Aspettando la pronuncia della Cassazione...
Ieri Silvio Berlusconi, intervenendo al telefono al convegno di Rete Italia in corso a Riccione, ha ancora un volta difeso Guido Bertolaso (coinvolto nell'inchiesta sugli appalti per il G8 a La Maddalena) ed ha attaccato duramente il Partito Democratico.
Il fatto è che l'inchiesta al Cavaliere non piace. Dopo aver rivendicato la bontà del suo «governo del fare», il premier si trova alle prese con una storia di appalti e corruzione. Per questo evoca complotti. «Sono disperati per il calo di consensi, si aggrappano a tutto, anche all'attacco di servitori dello Stato», ha detto Berlusconi ed ha aggiunto: «Il Pd ora è al traino di un movimento eversivo come quello di Di Pietro, e sul piano culturale al traino dei radicali di Pannella e di Bonino. Tutto questo avviene sotto il controllo di quello che è chiaramente un super Partito, e cioè il partito della Repubblica».
Intanto, l’operazione-immagine di «Berlusconi il moralizzatore» sì è incagliata venerdì scorso, in consiglio dei ministri. Dopo l’annuncio, da parte del premier, di drastiche e immediate misure anticorruzione, la maggioranza dei ministri ha impallinato la bozza elaborata da Alfano e da Ghedini e obbligato il premier a fare retromarcia.
Le nuove norme (in realtà, solo un mega spot elettorale ad uso delle televisioni) possono aspettare. Il governo ne riparlerà la settimana prossima. Forse. Anche perché giovedì 25 è attesa la pronuncia delle sezioni riunite della cassazione sul delicato nodo della “corruzione susseguente” per cui è stato condannato Mills e Berlusconi è sotto processo a Milano. Nel frattempo la bozza (tolta ad Alfano e a Ghedini) è finita sul tavolo di Calderoli. Come «governo del fare», non c’è malaccio …














