamente dal Presidente del Consiglio e dai ministri degli Esteri e della Difesa, per aumentare l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973". Le azioni mirate "si pongono in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal Parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito Onu e Nato, al fine di assicurare la cessazione di ogni attacco contro le popolazioni civili e le aree abitate da parte del regime di Gheddafi. Sugli sviluppi e sugli aggiornamenti il Governo informerà il Parlamento e i ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa". Il Presidente Berlusconi, conclude la nota, "telefonerà tra poco al primo Ministro del Regno Unito, David Cameron, e al segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, per informarli di tali sviluppi, e ne parlerà domani con il presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, in occasione del Vertice Intergovernativo previsto a Roma". (AGI) La 252025 APR 11 NNNN