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15/06/2010

Intercettazioni: come sono normate nel resto del mondo?

Per Anna Finocchiaro il ddl sulle intercettazioni «tutela meglio,
molto meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere
informati». Da qui la decisione dei senatori del Pd di non partecipare
al voto e uscire dall'Aula. Naturalmente sulla rete non mancano quelli
per cui, in ogni caso, «il Pd è un’ameba». Beppe Grillo dal suo blog
invita i «pidimenoellini» a restare fuori dall’aula del Senato, dopo la
mancata partecipazione al voto di giovedì, perchè tanto «nessuno noterà
la loro assenza» e leggendo le reazioni al voto sulle intercettazioni,
sembrerebbe che il Pd quella legge l’abbia sostenuta se non addirittura
voluta. Pazzesco. Opinioni che, ha scritto Stefano Menichini su Europa,
«non si spiegano con errori dei democratici. Si spiegano invece col
veleno estremista e giustizialista che corrode da anni il corpo della
sinistra italiana e annebbia tanti cervelli. Del resto non stupisce,
che nell’Italia di Berlusconi ci sia gente convinta che la dialettica
politica sia ormai solo una partita fra guardie e ladri con i
rispettivi complici».
Come abbiamo detto (e ripetuto) il ddl sulle intercettazioni mina il
diritto di cronaca. Sia chiaro: gli eccessi ci sono stati. In quale
altro paese può succedere che un grande quotidiano pubblichi paginate
di intercettazioni telefoniche relative a indagini in corso, senza
risparmiare particolari privatissimi sulla vita degli intercettati veri
e propri e degli intercettati per caso? Il Foglio lo ha chiesto ad
alcuni corrispondenti della stampa estera in Italia. E, tanto per fare
un esempio, Jörg Bremer, della Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha
risposto con molta decisione che «in Germania niente del genere sarebbe
possibile. E’ vietato e non è mai successo». Ma il provvedimento del
centrodestra confonde alcuni eccessi con un bando generalizzato che
impedisce al cittadino di conoscere. E così non va. La giusta reazione
dei media non deve però spostare l’attenzione dal problema cruciale: le
intercettazioni sono uno strumento di indagine e di reperimento delle
prove  essenziale per la magistratura, senza cui le indagini avrebbero
meno capacità di incidere. «E’ prima di tutto su queste limitazioni che
va condotta una battaglia civile» ha scritto Michele Polo sul sito www.
lavoce.info. L’effetto dirompente del provvedimento è infatti quello di
rendere meno efficace lo strumento investigativo più utile alle
inchieste giudiziarie. «Sarebbe un triste paradosso quello di una
battaglia al calor bianco in cui il diritto di cronaca uscisse alla
fine meno compromesso, salvo poi accorgersi che poco o nulla i giornali
potrebbero raccontare ai propri lettori in merito al lavoro della
magistratura per la impossibilità delle indagini giudiziarie di
raggiungere risultati».
Rimarrebbe da chiedersi: come sono normate le intercettazioni nel
resto del mondo? Allego un breve nota del servizio studi del Senato.

 

clicca qui per leggere la nota del servizio studi del senato

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