Feps: il vero problema sono le nostre idee, i nostri contenuti


Da ieri Massimo D’Alema è presidente della Fondazione europea progressista (Feps). Immancabilmente, è sorta nei giorni scorsi nel Partito democratico una polemica sul senso della nomina di D’Alema. E, verosimilmente, la disputa continuerà a far brontolare ancora a lungo la costola cattolica del Pd preoccupata che questo ruolo di D’Alema possa risospingere il Partito democratico verso posizioni politiche tradizionalmente socialdemocratiche.
La polemica è davvero singolare per svariate ragioni, sulle quali si è soffermata Claudia Mancina sul sito di Democratica la Fondazione Scuola di politica presieduta da Walter Veltroni (www.democraticaonline.it).
«La prima – sostiene Claudia Mancina - è che la vicinanza, o distanza, del Partito democratico dalla sinistra europea non è qualcosa che si possa definire in termini di nomenclature. Si può anzi sostenere che la crisi di strategie e di idee che attraversa i partiti socialisti e socialdemocratici è esattamente la stessa che attraversa il partito di centrosinistra italiano; e che difficilmente quest’ultimo potrà trovare le sue strade isolandosi da quelli. Con chi pensa di interloquire il Pd? Solo con i mani di De Gasperi e di Berlinguer, o anche con i partiti che oggi sono i suoi corrispondenti in Europa? Perché i partiti della sinistra sono in tutta Europa – con maggiore o minore efficacia, secondo i casi – partiti di centrosinistra, come il Pd. Come si chiamino non ha nessuna importanza: la loro storia non ha generato l’esigenza di trovare un nome nuovo. Guardarli attraverso gli occhiali della nostra storia – una storia di anomalie - è davvero provinciale». «E’ ancor più bizzarra, la polemica, se si tiene conto - prosegue Mancina - che proviene da quell’area del partito che più incarna la scelta bipolarista. Bipolarismo significa che ci sono due aree, il centrodestra e il centrosinistra. Nessuno può mettere in discussione il fatto che il Pd e i partiti della sinistra europea appartengano alla stessa area. Il problema è la politica, e le politiche, per loro come per noi. E da questo punto di vista, la difficoltà è comune, comune è la ricerca, e le soluzioni, se ci saranno, saranno probabilmente abbastanza simili. A meno che non vogliamo rinchiuderci in una dimensione nazionale, una cosa palesemente assurda di questi tempi».
Come ricorda oggi Piero Fassino sul Foglio (che ha ospitato in questi giorni molte delle riflessioni sull’argomento), tra le ragioni per cui è nato il Pd, «vi è l’obiettivo di concorrere ad aprire una stagione nuova anche nel riformismo europeo e internazionale». Insomma, «il Pd non è un partito socialista» (lo ha affermato lo stesso D’Alema non suo discorso di insediamento), ma ha il dovere di lavorare con il Pse per contribuire al rinnovamento del centro sinistra europeo. Non sarebbe male, piuttosto (e sarebbe senz’altro più utile), criticare le tesi di D’Alema, le sue analisi, i suoi riferimenti culturali. Come ha fatto, scrivendo cose interessanti, Sergio Soave sul Foglio di venerdì 25 giugno. «Sinché i dibattiti nel Pd saranno di questo tenore - conclude sconsolata Mancina – anatemi invece di ragionamenti, richiami formalistici alle appartenenze invece di confronto – sarà difficile che vengano fuori le idee nuove di cui c’è bisogno». Sottoscrivo.
Su questo argomento puoi consultare i seguenti articoli:
Il Foglio
Ecco perché gli euro compagni dalemiani vogliono dichiarare la fine del PD
Mauro Ceruti
Il Foglio
Sinistra, socialismo, laburismo: ce la può fare D'Alema a riscrivere il Dna del PD?
Sergio Soave
Il Foglio
Perché l'eurodalemismo mette in gioco la vera natura del PD
Giorgio Tonini
Il Foglio
Perché il futuro dei compagni del PD è rifondare la socialdemocrazia in Europa
Andrea Peruzy
Corriere della Sera
D'Alema e la sinistra irrilevante e senza voce
Michele Salvati















letture
Il foglio come giornale di riferimento mi sembra adatto a raccogliere le tesi dalemiane.Caro Maran prosegui con le tue interrogazioni sui danni dei farmaci anticalvizie che se fai altro chissà che combini...con te, Fassino, Dalema, Veltroni, Morando e compagnia cantante: tempesta di cervelli...