11 marzo: verso una stretta sul debito?
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Il prossimo 11 marzo è previsto un vertice straordinario a Bruxelles dei leader della Ue per rilanciare la crescita dell'economia nel continente. Il summit dovrebbe discutere oltre alle soluzioni per prevenire nuove crisi d’instabilità finanziaria, il Patto di competitività proposto dall’asse Merkel-Sarkozy e, dunque, le nuove idee per rafforzare la convergenza delle economie dei paesi dell’euro. Il tutto in preparazione di decisioni che ci si attende vengano adottate formalmente al Consiglio europeo di primavera, il 24 e 25 marzo prossimi. E’ difficile sfuggire alla sensazione che, per l’Italia, si stia avvicinando l'ora della verità. Al punto che si potrebbe tornare presto a ragionare di manovre aggiuntive per i conti pubblici.
Sul fronte dei debiti, la discussione parte infatti dalla proposta di Bruxelles, che prevede l'apertura di procedure di infrazione per i Paesi con un debito pubblico sopra il 60%, anche se il deficit è sotto la fatidica soglia del 3%. In particolare, la procedura scatterà se la Commissione Ue non valuterà «sufficiente» il ritmo di discesa del debito nei tre anni precedenti: in quell'arco di tempo il debito in eccesso dovrà essere ridotto di un ventesimo l'anno. Una regola questa - come si legge nei documenti preparatori dell'Ecofin - su cui Italia e Grecia (che hanno un debito pubblico ben al di sopra il 100%) avanzano una riserva.
Il ministro del'Economia, Giulio Tremonti, dice come sempre di non essere preoccupato. Anche perché nella proposta della Commissione Ue è stata accolta una delle principali richieste dell'Italia: quella di prendere in considerazione nel valutare la situazione dei conti di un Paese anche di fattori come il debito privato (quello di famiglie e imprese), la riforma delle pensioni, l'esposizione delle banche. Sullo sfondo c'è però la proposta tedesca di inserire nelle Costituzioni nazionali la soglia invalicabile per l'indebitamento pubblico, come in Germania. Il che fa pensare che l’ora della verità si stia davvero avvicinando. |














