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22/02/2009

L’audacia della speranza

Oggi, dopo le dimissioni di Walter Veltroni, sono in molti a chiedersi se il progetto del Pd non fosse basato su un’analisi politica sbagliata; se questo non sia il risultato inevitabile dell’unione di due formazioni giunte a capolinea; se, insomma, quest’idea di superare le tradizioni politiche del Novecento con una nuova formula organizzativa e politica, cercando di rinnovare il sistema politico-istituzionale, non fosse in origine un pasticcio immangiabile.

Può anche essere, ma per come la vedo io, finora l’esperimento non è stato nemmeno tentato. Certo, Veltroni aveva più di un motivo per lamentarsi del gioco continuo di delegittimazione e interdizione nei suoi confronti, ma va anche detto che il leader del Pd, legittimato dal voto delle primarie (un investimento chiaro in direzione di una riforma della politica), non ha fatto alcun uso di questa legittimazione, non ha esercitato la leadership. Sono mancate scelte politiche chiare sulle quali costruire una solida maggioranza e, ovviamente, una minoranza. E’ mancata una lotta vera, è mancata la passione e il coraggio. Da qui l’indebolimento della progetto, sempre più simile ad un’imbarcazione priva di rotta, piena di comandanti ciascuno con una sua idea del viaggio. Da qui la delusione, il disincanto, la confusione.

Alla fine Veltroni, con le sue dimissioni, ha ritenuto di compiere un gesto che, come lui stesso ha detto, fosse utile a salvare il Pd. La mia opinione è che se avessimo svolto il congresso subito dopo le elezioni dell’aprile dell’anno scorso, non saremmo arrivati al logoramento del segretario. Con una discussione franca e aperta, con una battaglia politica trasparente tra linee e leadership alternative, il Pd si sarebbe risparmiato questa crisi.

Ora il nuovo segretario del Pd è Dario Franceschini. Lo ha deciso l’assemblea del partito che si è svolta sabato alla nuova Fiera di Roma. L’assemblea ha respinto a larga maggioranza la richiesta di andare subito alle primarie. La scelta di un accomodamento per uscire dall’emergenza da qui ad ottobre è forse la scelta più ragionevole, ma resta da dimostrare che sia anche quella più gradita ai nostri elettori. E resta concreto il rischio, paventato da Stefano Folli, che tale scelta si riveli «un atto di pigrizia suscettibile di provocare altri smottamenti nell’elettorato, aggravando quello stato di abulia dell’opposizione che confina con la paralisi». Senza dubbio la paura di un vuoto di direzione e di un conflitto lacerante (e forse anche l’idea di stoppare i tentativi di scissione verso il centro)  hanno pesato moltissimo nella scelta di fare presto, ma chi ha l’ambizione di guidare il cambiamento del Paese avrebbe bisogno almeno di un pizzico di quella audacia che ha consentito ad Obama di vincere.

Per parte mia, ho votato per l’ipotesi di andare a primarie anticipate per scegliere, il 19 aprile, una linea e un leader. Resto dell’opinione che bisogna aprire porte e finestre ad una competizione vera. Per affrontare la crisi drammatica del Pd, non serve un patto tra dirigenti, volto a spostare avanti nel tempo il confronto. Ci serve la trasparenza di una battaglia politica tra linee e leadership alternative. Lo stesso Veltroni in fondo è stato l’espressione di un patto oligarchico di mutua tutela fra i dirigenti dei due partiti fondatori. Ma si deve chiudere una volta per tutte la contrattazione permanente che ha paralizzato il Pd. Resto inoltre dell’opinione che le primarie sarebbero state un modo per rianimare il partito in vista degli appuntamenti elettorali. Un lancio per le europee e modo per dire agli italiani: «il Pd non appartiene ad una ristretta oligarchia, ma appartiene ai cittadini; appartiene a ciascuno di noi, ai militanti, agli elettori, alla democrazia italiana. Ci fidiamo del vostro giudizio e vi chiediamo fiducia».

Il compito di Franceschini è quello di salvare il salvabile; di perdere il meno possibile. E nel discorso di Franceschini c’è qualche spunto di novità che non va sottovalutato. Tra gli spunti innovativi c’è la svolta laica sul testamento biologico e le parole chiare sulla collocazione europea: «non possiamo stare dove non ci sono i socialisti europei». Ma non ci si può illudere che basti cambiare il segretario, pensando che cambiare una persona con un’altra possa risolvere tutti i problemi. C’è un problema di scelta, di linea, di identità da affrontare. Occorre costruire un’alternativa che dia risposta alle domande alle quali il Pd non ha mai risposto.

Il centrosinistra ha bisogno di una rigenerazione, sia pure al prezzo di qualche scossa. Ci si confronti su programmi alternativi, idee diverse di partito, schemi di alleanza chiari, qualcosa di riconoscibile, in modo che il cittadino si veda restituita una reale capacità di scelta. L’elemento centrale della vittoria di Obama è l’audacia. Ha esortato gli americani ad avere l’«audacia della speranza», a sperare di fronte alle difficoltà e all’incertezza, a non perdere mai «la capacità di credere in ciò che ancora non si vede». E così ha indotto gli americani a spendersi nel cambiamento.

 

Azioni sul documento

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Inviato da Utente anonimo il 02:18, 23/02/2009

se due negazioni fanno una affermazione, allora "non possiamo stare dove non ci sono i socialisti europei" = dobbiamo stare dove ci sono i socialisti europei, o no?

PSE o dintorni?

Inviato da Bridget il 03:47, 23/02/2009

Stando alle news sembra che Franceschini abbia esatamente detto: "Lavoreremo per costruire un luogo comune di socialisti e non socialisti, non entreremo nel Pse ma non potremo mai stare in un luogo in cui non ci siano i socialisti europei. Non fosse altro perché qui stiamo nello stesso partito". Chiaro, no?

PSE o dintorni?

Inviato da Alessandro il 02:23, 24/02/2009

Franceschini, se ho capito bene, ha detto che nel Parlamento europeo il Pd dovrebbe lavorare per costruire un gruppo progressista più largo di quello socialista, ma che occorre farlo insieme con i socialisti. Cioè nel gruppo parlamentare del Pse. Ha anche spiegato perchè non è condivisibile il testamento biologico proposto dalla destra (in discussione al Senato) facendo sue le cose dette e ridette da Ignazio Marino. Sono due scelte chiare, sulle quali discutere e votare. Rimarrebbe piuttosto da chiedersi come mai Franceschini faccia oggi scelte che Veltroni non ha saputo fare...

PSE o dintorni?

Inviato da Linda il 05:23, 24/02/2009

nonostante le dichiarazioni di Franceschini, resta il fatto che Rutelli va per conto suo su collocazione europea e testamento biologico, invocando pari dignità per tutte le posizioni all'interno del PD. E' proprio sulla base di questa logica che il PD di Veltroni è fallito, non essendo stato capace come segretario di imporre la sua posizione su questi temi e su tanti altri (e Veltroni aveva il mandato di tre milioni di elettori..) Il nuovo segretario dovrebbe avere il coraggio di dire che la posizione di Rutelli su nutrizione e idratazione forzata NON è compatibile con quella del PD.

Franceschini

Inviato da Utente anonimo il 02:06, 24/02/2009

Berlusconi, ha detto ieri Franceschini, «ha in mente una forma moderna di autoritarismo». E «vuole usare le elezioni europee per sferrare un nuovo attacco» ... Che sia anche vero, ma perchè Franceschini non pensa a fare seriamente politica e di preoccuparsi dello ZUNAMI abbattutosi al suo partito? Buon lavoro Franceschini e non fare il KAMIKAZE. Alex

Franceschini 2

Inviato da Utente anonimo il 02:12, 24/02/2009

Obama è l’audacia. Ha esortato gli americani ad avere l’«audacia della speranza e non perdere mai «la capacità di credere in ciò che ancora non si vede»». Dice A. Maran!!! ----------------------------------------------------------------------------- Ma è ciò che stà facendo Berlusconi. E tutti giù a massacrarlo. Avete buttato l' ITALIA a remengo. Lasciate lavorare e a fine mandato giudicate. Franceschini è mai stati Imprenditore? Che benefici ha portato alla Comunità del lavoro? Bello fare politica senza aver rischiato del proprio. Alexk

...e dintorni...

Inviato da Bridget il 07:23, 24/02/2009

Tornerei su quanto afferma Linda e sullo scarso coraggio dimostrato da Veltroni. Ho i miei dubbi su Franceschini proprio in quanto suo vice, pertanto in grado di fare le giuste pressioni, ammesso che questo fosse sempre stato il suo sentire. Certo che le dichiarazioni di Rutelli e la posizione della Bianchi NON contribuiscono a chiarire l'ingarbugliata situazione. Ho capito la necessità di non perdere pezzi, ma continuo a ripetermi che una linea di demarcazione si debba infine stabilire...

...e dintorni...2

Inviato da Alex il 08:08, 24/02/2009

APPUNTO... :(